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Una delle cose che mi ha maggiormente colpito quando sono stata a Tokyo è stato il cibo. Non tanto il cibo da strada, le ciotole e il sushi, bensì i dolci. In ogni supermercato, negozio di abbigliamento c'era un reparto

Buongiorno, anche se un pochino in ritardo rieccomi come promesso, per la rubrica Asian Foodie. Ricetta spifferata sulle scale dalla vicina giapponese. Lei l'ha fa con il salmone, le ho chiesto se potevo usare il merluzzo ed ha sorriso. Quindi

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I giapponesi, lo sappiamo, non hanno mai mangiato molta carne. Anticamente si nutrivano sopratutto di vegetali, pesce ed in casi rari di cacciagione. Con l'arrivo del buddhismo, nel VI secolo, fu proibito cibarsi di animali a quattro zampe. Ciò non ha escluso che i giapponesi abbiano continuato a cibarsi di carne. Va anche detto che i regnanti del Sol Levante hanno sempre mangiato carne: cervo o cinghiale. Quest'ultima chiamata la Balena di Montagna.

I bovini erano considerati animali domestici e troppo impuri, a tal punto che non solo non mangiavano carne bovina, ma non hanno mai bevuto neppure il loro latte. Un antico detto giapponese diceva: "Se bevi latte ti cresceranno le corna".

Solo verso la metà dell'ottocento con l'apertura del Pese cominciarono ad arrivare le prime influenze e quindi ad essere introdotta la carne. Il primo negozio che vendeva carne è stato aperto nel 1872, i giornalisti annunciarono che l'imperatore si era cibato di questo nuovo allevamento I cuochi di tutto il paese cercarono ricette per poterlo accontentare.

Oggi i Giapponesi hanno creato un allevamento dal nulla. Le carne di manzo giapponese pare sia la migliore del mondo. Non li gonfiano come in Europa. Sono pochi gli allevamenti, selezionati. Lasciati scorrazzare liberamente e fatti cibare come madre natura richiede. Non troverete mai una bistecca alta in Giappone, semplicemente perché le bistecche in natura non esistono. Sono frutto di concimi e maltrattamenti. Quindi la fettina sottile è prescelta. I bovini vengono dissetati, oltre che con acqua fresca, con la birra artigianale per rendere aromatizzata la carne in maniera del tutto naturale.

A fronte della crisi e per i costi contenenti, certamente il maiale è la carne che più viene scelta sulle tavole casalinghe dei giapponesi. Nei ristoranti di fascia medio alta, invece, troverete dell'ottimo manzo.

Io ho smesso di mangiare il maiale da anni. Solo l'odore mi fa venire il voltastomaco, quindi non vi proporrò dei piatti a base di maiale. Mi spiace. Però la carne non mancherà.

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Il martedì è la giornata del "L'Europa in un cucchiaio" e quando non ho nulla da girare con il cucchiaio...chiudo gli occhi e racconto. Un po' come quella volta a Manhattan. Non ricordi? Sbircia qui. Piano arriviamo a regime. Però questa è bella. Sapete Jasmine è davvero la mia vicina. (O forse no...).

***

Mi ero trasferita da poco a casa della zia Matilde. Amavo questa vecchia casa. Anche se ad essere proprio sinceri me la ricordavo meglio. Nei ricordi di bambina c’era uno steccato verde immacolato. La sedia a dondolo di Zia Matilde (beh di più del gatto Gertrude a dirla tutta) ed enormi girasoli.

Ora ad osservarla pare una vecchia signora ricurva, tenuta in piedi dalle possenti travi . Ogni passo è uno scricchiolio e tanti piccoli insetti che escono dalle assi sollevate.

«Finalmente qualcuno da queste parti». Una signora dai tratti asiatici si avvicina al porticato. Non deve essere molto alta, vero è che l’erbaccia ha superato di una spazza le assi di legno.

Mi avvicino con cautela. Lì davanti c’è una buca. Non so nemmeno io perché ho indossato i miei nuovi sandali invece che un più adatto stivale di gomma.

«Salve. Mi chiamo Mary, lei?»

«Buongiorno io sono Jasmine la proprietaria dell’erboristeria», mi indica una piccola casa. Con questo sole non vedo bene. «Ha comprato la casa della Matty»

«Era mia Zia…più o meno».

Sorride. Denti perfetti. Come solo le donne asiatiche sanno avere.«Le va una tazza di tè?»

«Forse è il caso. Non pensavo che il cottage fosse ridotto in questo stato. Dovrò tornare domani con qualcuno che riesca a quantificare quanto mi ci vuole per rimetterlo in ordine»

«Potrei aiutarla io. Mia sorella fa l’architetto»

«Bene».

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Un’idea facilissima ma buonissima? Una di quelle che sentirai la gente urlare “ancora! Ancora!”. L’ideale per un aperitivo in terrazza o mentre hai i piedi sudati poggiati sul tavolino del salotto mentre urli “Forza azzurri!!”. Per questa ricetta non ci voleva la Pina, eh. Basta un po’ di logica. Dietetica non lo è di certo, ma il gusto. Al solo pensarci mi viene fame. Sto sbavando. Questa ricetta potrei propinarvela come Giapponese, ma sono una persona onesta e vi dirò la verità. La ricetta è la rivisitazione di un antipasto si giapponese ma che di orientale è rimasto solo l’utilizzo del sesamo. L’idea me l’ha data una signora che porta sempre come apertura di pasto dei gamberi scottati nel sesamo. Io li ho, come dire, resi grassi e più buoni. Il Giammy si sta ancora leccando la barbetta. Facciamola breve e diamo questa ricetta.

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Questo è ovviamente un post programmato. Ci troviamo il quel di Tokyo, io ed il Giammy. Il viaggio è stato organizzato in 4 giorni e più per me che per voi (scuatemi hihi) mi sono creata delle mini guide da poter avere sempre sul mio iPad. Ogni qualvolta avrà una connessione sicuramente vi scriverò, non posso stare senza le mie papere. Con me c’è la mia fidata Peppina e la Nikon pronta allo scatto. Dato che però, mi conosco, una volta tornata a Milano sarò di nuovo presa dal turbine bianconiglio, ho deciso di portare con me anche una compatta che fa video in HD. L’idea è quella di fare un video diario del viaggio così che possa (spero) raccontarvi meglio questa fantastica avventura e possa costituire, per me, un bel ricordo. A grandi linee le nostre tappe.