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Quando sono in viaggio scrivo, annuso, tocco e fotografo. Con oggi apro ufficialmente una nuova rubrica: City Colour Tips. Pensateci un attimo, molto spesso ci ricordiamo delle città perché hanno dei colori e profumi particolari. E, in questo caso, le parole

Come tutti sapete, dato che vi ho rotto le scatoline prima dopo e durante, ho passato quattro giorni in Danimarca per la precisione a Copenaghen. Dal 28 dicembre 2014 al 1 gennaio 2015. Anche se a dire il vero il

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Ultimamente ho una gran voglia di scrivere. Non abbastanza però da affrontare i miei demoni e spalancare le porte del passato.Oggi sono stata, non in cantina (non ce l’ho), ma nella stanza dei ricordi. O meglio nella stanza vuota dove giacciono tutti i miei diari. È bello scoprire che dal lontano 1994 che scrivo sul diario e ci scrivo come sul blog. Parlo al plurale come se avessi un pubblico e mi scuso pure se salto un giorno. Questo mi fa capire che sono sempre stata egocentrica. Qualcuno dirà “sai che scoperta!”.La scoperta è il passato. O almeno parte di esso, perche non ho ancora trovato proprio tutto il coraggio per farmi investire anche dalla parte più oscura.Sfogliando velocemente Smomorande che lasciano posti a innocenti quaderni ho notato che ho avuto un blocco, intendo nello scrivere, durante il periodo universitario che è poi coinciso con la scoperta di internet e della mia attività come Direttore di un magazine da me ideato e prodotto (quante cose si scoprono su di me) oltre che l’organizzazione di eventi per un club di auto (ed io non guido!).

Nel 2004 ho aperto il mio primo blog, proprio come avrei aperto il mio quaderno. Vomitando parole .Ho anche trovato le foto che state osservando inorridite. Per la prima volta non provo rabbia nel guardarmi ma simpatia. No ero mica brutta. A parte beh le sopracciglia giganti ed in generale la non curanza.Io mi sono sempre vista non bella. Ok non avrò mai usato la parola brutta, ma di certo vedevo le altre (anche quelle veramente brutte) più belle di me. Non mi sono però mai realmente chiesta “cosa ha quella più di me”, o almeno non fisicamente.“La terapia della fotografia”. Pensare che fino al 2004 odiavo le fotografie. Forse perché non essendin digitale non potevo vedermi subito, non potevo scattarne 100 finchè non mi convincevo che quella dall’altra parte ero veramente io.