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asia_food

Amo, da sempre, provare cucine diverse e questo si sposa benissimo con la mia attitudine ai viaggi on the road. Che si tratti del Nord Europa (mia granede passione) o della più tranquilla Turchia o dalla lontana America, la cosa importante è avere un mezzo, una macchina fotografia e cibo da sperimentare!

Negli anni mi sono sempre più avvicinata all’idea di piatto unico, piuttosto che la mania tutta nostrana di primo secondo contorno dolce amazza caffè. Spesso cucino con spezie. Da quando siamo a casa nuova, complice la vicina Giapponese, mi sono data alla prova asiatica.

Sul blog c’erano già delle ricette orientali che non ho molto pubblicizzato per non cadere nella moda di oggi. Ho notato, però, che molte persone finiscono sul mio blog proprio cercando queste ricette. Mi sono anche accorta che nel web più che spaghetti di soia con i gamberi non si trova. E che, aimeh, molta gente pensa che la cucina Giapponese passi esclusivamente dal sushi.

Ed allora, eccomi. Non cado nell’errore di molti, e no mi definisco esperta. Sono una persona che sta leggendo molti libri sulla cucina asiatica, che ha la fortuna di avere la vicina Giapponese e che ama condividere le sue scoperte.

Quindi! Bando alle ciance. Ogni venerdì, su questo canale

Yoko Mesh la prova Asiatica

Da dove nasce Yoko Mesh? Intanto iniziamo subito a dire che è una di quelle parole dialettali giapponesi che non si riescono a tradurre. Letteralmente sarebbe: Un pasto consumato in orizzontale.

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Il martedì è la giornata del "L'Europa in un cucchiaio" e quando non ho nulla da girare con il cucchiaio...chiudo gli occhi e racconto. Un po' come quella volta a Manhattan. Non ricordi? Sbircia qui. Piano arriviamo a regime. Però questa è bella. Sapete Jasmine è davvero la mia vicina. (O forse no...).

***

Mi ero trasferita da poco a casa della zia Matilde. Amavo questa vecchia casa. Anche se ad essere proprio sinceri me la ricordavo meglio. Nei ricordi di bambina c’era uno steccato verde immacolato. La sedia a dondolo di Zia Matilde (beh di più del gatto Gertrude a dirla tutta) ed enormi girasoli.

Ora ad osservarla pare una vecchia signora ricurva, tenuta in piedi dalle possenti travi . Ogni passo è uno scricchiolio e tanti piccoli insetti che escono dalle assi sollevate.

«Finalmente qualcuno da queste parti». Una signora dai tratti asiatici si avvicina al porticato. Non deve essere molto alta, vero è che l’erbaccia ha superato di una spazza le assi di legno.

Mi avvicino con cautela. Lì davanti c’è una buca. Non so nemmeno io perché ho indossato i miei nuovi sandali invece che un più adatto stivale di gomma.

«Salve. Mi chiamo Mary, lei?»

«Buongiorno io sono Jasmine la proprietaria dell’erboristeria», mi indica una piccola casa. Con questo sole non vedo bene. «Ha comprato la casa della Matty»

«Era mia Zia…più o meno».

Sorride. Denti perfetti. Come solo le donne asiatiche sanno avere.«Le va una tazza di tè?»

«Forse è il caso. Non pensavo che il cottage fosse ridotto in questo stato. Dovrò tornare domani con qualcuno che riesca a quantificare quanto mi ci vuole per rimetterlo in ordine»

«Potrei aiutarla io. Mia sorella fa l’architetto»

«Bene».

Cosa mi sono portata dal Giappone, oltre che il Matcha? I Noodles ovviamente e questa fantastica ricetta.

Premetto che la ricetta è di un'esperta (Jane Lawson) che ha cercato di unire la cucina Occidentale con quella Orientale. Niente di impossibile L’unica cosa un poco difficile è trovare gli ingredienti. O almeno per me lo è stato. Più che altro devi andare al Biologico oppure presso qualche supermercato orientale o negozi che vendono spezie. A Milano n’è pieno. Però io sono una di quelle che piuttosto che fare la strafiga e condividere cose che mai potreste realizzare preferisco semplificare il tutto.

Non sono un’esperta in niente. Sono una che ha una massa di capelli in testa e le piace starnazzare e condividere. Spero che chi passi di qui possa prendere spunto e sorridere. Di certo lo scopo di questo blog non è diventare un cuoco, un esperto oppure quella parola orrenda là: food blog. Mi sono sempre ripromessa di dare un focus a questo blog. Il problema che questo blog sono io. Contraddizioni e illogica. A me piace viaggiare, leggere, disegnare , fotografare e cucinare. Qui è racchiuso tutto questo.

La cosa in assoluto che amo alla follia è scrivere. Mi piacerebbe si viaggiare fotografando, raccontando e provando cibi diversi. Se qualcuno è all’ascolto per un posticino su qualche rivista di quarto ordine o radio o televisione locale. Io la mia Papera siamo pronte.

Ecco l’ho detto.

Ora certo mie care possiamo passare alla ricetta. Dicevamo .

salvacena

Ehi gentaglia! Papere mie, si voi altri che siete disperati che non capite perché tutto questo parlare di cucina e a voi non riesce manco uno spaghetto al tonno. Oggi vi propongo una ricetta non solo facile e buona, ma che potete preparare per i vostri amici o la vostra lei/lui farete un figurone, parola di Papera.Ci mettiamo al lavoro?!Intanto dovete comprare dei noodles , che diavoleria è mai questa? Va bene andiamo per ordine. I noodles sono gli spaghetti giapponesi, non cinesi, sono i Udon. Che poi io ho sempre sto dubbio “ma gli spaghetti alla fine li abbiamo inventati noi altri? Perché mi pare che pure i Giapponesi si difendano…” tralasciamo.I noodles classici, come li preparerai tu oggi, si fanno prima cuocere e poi saltare alla piastra o nel Wok (o i in padella che famo prima). Gli spaghetti cinesi, i vermicelli di soia, sono di soia appunto e vengono generalmente serviti in zuppa.Ti ho confuso le idee? Bene. Tu vai in un alimentare etnico e stai ben attento che ci sia scritto Udon, okkey? Ci siamo. (mamma che fatica).Dopo ti servono solo delle verdure a tua scelta, magari un po’ di soia già che vai a compre i noodles. E magari non quella salata.Tutti pronti? Un due tre via. Monti Via. (Oddio ora ho citato Fibra, già continuo a sognarmi J-Ax!!).Disperate Cehf in azione!