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Sono mesi che mi dico: devo riepilogare, devo ricordare.

Il fare un riepilogo del mese è sicuramente un'attività che serve prima di tutto a me. Non penso che qui ci sia qualcuno che veramente attenda i miei post o che si segna le ricette (ahahha cosa sto dicendo).

Il blog è diventato il mio modo per evadere, il modo per sentirmi ancora viva. Il mio mondo.

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Il tram si era fermato. Lei attese un attimo, si voltò indietro. Tutti i passeggeri erano scesi.

Si sporse lentamente fuori dalla porta del vecchio tram ATM, con quei grandi gradini ingialliti. Aveva smesso di piovere. Non ricordava neanche più quando è stato l’ultimo giorno senza pioggia.

Piano, quasi ad attendere un tuono, scese le scale. La strada era piena di pozzanghere. Alcune persone tenevano ancora ben saldo nelle mani l’ombrello comprato a 5 euro dai marocchini.

Respirava a pieni polmoni quell'aria di Milano, stranamente pulita, che quasi sapeva di buono. Forse Milano sapeva proprio di buono. Con i suoi profumi nascosti nei negozi all'angolo Panetterie aperte da signore anziane che al massimo ti facevano il pan dei morti, ma non aspettarti prelibatezze meridionali. Fioristi ai semafori, che fiori così belli a Milano proprio non li vedi mai.

Aroma di caffè ed il tintinnio del ghiaccio nell’Aperol. Questa è Milano. Chiudi gli occhi e senti i tacchi veloci, lo stridulo di freni di biciclette. Qualche trolley che fa fatica sui ciottoli. La gente non parla molto a Milano. Tanti però, praticamente tutti, hanno cuffie nelle orecchie. Non è stato il boom dell’iPod è stato più in generale il boom del mobile, di quelle persone che non possono non comunicare al proprio collega/amico/fidanzato/madre che “sto uscendo”. Mi sono sempre chiesta perché dirlo quando sei già praticamente sotto terra in metropolitana.