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Buongiorno Esaurita. Oggi stai serena che niente scuola, niente lezione su come sono fatti gli alimenti, nessuna riflessione (non ci giurerei) su ciò che potresti mangiare ma solo tanto gusto. Il riso deve essere un nostro alleato in cucina. Lanciate il

salvacena

Disperati buongiorno! Sfatiamo il mito che il risotto sia difficile da fare !! E non me ne frega un accidenti che lo Chef tizio la foodblogger Caio dicono il contrario! Se lo faccio io, lo potete fare anche voi! Questo vale, in generale, per tutto quello che c'è su questo blog. Tranne l'idiozia, in questo non penso possiate avvicinarvi.

L'unico vero trucco per un buon risotto è non lesinare sulla qualità del riso e stargli appresso con amore. Un po' come vostro marito. In fondo lo sapete anche voi che lo avete migliorato e per certi versi addomesticato. Il vostro personale grizzly ora è per fino in grado di schiacciare on sulla lavatrice, d'accordo non comprende perché facciate tre lavatrici quando lui da single ne faceva una, ma... nessuno è perfetto.

Risotto al radicchio e salsiccia

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Melograno01

Siete giovani, avete appena comprato casa? Avete un neo ragazzo ancora non “fidanzato” e farete il Natale separato? (piantala Giammy! Noi non siamo ne giovani ne… si lo so! Ma è difficile). Insomma fate il famoso pranzo o cena prima di partire per i parenti e vi serve un’idea romantica, natalizia e facile da fare.

Eccomi! La Peppina è pronta ad aiutarvi.

Va bene. Si io ed il Giammy siamo giovani con i capelli (Io almeno si!  Ahahah) e facciamo il Natale separato. Il fatto è che io sono “clandestina”, detta così sembro l’amante. No non è così. Già fa fatica  a gestirne una figuriamoci due. Che poi siamo: Me, La Peppina e Francesca. Mamma sono tre! Io ho bisogno di un bravo psicologo. Invece che contenermi sto peggiorando.

Qualsiasi cosa io dica ed asserisca, per quanto assurda possa apparire, deve essere da voi condivisa senza remore.

Fatta questa doverosa premessa, e strappata da voi questa assurda promessa.

Possiamo cominciare.

Ci troviamo in una di quelle scuole americane, si quei prefabbricati enormi con campi di atletica di football americano. Io entro in classe. Nella classica classe,stile Bayside School. Va bene va bene. So che forse non tutti qui nascono negli anni ottanta e quindi ecco il video della sigla (clicca qui).

Bene. Vi siete ambientati? Riprendiamo.

Siamo nel prefabbricato. Inizia la lezione. Io entro in classe. Indosso una gonna nera con ricamati dei fiori giganti rossi. Lo stelo verde si perde nelle pieghe della gonna, mentre le teste dei fiori rossi sono ben visibili. Abbinata a questa fantastica gonna ho una canotta bianca con sopra un gilet nero, e quel fantastico cravattino rosso. I capelli cotonati (non che ci voglia molto). Voi tutti mi guardate inorriditi (sss taci tu e non dire “ci credo! Guarda come ti sei vestita).

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L’orrore non deriva, come qualcuno laggiù ha insinuato, dalla mia fantastica mise, ma bensì dall'odore che essa emana. O quanto meno questo è quello che lo studente medio, o osservatore (che su non sono mica una professorina io) penserebbe subito.

Qualcuno timidamente prova anche ad accennare “ma lei non si lava proprio!”. E tutta divertita, tiro fuori dalla borsa , si quella cosa gigante di stoffa a fiori molto simile a Mary Poppins, una formaggiera. E come il miglior mago del mondo la scopra e grido “voila!”. A quel punto …  no. Non scappate tutti.

Restate esterrefatti. Affascinati, catturati dal fetore del formaggio.

Qui il dilemma. Parlavi del Puzzone di Moena mia grande conquista in gioventù o del vero protagonista di questa storia.

Suspance. Ansia, odore, fetore, muffa, Piemonte, Zia Anna e Zio Giò. Gatti, paracaduti, Barolo e due gemelle.

Riso risello quanto sei bello quando la mamma ti cuoce alla fiamma della cucina e nessuno indovina se sarai cotto a minestra o a risotto. Il riso a frittella lo vuol mia sorella il riso a budino il mio fratellino il riso stracotto