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Pandoro_zenzero05

11 giorni alla vigilia di Natale. Ci sono persone che hanno prenotato un treno per riunirsi con i genitori. Altri che si stringeranno in salotto con le sorelle. I bambini non stanno più nella pelle.

Dalle mie parti, e non intendo Milano, ma nel mio microcosmo, non vi è proprio nessuno che ha il santo spirito di Natale. Il Giammy sta lavorando come un pazzo e ci vediamo di sfuggita il sabato perché il resto della settimana è a Roma. Mia madre ha pure smesso di chiamarmi, deduco per i miei messaggi tra le righe di lasciarmi un poco respirare. Ho tagliato molti ponti e condotti. Ho cancellato il mio account su facebook eliminando le persone che conosco per davvero e queste non se ne sono minimamente preoccupate. Oramai il blog, il web in generale, è il mio angolo di socialità. Social, appunto.

Un mio vecchio amico, uno dei pochi che potevo vantarmi di dire : “amici di lunga data”, l’ho un pochino trascurato perché sono stata investita dalla negatività. C’è da dire che lui non si mai fatto sentire. Così ho deciso io di mandargli un semplicissimo messaggio. Nessuna risposta. E non è uno di quelli che non sa cosa sia il cellulare. Lui ed il suo BB sono inseparabili, si Manlio sto parlando di te. Il nostro è sempre stato un rapporto strano, di certo non era di confidenza. La verità è che non mi confido con nessuno, a parte il blog. Però lo ascoltavo Manlio, volevo sul serio che venisse a vivere nella mia casina di 50 mq. E mi piacevano le nostre cene.

L’unico amico rimasto, lui persiste, è mio nipote. Non è mio nipote veramente, ma è diventato mio nipote dal 2008 e tale rimarrà. Lui mi chiama Zia io lo chiamo Kli. È un ragazzo giovane, che di giovane ha solo l’età anagrafica, forse per questo ci troviamo. Io e lui non riusciamo a stare alzati fino a tardi, alle 22.00 ci diamo la buona notte. Non amiamo uscire la sera, ci piace stare seduti sul divano a guardare programmi per anziani.  Klio va in giro con una vecchia Alfa rossa e sente la Callas. Io giro a piedi, non guido, ed ascolto Mina. Siamo perfetti.

Pollo01

Ho inforcato i miei occhiali viola, ho sistemato il plaid sulle gambe ed ho osservato ed ascoltato. In questo periodo non vi è trasmissione televisiva e radiofonica che non proponga un cenone perfetto per le feste Natalizie. Ho ascoltato anche un’intervista su radio Deejay di un’esponente (non ricordo la qualifica) della rivista “La Cucina Italiana”, in cui si diceva giusto appunto come nel mese di dicembre le donne vogliano fare tutto. Dal Panettone alla pasta. Dall’alcol al dolce. Tutto, ma proprio tutto. Centrotavola, segna posti.

Non metto assolutamente in dubbio che vi siano mamme e nonne alla prese con “oddio cosa cucino”, non metto neanche in dubbio che persistono tavolata da 10/12 persone. Quello che però proprio non capisco perché ci piace pensare che tutta Italia sia in questa condizione.

Io penso e vedo donne, mamme  che lavorano e cercano disperatamente di gestire un marito , un figlio, una suocera e una casa. Generalmente le coppie si separano alle 7.30, quando va bene, ma anche prima e si rivedono verso le 20 . Durante la giornata due telefonate. “Sei arrivato? “ si tutto bene”. E a pranzo “ciao amore cosa hai fatto oggi a scuola”. Alla sera è un’impresa presentare una cena nutriente, diversa e che possa accontentare tutti.

Negli anni si fanno sempre meno figli quindi la nostra coppia tipo non avrà poi così tanti fratelli e sorelle con cui sedersi a tavola. Magari le nonne e zie sono malate a tal punto che non se la sentono proprio di stare sveglie fino a tarda ora. O peggio, non ci sono più.

Queste famiglie hanno fatto sacrifici tutto l’anno per mandare a scuola il proprio figlio, magari per fargli frequentare l’università lontani da casa. Natale è l’occasione per mettere sul tasto “Pause” e recuperare tutti quei minuti persi. Il regalo è decisamente fuori moda, al massimo ci si concede qualcosa di utile o qualche scambio culinario tra nord e sud, tra Italia ed Europa.

[caption id="" width="640" align="aligncenter" caption=" Mr. Danbo a Parigi - Dicembre 2012"][/caption]

 

Come preannunciato qualche giorno fa mi sto preparando a Sant'Ambrogio ed alla mia personalissima festa del Patron di Milano. (Qui il link al post se vuoi recuperare).

È di ieri la notizia ufficiale, pubblicata sul sito del Comune di Milano, che la città quest’anno partecipa al progetto “illuminaMI” per il “Bianco inverno 2013/2014”; questo ci regalerà un albero di Natale di 30 metri in Piazza Duomo.

Ecco cosa ci dice il Comune “Il progetto rappresenta una novità assoluta. Per la prima volta, infatti, l’Amministrazione garantisce tantissime iniziative, dall'albero in piazza Duomo alle luminarie sparse per la città (come via Traversi a Quarto Oggiaro): il tutto a costo zero per Milano. Questo è stato possibile grazie ad un bando che ha individuato una società capace di raccogliere alcuni sponsor decisi ad investire su Milano e sul progetto “Illuminami”. […]

"Come già accade in tante altre città le aziende che vivono e operano sul territorio contribuiscono all’abbellimento e alla vivacità del tessuto urbano nel periodo delle festività natalizie. In questo modo avremo per le feste una Milano illuminata e animata attraverso un progetto d’insieme con una regia organica e coerente”.

Il tutto con un’attenzione alla sostenibilità: led e illuminazioni saranno tutte a basso consumo energetico, l’albero con certificazione della Corpo Forestale dello Stato.Non posso che esserne felice. Quest’estate giravano rumors che l’albero l’avrebbe fatto l'Amsa che raccoglie l’immondizia. Azienda preziosa, si intende, ma ehm… mi chiedevo se avrebbero messo i cassonetti al posto delle palline!!Sembrano anche finite le polemiche sulle luminarie di Corso Buenos Aires, si faranno.