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È venerdì! Beviamoci su. Comprendo che sia mattina, che siate lì con il caffè schifoso della macchinetta dell'ufficio. Ma diamine! È venerdì, in alto i calici di birra. Cin cin Papere! (urlate un secondo in ufficio dai così giusto per

Polpette06

Oggi parliamo di polpette e della mia avversione a questo cibo amato da molti, soprattutto i bambini.

Le polpette sono il metodo più veloce per far magiare la verdure ai bimbi, ma anche la carne, il pesce. Le polpette sono divertenti, gioiose e carucce.

Queste sono parole che direste voi. Per me le polpette racchiudono un mondo che non conosco, una consistenza che difficilmente mi invoglia ad allungare la manina e prenderne un’altra.

Sarà che di tutte le cose buone che sa cucinare mia madre le polpette proprio non sono tra queste. Mamma te lo devo dire. “Cara la mia Duchessa le polpette lasciale fare agli altri”. Sono quelle cose che arrivate ad un certo momento, uno deve dire. Armata di coraggio, l’ho dissi. Ecco.

Vi anche un cartone “Piovono Polpette” (Sony Pictures Animation del 2009) che non ho mai voluto vedere. Un po’ come mia madre (oggi la sto citando troppe volte, poi si monta la testa) che non riesce a vedere i western, solo perché… sparano! Neanche fossero film di Quentin Tarantino (l’unico dopo Tim Burton che mi fa andare al cinema).

Ma torniamo a queste cose tonde che all'apparenza sembrano morbide, ma quando le mandi giu non si sa mai bene che sapore hanno; di certo si fermano perfettamente nell'esofago e le senti anche nei polmoni. Dopo la prima polpetta sei già costretto a bere tutto di un fiato, e si spera sia acqua. Ho conosciuto calabresi che per intraprendere il viaggio Milano – Reggio Calabria si caricavano la macchina di polpette fatte il giorno prima. Nel bel mezzo della Salerno Reggio Calabria mangiavano queste cose tonde e fredde come se non ci fosse un domani. Io li guardavo esterrefatta, senza capire quanti kilometri mancassero alla terra promessa.

A detta loro “le polpette di nonna sono buone il giorno dopo”. E a me viene solo da pensare “ma le polpette sono già un avanzo”. Si perché diciamolo le polpette si fanno o per far ingurgitare cibo che non si ama particolare oppure per finire qualcosa. “Ho avanzato del tacchino, del pesce, delle patate, che dici facciamo due polpette”. Ma anche no!

7minuti

Ho finalmente compreso perché io ed il Giammy stiamo insieme da ormai quasi quattro anni. Ho compreso perché tutto accadde nel tempo di un negroni sbagliato.

E non solo ho compreso, ma posso dimostrarlo. È scientificamente dimostrato.

Ragazze di età inferiore ai 30 anni, devo innanzitutto dirvi una cosa fondamentale. Arrendetevi.

Dimenticate il principe azzurro, il bello e dannato ed anche “me lo prendo e me lo cambio”. Arrendetevi. L’uomo non solo non cambia, più prende confidenza e più peggiora. Trascorso un tempo medio di un anno il vostro fantastico, perfetto, uomo diventa un pelosone, trita tutto, porta spese e orso russante. In due anni costui metterà su anche un pochetto di pancetta e passerà i restanti venticinque anni a ribadire che lui non era così lo è diventato a causa tua.

Se il vostro fantastico uomo indosserà una polo, camicia e t-shirt perfetta …beh è un caso, già dopo una settimana vi accorgerete che indosserà sempre le stesse cose, sempre lo stesso colore. Non pensate di fargli capire quant’è bello indossare capi nuovi e diversi. Non lo può comprendere. Dovrete solo approfittare di lui. Cambiare il suo guardaroba lentamente, senza che lui se ne renda conto. Senza che lui comprenda,ad esempio, che avete buttato la sua felpa preferita; si quella che indossava dall'età di quindici anni. Dopo circa sette anni il vostro uomo vi dirà “amore questa lo buttiamo?" e li tutte commosse, farete i salti di gioia. Lui non comprenderà. Ma la vostra gioia si trasformerà in fonte di sua eccitazione. Ed il resto vien da se.

self

La mania di collezionare like e followers ormai dilaga. Dilaga tra la gente comune, possiamo immaginare trai i VIP o presunti tali.

