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Buongiorno, anche se un pochino in ritardo rieccomi come promesso, per la rubrica Asian Foodie. Ricetta spifferata sulle scale dalla vicina giapponese. Lei l'ha fa con il salmone, le ho chiesto se potevo usare il merluzzo ed ha sorriso. Quindi

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L'etichetta giapponese impone che il cibo non venga mai toccato con le mani, ma che si usino i bastoncini. Vi è una sola eccezione. Il sushi che può essere delicatamente preso tra due dita e mangiato in un solo boccone.

Prima di mangiare si usa dire "Itadakimasu" che significa Io ricevo questo cibo. Non corrisponde quindi al nostro "buon appetito".

Al fine di agevolare il consumo del pasto tramite le bacchette, il cibo viene presentato a pezzetti già pronti. Qualora il pezzetto fosse grande si può tagliare con i bastoncini, se la cosa risulta difficoltosa è consentito tagliarlo con i denti e riporre la parte intatta nella nostra ciotolina. Non si rimane con il cibo sospeso tra la bocca ed il piatto. I giapponesi, infatti, tendono a mangiare in un solo boccone, riempiendosi completamente la bocca cosa che da noi sarebbe visto come maleducato.

Le zuppe erano generalmente servite in ciotole di bambù che mantengono il calore con cucchiai in legno. Oggi il legno viene sostituto con la plastica e la porcellana. A differenza di quello che possiamo immaginare o vedere nei ristoranti di Tokyo, è maleducazione avvicinare il viso alla ciotola. Bisogna stare eretti con la schiena, tenere la ciotola all'altezza del nostro petto e con eleganza prendere un po' di brodo e portarlo alla bocca.