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Come promesso settimana scorsa, oggi analizzeremo i cereali singolarmente. Se ti sei perso la puntata della settimana scorsa in cui spiegavo quali e quanti cereali servono in una dieta sana e naturale clicca qui. 1.Frumento È il cereale numero uno per produzione

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Siamo sinceri. Fino all’altro giorno noi tutti mangiavamo: pasta e pane. Pane e pasta. Magari con variante: Pasta, pizza e pane. O focaccia.

Poi l’avvento del digitale terreste. Real Time e Cielo che ci fornisce gratuitamente “Master Chef”. O forse tutto è nato dalla Parodi su Italia uno?

“Chi è stato il primo a cucinare?”. Questo il dilemma che aleggia su milioni di siti web e blogger. Un tempo “mamma da grande voglio fare la modella” (ricordate la pubblicità?), poi si è trasformato “voglio fare la velina” ed ora c’è chi sostiene “voglio essere una food blogger”. Non voglio immischiarmi nelle questioni “si possono definire lavori?”, solo affermare come sono cambiati i tempi e come questi sono, sempre di più, lo specchio di quanto i media ci propongono.

Tra Cracco e la Parodi io, però, non ho dubbi. Io sto con Benedetta. Ora, ai meno attenti, apparirà come una professionista della cucina. Io me la ricordo su Italia uno a dire cose sincere, che il Signor Cracco non approverebbe, ovvero “se non hai tempo usa il surgelato”.  Per Cracco e gli chef in generale noi tutte dovremmo avere cucine professionali con alimenti freschissimi. E anche le neo foodblogger (ma si definiamole così) dedicano miliardi di parole alla qualità del cibo, alla freschezza e ricercatezza. Sicuramente la qualità è un must. Come è un must una donna che lavora dieci ore al giorno e deve cucinare per tre. Trovo ingiusto che una donna debba privarsi del piacere di cucinare e che debba propinare sempre la solita pasta che, diciamolo, a cena non si mangia.

Non c’è niente di male (Caro il mio Cracco) a preparare una torta salata con la pasta sfoglia già pronta. O prendere dell’ottimo pesce surgelato. Anzi. Vi dirò di più. Meglio pescato e surgelato all’istante da aziende serie. Piuttosto che decongelato o finto fresco al banco.

L’importante, per me, è essere curiosi, golosi e genuini. Quindi “Evviva la Parodina”.