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Il giorno dopo a scuola, la giornata trascorre serena. Il pomeriggio veniamo invitati a rimanere, sono usciti gli esiti delle ragazze che parteciperanno allo scambio culturale.

Il preside mi vuole vedere.

"La tua richiesta era stata accentata"

"Ma?" Se non potevamo ospitare la ragazza Americana pazienza.

Il preside mi allunga un foglio di carta. Lo guardo, è una notizia presa su internet. Una notizia scritta in inglese. Non leggo tutto, tanto non avrei capito completamente il senso. Mi fermo sulla foto di un fiume. Una auto rossa che galleggia. Un titolo gigante nero mi informa che un'intera famiglia era morta.

Guardo il preside scioccata.

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Hai lavorato duramente questa settimana? Non hai neanche la forza per telefonare ed ordinare una pizza?

Il tuo stomaco chiede pietà perché hai dovuto sopportare un sacco di pranzi di lavoro, trasferte, assaggi gastronomici, corsi di cucina? Sei incinta e tutto ciò che riguarda carne e pesce ti fa venire la nausea?

Hai un braccio ingessato?

O semplicemente non hai nessuna intenzione di impiegare più di 10 minuti a cucina, bene. Ci sono io per te!

Una notte come tante, Jack dopo una lunga giornata di lavoro si reca nella solita locanda.  Jack scelse il solito sgabello e li si sedette prima di chiedere la prima pinta di una lunga serie. Nella locanda c’erano le solite persone che parlavano delle solite cose: raccolti, vecchie storie. In un angolo, avvolto nell’oscurità  vi era un uomo distinto, vestito tutto di nero con un grande mantello, eppure in lui c’era qualcosa di insolito. Che fosse uno straniero l’avevano capito subito tutti. Eppure nessuno osò chiedergli chi fosse e cosa ci facessi li. Nel bel mezzo della serata, intorno alle 23.00, si avvicinò al bancone e comincio a parlare fitto, fitto con Jack. L’uomo continuava a bere birra e parlare come se conoscesse quell’uomo da sempre. Alle 23.45, nessuno seppe cosa accadde esattamente, ma Jack si irrigidì. Il fuoco del camino si spense. Le finestre della locanda si spalancarono. Gli altri clienti si fecero piccini, piccini. Perfino il padrone del locale si allontanò dal bancone, senza però perdere d’occhio la scena. Lo straniero, prese una pinta da dietro il bancone, e con un gesto rapido della mano la riempì di un liquido diverso dalla birra. Era più arancio, pareva caldo,e dal boccale usciva del fumo strano. Jack cercò subito di appropriarsene, ma lo stranio non glielo permise. In compenso rise. Una risata profonda che fece mettere i brividi a tutti. Poi rapido si accostò all’orecchio di Jack e sussurrò. Nessuno sentì le sue parole, ma videro chiaramente Jack annuire. Un attimo dopo lo straniero semplicemente scomparve.