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Conosciuto anche come ”formaggio di soia”, questo prodotto si ricava dalla cagliatura del latte di soia. In pratica, i fagioli della soia vengono messi in ammollo e, dopo qualche tempo, si ottiene un liquido bianco che si fa condensare e poi si mischia al nigari, il residuo che deriva all'acqua di mare quando si estrae il sale. Infine, viene pressato in blocchi a forma di parallelepipedo, ottenendo così la sua classica forma.

Inoltre, è un alimento salutare, perché ha un elevato contenuto di grassi polinsaturi (Omega 3 e 6), gli stessi presenti anche nel pesce e nella frutta secca. Grassi che sono da preferire rispetto a quelli saturi presenti nei cibi di origine animale. I grassi polinsaturi, inoltre, contribuiscono a ridurre il colesterolo “cattivo” e ad aumentare quello “buono”. Inoltre, contiene poco sale.

Il tofu è conosciuto anche come un elisir di giovinezza, perché contiene delle specifiche sostanze, i flavonoidi, in grado di proteggere il cuore e di combattere l’azione dei radicali liberi, rallentando quindi il processo d’invecchiamento.

Nella cucina Giapponese è molto utilizzato. Sia nelle zuppe che come portata principale. Il più comune, facilmente reperibile in Italia, è il tofu fresco; dalla consistenza gommosa molto amato dai vegani.

In Giappone è anche utilizzato il tofu liofilizzato (Koya Dofu) perchè viene mantenuto molto di più. Venduto in sacchetti di plastica, di colore beige viene usato per i brodi della zuppa.  La consistenza è spugnosa e molto diverso dal tofu normale. Se ci si avventura a Koyasan, un ritiro monastico a sud di Osaka (per i quali Koya-dofu prende il nome), è bene andare in n dei templi del monte Koya... i monaci sapranno stupirvi per la diversità di utilizzo e cottura del Tofu.