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Il mese di ottobre continua, tra zucche, fotografie di foglie autunnali e profumi dolci. Il contest #zuccasia come ogni anno porta con se nuovi creatori e blogger e la qualcosa mi fa molto piacere. Mi piace creare un network vero

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In autunno, quando piove molto, nel mio paese non c'è molto da fare. Nella via principale c'è solo un pub a cui, ovviamente, non mi è permesso andare. Quando ti annoi, fai cose stupide. Questa che vado a raccontare è una di quelle.

Avevo invitato Maria per vedere un film dell'orrore. Era fine ottobre, fuori pioveva, insomma pareva proprio una grande idea. Mamma ci aveva anche preparato i pop corn. Maria tira fuori dallo zaino una scatole e mi dice "Ehi! Facciamo un gioco".

Sollevo la scatola, è uno di quelle tavolette che serve per parlare con gli spiriti. Le faccio capire che sono cose idiote, da bambini. Le insiste "E' solo un gioco".

E giochiamo.

Mentre sorseggio una tisana alla liquirizia e menta peperita sono qui per voi. Va bene non ci crede nessuno. Soprattutto se vi dico che sto per riepilogare questo ottobre e quello dell’anno scorso per … No. Non ci riesco proprio. Io che do consigli a voi. Non si è mai visto.

Insomma io riepilogo, anche perché la tisana è duecento gradi e deve freddare. Ecco così è già più credibile

Il mese di ottobre inizia sempre con al Peppina che starnazza "Zucca, zucca. Tu si una Zucca" e si finisce con "basta pasta di zucchero, basta dolci!". Non riuscite a capire il nesso logico, aspettate e capirete.

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fiori01In questi giorni un personaggio a me sconosciuto mi ha domandato quale fosse il tema del mio blog. La risposta è alquanto semplice.

Io non mi definisco. Non mi piace che le persone mi incasellino in qualche ripiano. Non sono un vasetto di marmellata e neanche un libro dalla bella copertina.

Non sono di certo una foodblogger, parola che oggi giorno va così di moda. Non lo sono, non lo voglio essere, e soprattutto tutti quelli che si credono tali… mi fermo qui, va.

Non sono una fashion blogger categoria ancor peggiore. Dato che non sapevo bene cosa aspettarmi, ho cercato un poco su internet ed ho scoperto che c’è una certa Chiara che sta spopolando. Per carità bella è bella. Alta, mora, bel viso, labbra carnose. Bella. Il blog? Un’accozzaglia di foto di lei in posa senza contenuto. Questo che non mi piace, forse perché non lo capisco. Tante belle foto, va bene. Ma i contenuti? Non dico che devono parlare di massimi sistemi, ma quanto meno fornire la propria opinione e consigli sullo style. A che serve una carina che si fa le foto e che poi scrive semplicemente gonna marca X, scarpe XY? Io onestamente mi aspettavo persone che ti indicassero negozi, il miglior modo per valorizzare la propria figura, e soprattutto opinioni personali. Invece.

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Non sono neanche una che scrive, ma mi piace raccontare storie. Ho tante storie in testa. Arrivano come immagini.  Mentre sto dormendo, mi sveglio di soprassalto e trovo in fondo al letto qualche strana creatura che allunga verso di me le mani. Mi supplica di portarla con me, di farla vivere, di raccontare la sua storia. E vorrei farlo, lo giuro. Vorrei davvero farlo perché, queste anime senza nome ma con un volto e una storia ben definite, mi tormentano per settimane. E quando poi si staccano da me, mi lacerano. Mi lasciano senza fiato e sono fitti terribile da sopportare.

Vorrei, per ognuno, disegnare il loro volto così che anche voi possiate apprezzarlo. E vorrei che qualcuno con i miei bozzetti ci facessi dei pupazzi di pezza, così da poterli animare.

Vorrei trovare il coraggio e la costanza per raccontare le loro storie.

Ultimamente questo bisogno sta crescendo a dismisura, e davvero è faticoso per me non sapere disegnare, non sapere come rappresentare tutto questo. Passo la maggior parte del tempo  con gli occhi chiusi , cercando di descrivere queste immagini. Il Giammy ascolta due terzi di quello che dico, e di certo non posso raccontarlo alle persone, passerei per matta.

A scuola era facile. Io parlavo, buttavo giù piccoli frammenti, e chi era più bravo di me disegnava e dava vita a quello che per la maestra era una “brillante idea”. Ci sono personaggi che ho dentro da sempre e forse devo provare quanto meno a dedicargli una pagina. Una piccola pagina commemorativa .

Molti mi dicono che sono un vulcano di idee. Forse. Ma le idee senza realizzazione e condivisione, sono tormenti.

La seconda parte del racconto iniziato ieri. Un racconto ambientato in Irlanda dove un brav'uomo, un muratore, accettò di aiutar un prete in cambio di un giusto compenso. Tutto normale. Anche il fatto di aver speso subito i soldi guadagnati per sfamare le numerose bocche della sua famiglia. Tutto normale. Se non fosse che era il 31 ottobre. Che è nuovamente il 31 ottobre.

Ecco la seconda parte. E come sempre, a seguire, una ricetta autunnale. Che la Zucca sia con voi!

ottobre2013

Il 31 ottobre di un anno dopo bussarono nuovamente alla sua porta.

Un sorridente anziano signore apparve sulla soglia. “Sono vecchio almeno quanto voi siete povero”. Il muratore non poté che confermare “Vero Signore! Spero pertanto che abbiate un lavoro da affidarmi”.

L’arzillo signore continuò “Dovete essere onesti e convenienti, è un lavoro particolare”

“Signore sono il muratore più conveniente che abbiate mai conosciuto se no non sarei il più povero”.

“Allora siete la persona che sto cercando. Possiedo una vecchia casa caduta in rovina , mi costa più di quanto valga ripararla e nessuno ci vuole vivere. Debbo sistemarla in qualche modo e vederla”.

Il muratore fu così condotto in una grande casa deserta. Passando attraverso diverse sale e stanze arrivó ad un patio interno ed i suoi occhi riconobbero immediatamente l’antica fontana araba. Si fermò per un momento e la sua mente tornò ad un anno fa e all’incontro con il prete.

“Precedentemente di chi era questa casa?” chiese.