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Buongiorno Disperati! Io lo so che fa un caldo pazzesco che i treni hanno da poco hanno capito di spegnere l'aria condizionata. So anche che lavorate in uffici che sembrano acquari. Con vetri che non si possono aprire e colleghi

È giovedì e non mi sono scordata di voi. Sì di voi disperati. Di quelli che "non capisco questa moda del cucinare". Parlo con voi che arrivata a casa stanchi, con i piedi doloranti. Parlo di voi che volete solo aprivi

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Papere Buongiorno!

Ammetto che le temperature si sono abbassate ma vedere certi servizi del 2010 dove si stava con il bavero alzato, i guanti di lana... è tutta un'altra cosa. Mentre scrivo sono accecata dal sole, per carità cosa buona e giusta ma... INVERNO!

Sarebbe inverno, gelo, buio, plaid, tisana, cannella e dolci. Uf.

Si mi lamento e tanto. Busso al piano di sopra ma il Dio del Tempo mi dice "Parla con Giuliacci" ed allora mi metto in punta di piedi e sussurro "dolcetto?" e lui soffia, forte. Mi fa rotolare per terra. E capisco che con certe persone potenti meglio lasciar perdere!

(Sono ubriaca? Non penso sono le 8.30 di mattina...aspettiamo almeno il bianchino delle unidici!)

Oggi vi propongo una ricetta per le feste. Come sempre niente di complicato. Io sono per le cene tra ragazzi, donne imbranate, e giovani sposini. Insomma quelli che non fanno la sfoglia ma la comprano già fatta.

Mi rendo conto che le foto non sono invitanti, ma vi assicuro che è buonissimo. Il Giammy si è leccato i baffi. C'è un netto contrasto tra il salume e la crema di broccolo che vi farà chiudere gli occhi e godervi il sapore. Garantito!

 

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Mi ero quasi dimenticata di questa ricetta, fatta secoli fa. Pur avendola fatta, nel senso di fotografata, molto tempo fa è da considerarsi un evergreen. La Rana Pescatrice, a mio avviso, è un pesce fantastico, magari non all'altezza del mitico merluzzo, ma se la gioca alla pari. La rana pescatrice è molto cicciotosa (termine tecnico per dire con polpa), priva di lische. O meglio le lische ce l’ha, ma è facilmente trovabile in commercio bella pulita, come il merluzzo.

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E’ ufficialmente cominciata la corsa verso il 2014 in cui attraverseremo antipasti di salmone, primi di tortellini e secondi di cotechino. Tutto annaffiato da ettolitri di vino rosso, spumante e canditi.

Non vi è solo la Vigilia di Natale di magro, che di magro ha solo il nome (non ho mai visto rendere grasso il pesce come durante la notte del 24 dicembre), ed il Natale con i suoi piatti tipici  della tradizione di ogni famiglia; ci sono cene tra amici, colleghi, giovani e meno giovani. Ci sono pranzi con avanzi. Si sa a pranzo l’avanzo a cena si cucina. Stranamente ci alziamo la mattina che abbiamo fame. Anche chi solitamente non fa colazione, non si sa bene perché, trova sempre il modo di ingurgitare una fetta di panettone per poi continuare a metà giornata con un thè e dei biscotti. Poi ci sono gli aperitivi ad aprire le cene e i dopo cena: canditi, frutta secca, l’immancabile gelato alla vaniglia da mettere vicino al pandoro.

Questo week end sono caduta talmente in basso che, nel mio personale abisso, ho fatto un salutino al Bianconiglio. Si anche da quelle parti pare che che tra una tazza di thè e l’altra si mangia. Niente carne, però, da quando è stato bandito “tagliatele la testa” si preferiscono alimenti decisamente vegetariani.

Mi sono ferita all'interno del cuore e ho versato tante lacrime che mi è venuto anche a trovare Nemo. Ho due occhi gonfi e neri con strisciate violate. Pensavano di usarmi direttamente come puntale dell’Albero; ho però spiegato alla gentilissima Morticia Addamas che non era proprio necessario impagliarmi.

Mi sono rifugiata nel buio della mia solitudine ed ho macinato chilometri continuando a vedere la piccola fiammiferaia. Mi capita ogni dannato Natale.

Alla fine ho deciso che potevo, da sola, tornare a casa. Non so bene cosa sia successo ma era come trovarsi al polo sud ai primi spiragli di primavera. C’ero io su una chiatta di ghiaccio, intorno a me centinaia di pinguini eccitati guardavano verso est a cerca del sole. Non sentivo freddo, eppure c’era vento. Non mi sentivo veramente sola, eppure non potevo dire di sentirmi al sicuro. Ho nascosto il viso tra le mie braccia e scorto un altro corpo. Un corpo a me caro, un corpo a me familiare. Mi sono rintanata sul suo collo. Ho annusato il suo collo, ho tracciato la linea del suo naso e della sua bocca. Ho ascoltato il suo respiro ed ho implorato le sue braccia su di me.

Ero a casa. Ero con il Giammy e per quanto io cerco di cadere negli abissi e di capovolgersi gli emisferi, lui mi trova sempre.

Ho avuto modo di scioccarmi. Di restare impietrita davanti alla televisione e di poter finalmente esprimere serenamente che “Evviva la D’urso”, ora molti di voi mi toglieranno il saluto.

Immagino che come anche voi siete sotto la sindrome di “real time”. Ho intorno uomini che non ne possono fare a meno, e non sto parlando del Giammy. Devo dire però che i programmi made in Italy, mi spiace, ma non si possono proprio vedere. Risultano essere la copia mal riuscita di quelli stranieri.

Gli stati uniti hanno “il boss delle torte” e noi altri questo cake design striminzito che già con il suo nome “Renato” ti ha detto tutto.

Mi diverto molto a vedere i programmi “abito da sposa cercasi” oppure “quattro matrimoni”, ma mal digerisco il Signorino Enzo Miccio. Sinceramente mi è anche simpatico ma come per gli altri non vi è spontaneità. La sua dolce accompagnatrice, Carla Gozzi, mi spiace. Bocciata.  Anche lei mi è simpatica, ma insieme al platinato Enzo i tempi televisivi diventano veramente pesanti. Proprio lei questa mattina mi ha non poco scioccato.

Come tutti sanno Carla Gozzi conduce (che già è un parolone) il programma “Ma come ti vesti”. Target che c’è da sempre, in cui si mostrano anche i prezzi. Ebbene per loro una miss decente per andare in università si aggira intorno ai 500 euro.  Non sono per il no ai programmi super lusso, per carità. Ci fanno sognare. Peccato che questo si presenta come programma dove una qualunque viene trasformata (mi viene in mente il brutto anatroccolo degli anni novanta). Mi aspettavo shopping da Zara, H&M, Benetton cose così insomma. Idee che veramente le ragazze possano seguire. Invece…

E ieri cosa scopro? Visto il grande successo di “Come ti vesti?”, hanno ben deciso di fare la versione per bambini. Si avete capito bene. Insegnano a bambine che non vanno neanche alla scuola media quali sono gli outfit migliori. La cosa strabiliante è che il linguaggio è lo stesso. Per renderlo più per bambini la nostra Carla sbriciola consigli preziosi, come “se rifiuti qualcosa devi dire: “no, grazie””. E beh.