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Una notte come tante, Jack dopo una lunga giornata di lavoro si reca nella solita locanda.  Jack scelse il solito sgabello e li si sedette prima di chiedere la prima pinta di una lunga serie. Nella locanda c’erano le solite persone che parlavano delle solite cose: raccolti, vecchie storie. In un angolo, avvolto nell’oscurità  vi era un uomo distinto, vestito tutto di nero con un grande mantello, eppure in lui c’era qualcosa di insolito. Che fosse uno straniero l’avevano capito subito tutti. Eppure nessuno osò chiedergli chi fosse e cosa ci facessi li. Nel bel mezzo della serata, intorno alle 23.00, si avvicinò al bancone e comincio a parlare fitto, fitto con Jack. L’uomo continuava a bere birra e parlare come se conoscesse quell’uomo da sempre. Alle 23.45, nessuno seppe cosa accadde esattamente, ma Jack si irrigidì. Il fuoco del camino si spense. Le finestre della locanda si spalancarono. Gli altri clienti si fecero piccini, piccini. Perfino il padrone del locale si allontanò dal bancone, senza però perdere d’occhio la scena. Lo straniero, prese una pinta da dietro il bancone, e con un gesto rapido della mano la riempì di un liquido diverso dalla birra. Era più arancio, pareva caldo,e dal boccale usciva del fumo strano. Jack cercò subito di appropriarsene, ma lo stranio non glielo permise. In compenso rise. Una risata profonda che fece mettere i brividi a tutti. Poi rapido si accostò all’orecchio di Jack e sussurrò. Nessuno sentì le sue parole, ma videro chiaramente Jack annuire. Un attimo dopo lo straniero semplicemente scomparve.