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Ho cominciato a festeggiare Halloween da quando ho conosciuto il Giammy. Fondamentalmente perché lui mi sprona sempre a provare cose nuove. E, in questo caso, il nuovo era fare i dolcetti. Negli anni passati vi ho regalato storie di paura,

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Il giorno dopo a scuola, la giornata trascorre serena. Il pomeriggio veniamo invitati a rimanere, sono usciti gli esiti delle ragazze che parteciperanno allo scambio culturale.

Il preside mi vuole vedere.

"La tua richiesta era stata accentata"

"Ma?" Se non potevamo ospitare la ragazza Americana pazienza.

Il preside mi allunga un foglio di carta. Lo guardo, è una notizia presa su internet. Una notizia scritta in inglese. Non leggo tutto, tanto non avrei capito completamente il senso. Mi fermo sulla foto di un fiume. Una auto rossa che galleggia. Un titolo gigante nero mi informa che un'intera famiglia era morta.

Guardo il preside scioccata.

Come già detto, preannunciato e pubblicato. Ci aspetta un ottobre di arancio, storie, ricette, docetti e un'infinita di cavolate che mi direte "Per favore, bastaaaa!!!".

Dato che amo portare la gente alla pazzia, a tirare cragnate contro i muri...vado avanti. Chi è con me?! Chi?

Tutti insieme "Che la zucca sia con me!"

ottobre2013

Dal 17 agosto passarono altre 10 notti. In paese nessuno parlava più con la Famiglia Zuino. Il Parrocco si diede malato, ancora non si capacitava di aver perso un piede. Il Signor Zuino, per gentilezza, rinchiuse il piede in una scatola e la ripose in cantina.

La Signora Lucia non andò più al lavoro per stare vicino al suo Giovanni. Respirare, respirava. Ma quanto era pallido e immobile. Pareva morto.

Ogni notte si susseguivano urla e colpi sui muri. I genitori di Giovanni si svegliavano impauriti e andavano subito a controllare il loro figliolo. In quei momenti di freddo e paura, Giovanni apriva gli occhi. Pareva sorridergli. Durava un attimo.

Data l’esperienza della prima notte, nessuno dei due aveva avuto più il coraggio di uscire di casa. Non di certo di notte.

La notte del 27 agosto pioveva. Fulmini e tuoni squarciavano la notte. Stranamente non si sentivano le urla agghiaccianti della sera prima, ciononostante i coniugi Zuino erano comunque vigili.

La Signora Lucia con la torcia andò in salotto e li trovò due esseri. Erano apparsi dal nulla. In piedi, immobili, davanti al cammino. Due figure orrende, spettrali ridotte a scheletri.  Fece per scappare ma le urla disumane la fermarono.

Vide suo marito comparire sulla soglia e letteralmente venne scaraventato in fondo al salotto.

Poi silenzio.

Le due figure erano li, ben visibili. Immobili. Allungarono le mani e si udì “Diciassette”. La povera Signora Lucia gridò “Nooooooooooo!”.

Le creature cominciarono a vorticare intorno alla donna che si accorse come i due esseri erano privi di piedi.

Giovanni apparve sulla porta, la Signora Lucia per un attimo pareva sollevata dalla visione. E la parola “visione” sembrava la più adatta; infatti il piccolo era completamente bianco, le labbra strette in una linea di ghiaccio. Gli occhi spalancati privi di pupille.

Le due carature continuavano a chiamarlo “Diciassette!”. E Giovanni, senza toccare terra, si spostava lentamente verso di loro.

La madre si destò dalla sua paura e corse in contro al figlio. Stava per raggiungerlo, quando una forza sovraumana la scaraventò vicino al marito . Lucia osservò da vicino suo marito e notò che non era più in lui. Perdeva bava dalla bocca e continuava a scuotere la testa. Si avvicinò ancora di più e sentì una cantilena “Giovanni, Giovanni da anni ti fai chiamare Giovanni. Tu non sei Giovanni, figlio di nessuno, il tuo nome è Diciassette”.

Senza capire la Signora Lucia ripeté a voce alta “Diciassette?”.