TOP

32_compleano

Per onor di cronaca. La torta "Pan di spagna con crema chantilly e fragole è tutta opera della mia mamma, detta "La Duchessa".

Domenica mattina mi sono alzata con il Giammy che mi sussurrava all'orecchio “buon compleanno”. La mattinata è proseguita con me in ipertensione per il pranzo organizzato da mia madre e tanto per complicarmi la vita ho deciso di provare la doccia del bagno padronale senza vetro. Volevo provare che veramente si potesse fare la doccia senza gocce. Effettivamente… il Giammy ci è riuscito. Me medesima no, perché non ha resistito a cantare con il getto dalla doccia che pare uno di quei microfoni di annata. In fondo è iniziato Io Canto, tra poco XFactor e Sanremo è alle porte. Insomma bisogna tenersi in forma.

Dopo che ho asciugato il bagno completamente inondato della mia stupidità, siamo andati da mia madre. Si, ho omesso. Si c’è stato l’incontro al vertice tra Mr. M ed il Giammy. Si sono annusati, il Giammy mica tanto è tre giorni che ha la febbre, si sono scambiati rapide occhiate e valanghe di certezze sul mio conto. “Si è una bamba”, “oh si ha paura del ferro da stiro”, “sembra il Dectetive Monk quando sistema maniacalmente le stanze”, “non è cattiva è solo un po’ stupidina” e così via.

ATMChe il lavoro degli autisti dell’ATM fosse pericoloso, lo sapevo già da tempo immemore. Dal lontano 2001, anno in cui uscivo da Monza per dirigermi ogni mattina a Milano. Ne ho viste di ogni. Una zingara che ha vomitato praticamente sui i piedi del controllore, una donna in cinta che scendendo a momenti sbatte perfettamente l’osso sacro. Vecchietti che si piazzano davanti e non la smettono di parlare. Ubriachi che sbattono bottiglie di birra contro i vetri. Ragazzi che tirano il freno di emergenza.

Non parliamo degli incidenti stradali o legati al maltempo.

Ebbene oggi un altro avvenimento, uno di quelli che rappresenta benissimo il principe dei problemi italiani: la norma. Viviamo in un paese pieno di regolamenti e normative a cui nessuno bada e per cui nessuno si sente punibile. Così altre regole per applicare regole. Gli italiani, a partire da chi le scrive le regole, semplicemente se ne fregano. Quando succede, come in questo periodo, che vi sia una sorta di riflessione le persone si stupiscono e lo chiamano “accanimento”. Nessun accanimento solo messa in opera di regole scritte da anni e mai applicate.

Io sono per il rispetto, la libertà. Poche regole con pene aspre e applicate. Nessuno sconto di pena, nessuna attenuante. Sono anche per il pagare, non mi piace il gratis. Pagare per  avere. Anche perché dietro ad ogni cosa o servizio c’è lavoro. Se lo dai gratis dietro c’è qualche famiglia che non riceve lo stipendio. Ovviamente tale regola vale in un paese rispettoso, nazionalista, educato in cui le pene severe sono fatte rispettate.

Aimeh siamo in Italia, paese in cui ognuno pensa al suo orticello e se ne frega di tutto.

Ero alla fermata del tram, dove oltre ai treni ci sono autobus ed un ampio parcheggio sia per i mezzi dell’ATM sia per il parco li vicino. Appena arrivata ho capito subito che era una giornata particolare.

C’erano almeno 10 autisti dell’ATM tutti a cerchio che parlocchiavano. Vicino una volante dei vigili urbani e due marocchini.Non ho pensato minimamente che i due tizi non avessero il biglietto; la regola dice “Sali se ha il biglietto” se non ce l’hai “documento?”. Si sa 2/3 degli extracomunitari sono irregolari e alla fatidica domanda scappano via. I controllori hanno smesso da anni di ricorrerli. La regola vuole che “se è irregolare denuncialo”, il problema che loro devono portare a casa lo stipendio. Il compito dei controllori non è di vigilanza, ma di garantire le entrate dell’ATM per garantire un servizio pubblico ai Milanesi. Sarebbe più facile se vivessimo in un paese rispettoso e civile, ma appunto siamo in Italia.

IMG_6193Dopo la scomparsa del Giammy e della scoperta dell’acchiappa orsetti per farlo ricomparire. Sembrava che da queste parti tutto fosse tornato alla normalità. Sembrava appunto. Dall’ultima volta che ho scritto sono passati ben 8 giorni.

In questi otto giorni abbiamo avuto bufere di neve sugli stati uniti, politici che si sono fatti fotografare con dei cani, cani che si sono rifiutati di farsi portare in giro da politici. Il Papa che va in pensione. Il capodanno cinese, il carnevale. Insomma in una settimana il mondo può cambiare.

Nel mio piccolo in una settimana ho stravolto completamente le mie personali regole del gioco. Ancora non posso dire niente, perché si sa quando una cosa è pubblica vuol dire che è successa già. Questi cambiamenti, inattesi ma sperati, hanno comportato un’esplosione di macchie cutanee sul mio corpo. Ieri sera il Giammy spalmava crema ovunque. All’altezza del sedere si è fermato dicendo “ma pure sul C**o hai le macchie”. Ecco per dire che. Si sono un attimo esaurita.

Il mio primo computer era un Compaq Presario model 5528. Se cercate su google ci sono solo due foto, questo per dirvi quanto alternativo fosse.

Ho cominciato ad usarlo per gioco, poi per qualche compito a casa. Il maggior utilizzo l’ho fatto durante l’università. Il mio periodo buio. Il periodo in cui ogni gesto era fatto solo per mortificarmi e farmi male. Il periodo in cui è arrivata l’adsl a casa, in cui dovevo superare 33 esami in università. Il periodo in cui scrivevo mediamente 3,4 post al giorno.

In quel periodo battevo freneticamente i tasti su quella tastierona piena di polvere. Da li sono nate due mie espressioni “vomitare emozioni” e “battere la testiera per non far scorre sangue”. Non sono frasi a casa, nascondo tutto quello che sono stata.