Se non hai un pancione, un bimbo, un chihuahua diventa molto difficile fare una fotografia che possa ottenere su facebook 100 like e non potrai neanche incrementare followers su instagram. Per gli amanti di twitter è anche più difficile, oltre la fotografia occorre inserire un messaggio accattivante seguito da un hashtag di successo. Una volta si sarebbe chiamato self marketing, ora gli piace (ai presunti VIP) sostenere che lo fanno per noi popolino che non possiamo fare a meno di chiederci “che cosa fa tizia a casa?”.

I telegiornali, e non solo Studio Aperto, sfornano notizie utilizzando twitter e foto pubblicate dagli stessi VIP. Poveri paparazzi e poveri giornalisti. Una volta uno andava in agenzia e confezionava un servizio a casa propria. Ricordate quelle fantastiche fotografie vicino ai fornelli, con i fuochi spenti, con la scritta “Oggi cucino io?”.

Ormai ogni VIP possiede un blog. Un fashion blog, per la precisione. Mi chiedevo quale sia il legame tra volto più o meno noto ed esperto di moda e tendenze. Premesso che io credo che ognuno di noi faccia tendenza, se lo vuole. Con quello che indossiamo, comunichiamo. Se vado ad un colloquio di lavoro e mi presento con un mini abito rosso e tacchi vertiginosi di certo non vorrò dire la stessa cosa che se mi presentassi con un più casto tailleur. Dal divertirsi con gli abiti a definirsi esperti però c’è una differenza abissale. Oceanica. Sono certa che molti dei volti noti e che si definiscono fashion blogger non hanno la minima conoscenza del lavoro e della tradizione del brand che indossano. In ogni campo esiste la professionalità, la tradizione e la cultura. È un po’ come se io mi definissi cuoca, quando non conosco le origini di tre quarti dei piatti che cucino.

Su questo argomento ci spenderei valangate di parole assolutamente inutili, in cui praticamente insulterei la maggior parte delle persone che hanno un blog. Ed io ho ripromesso a me stessa di fare la brava. E dire quello che volete sentirvi dire. In fondo questo fanno i blogger con una definizione.

Ma tornando a noi.

[caption id="" width="640" align="aligncenter" caption=" Mr. Danbo a Parigi - Dicembre 2012"][/caption]

 

Come preannunciato qualche giorno fa mi sto preparando a Sant'Ambrogio ed alla mia personalissima festa del Patron di Milano. (Qui il link al post se vuoi recuperare).

È di ieri la notizia ufficiale, pubblicata sul sito del Comune di Milano, che la città quest’anno partecipa al progetto “illuminaMI” per il “Bianco inverno 2013/2014”; questo ci regalerà un albero di Natale di 30 metri in Piazza Duomo.

Ecco cosa ci dice il Comune “Il progetto rappresenta una novità assoluta. Per la prima volta, infatti, l’Amministrazione garantisce tantissime iniziative, dall'albero in piazza Duomo alle luminarie sparse per la città (come via Traversi a Quarto Oggiaro): il tutto a costo zero per Milano. Questo è stato possibile grazie ad un bando che ha individuato una società capace di raccogliere alcuni sponsor decisi ad investire su Milano e sul progetto “Illuminami”. […]

"Come già accade in tante altre città le aziende che vivono e operano sul territorio contribuiscono all’abbellimento e alla vivacità del tessuto urbano nel periodo delle festività natalizie. In questo modo avremo per le feste una Milano illuminata e animata attraverso un progetto d’insieme con una regia organica e coerente”.

Il tutto con un’attenzione alla sostenibilità: led e illuminazioni saranno tutte a basso consumo energetico, l’albero con certificazione della Corpo Forestale dello Stato.Non posso che esserne felice. Quest’estate giravano rumors che l’albero l’avrebbe fatto l'Amsa che raccoglie l’immondizia. Azienda preziosa, si intende, ma ehm… mi chiedevo se avrebbero messo i cassonetti al posto delle palline!!Sembrano anche finite le polemiche sulle luminarie di Corso Buenos Aires, si faranno.