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  Il riso, come tutti sapete, in oriente la fa da padrone. Viene servito bollito al posto del nostro pane, oppure ripassato al wok con qualche salsina agrodolce, con zenzero e limone. Quello che noi chiamiamo riso alla cantonese, in tutto

Una delle cose che mi ha maggiormente colpito quando sono stata a Tokyo è stato il cibo. Non tanto il cibo da strada, le ciotole e il sushi, bensì i dolci. In ogni supermercato, negozio di abbigliamento c'era un reparto

Buongiorno, anche se un pochino in ritardo rieccomi come promesso, per la rubrica Asian Foodie. Ricetta spifferata sulle scale dalla vicina giapponese. Lei l'ha fa con il salmone, le ho chiesto se potevo usare il merluzzo ed ha sorriso. Quindi

Conosciuto anche come ”formaggio di soia”, questo prodotto si ricava dalla cagliatura del latte di soia. In pratica, i fagioli della soia vengono messi in ammollo e, dopo qualche tempo, si ottiene un liquido bianco che si fa condensare e poi si mischia al nigari, il residuo che deriva all'acqua di mare quando si estrae il sale. Infine, viene pressato in blocchi a forma di parallelepipedo, ottenendo così la sua classica forma.

Inoltre, è un alimento salutare, perché ha un elevato contenuto di grassi polinsaturi (Omega 3 e 6), gli stessi presenti anche nel pesce e nella frutta secca. Grassi che sono da preferire rispetto a quelli saturi presenti nei cibi di origine animale. I grassi polinsaturi, inoltre, contribuiscono a ridurre il colesterolo “cattivo” e ad aumentare quello “buono”. Inoltre, contiene poco sale.

Il tofu è conosciuto anche come un elisir di giovinezza, perché contiene delle specifiche sostanze, i flavonoidi, in grado di proteggere il cuore e di combattere l’azione dei radicali liberi, rallentando quindi il processo d’invecchiamento.

Nella cucina Giapponese è molto utilizzato. Sia nelle zuppe che come portata principale. Il più comune, facilmente reperibile in Italia, è il tofu fresco; dalla consistenza gommosa molto amato dai vegani.

In Giappone è anche utilizzato il tofu liofilizzato (Koya Dofu) perchè viene mantenuto molto di più. Venduto in sacchetti di plastica, di colore beige viene usato per i brodi della zuppa.  La consistenza è spugnosa e molto diverso dal tofu normale. Se ci si avventura a Koyasan, un ritiro monastico a sud di Osaka (per i quali Koya-dofu prende il nome), è bene andare in n dei templi del monte Koya... i monaci sapranno stupirvi per la diversità di utilizzo e cottura del Tofu.

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L'etichetta giapponese impone che il cibo non venga mai toccato con le mani, ma che si usino i bastoncini. Vi è una sola eccezione. Il sushi che può essere delicatamente preso tra due dita e mangiato in un solo boccone.

Prima di mangiare si usa dire "Itadakimasu" che significa Io ricevo questo cibo. Non corrisponde quindi al nostro "buon appetito".

Al fine di agevolare il consumo del pasto tramite le bacchette, il cibo viene presentato a pezzetti già pronti. Qualora il pezzetto fosse grande si può tagliare con i bastoncini, se la cosa risulta difficoltosa è consentito tagliarlo con i denti e riporre la parte intatta nella nostra ciotolina. Non si rimane con il cibo sospeso tra la bocca ed il piatto. I giapponesi, infatti, tendono a mangiare in un solo boccone, riempiendosi completamente la bocca cosa che da noi sarebbe visto come maleducato.

Le zuppe erano generalmente servite in ciotole di bambù che mantengono il calore con cucchiai in legno. Oggi il legno viene sostituto con la plastica e la porcellana. A differenza di quello che possiamo immaginare o vedere nei ristoranti di Tokyo, è maleducazione avvicinare il viso alla ciotola. Bisogna stare eretti con la schiena, tenere la ciotola all'altezza del nostro petto e con eleganza prendere un po' di brodo e portarlo alla bocca.

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I giapponesi, lo sappiamo, non hanno mai mangiato molta carne. Anticamente si nutrivano sopratutto di vegetali, pesce ed in casi rari di cacciagione. Con l'arrivo del buddhismo, nel VI secolo, fu proibito cibarsi di animali a quattro zampe. Ciò non ha escluso che i giapponesi abbiano continuato a cibarsi di carne. Va anche detto che i regnanti del Sol Levante hanno sempre mangiato carne: cervo o cinghiale. Quest'ultima chiamata la Balena di Montagna.

I bovini erano considerati animali domestici e troppo impuri, a tal punto che non solo non mangiavano carne bovina, ma non hanno mai bevuto neppure il loro latte. Un antico detto giapponese diceva: "Se bevi latte ti cresceranno le corna".

Solo verso la metà dell'ottocento con l'apertura del Pese cominciarono ad arrivare le prime influenze e quindi ad essere introdotta la carne. Il primo negozio che vendeva carne è stato aperto nel 1872, i giornalisti annunciarono che l'imperatore si era cibato di questo nuovo allevamento I cuochi di tutto il paese cercarono ricette per poterlo accontentare.

Oggi i Giapponesi hanno creato un allevamento dal nulla. Le carne di manzo giapponese pare sia la migliore del mondo. Non li gonfiano come in Europa. Sono pochi gli allevamenti, selezionati. Lasciati scorrazzare liberamente e fatti cibare come madre natura richiede. Non troverete mai una bistecca alta in Giappone, semplicemente perché le bistecche in natura non esistono. Sono frutto di concimi e maltrattamenti. Quindi la fettina sottile è prescelta. I bovini vengono dissetati, oltre che con acqua fresca, con la birra artigianale per rendere aromatizzata la carne in maniera del tutto naturale.

A fronte della crisi e per i costi contenenti, certamente il maiale è la carne che più viene scelta sulle tavole casalinghe dei giapponesi. Nei ristoranti di fascia medio alta, invece, troverete dell'ottimo manzo.

Io ho smesso di mangiare il maiale da anni. Solo l'odore mi fa venire il voltastomaco, quindi non vi proporrò dei piatti a base di maiale. Mi spiace. Però la carne non mancherà.