TOP

Oggi parliamo di sale. Tutti i cibi che mangiamo hanno l'aggiunta di sale che siano integrali, cucinati da grandi chef, comprati in agriturismo o cucinati da nonna. Tutto ciò che mangiamo è arricchito dal sale. La domanda che vi pongo

cupcakes_ricotta04

Cerchiamo di tornare piano alla normalità. Pare, tuttavia, che da quando sono tornata dal Giappone tutto sia più veloce o forse sono io rallentata. Ancora. Quando c’è qualcosa che non va, quando bisogna parlare con una persona. Un Cupcakes è quello che ci vuole. Se non vedete da un po’ qualche amica, o dovete andare dal parrucchiere, o ritirare degli esami. Un Cupcakes è quello che ci vuole. Se volete regalarvi un attimo di pace tutto per voi o farvi un personalissimo abbraccio. Cupcakes sempre lui. I Cupcakes sono diventati la mia salvezza La mia priva volta è stata con il classico muffin americano al doppio cioccolato, bicarbonato annesso. Gigante, gonfio da scoppiare. Era il lontano 2008 . La mia vita mi sembra così lontana rispetto ad ora. Da poco ero andata a vivere da sola. Avevo una cucina di un metro, tutta su misura. Con un fantastico mini forno potente, della Smeg. Lavoravo vicino alle colonne di San Lorenza in una banca che non esiste più. Sentivo di avere tutto: lavoro, casa e soldi. Ed invece non avevo niente. Poi è arrivato il Giammy a farmi capire così significa tutto. Lui è il mio tutto. E con lui i Cupcakes si sono evoluti. Ora ho una cucina di quattro metri che neanche nei miei sogni la immaginavo così bella. Ha perfino le travi a vista. Ho pirottini di silicone, quelli di carta, le formine, le spatole. E presto arriva pure l’impastatrice. Il Giammy non mangia dolci e quindi i Cupcakes sono il mio dolce risveglio, oltre un modo molto divertente per portare un “petit cadeux” a qualcuno. Questi Cupcakes in particolare sono proprio l’ideali per il classico caffè e latte della mattina e si conservano per molti giorni. Come potete vedere sono minuscoli, mi piaccioni piccini. Sono come dei cioccolatini morbidi e pieni di amore.

tokyo

Questo è ovviamente un post programmato. Ci troviamo il quel di Tokyo, io ed il Giammy. Il viaggio è stato organizzato in 4 giorni e più per me che per voi (scuatemi hihi) mi sono creata delle mini guide da poter avere sempre sul mio iPad. Ogni qualvolta avrà una connessione sicuramente vi scriverò, non posso stare senza le mie papere. Con me c’è la mia fidata Peppina e la Nikon pronta allo scatto. Dato che però, mi conosco, una volta tornata a Milano sarò di nuovo presa dal turbine bianconiglio, ho deciso di portare con me anche una compatta che fa video in HD. L’idea è quella di fare un video diario del viaggio così che possa (spero) raccontarvi meglio questa fantastica avventura e possa costituire, per me, un bel ricordo. A grandi linee le nostre tappe.

[caption id="6737" align="aligncenter" width="580"]happy http://24hoursofhappy.com/[/caption]

L’idea di fare un video ogni venerdì può sembra un’idea inutile ma di facile realizzazione. Invece. Sono due giorni che sto lavorando sul video, mentre scrivo si sta caricando. Ho aggiunto altri capelli bianchi nella mia criniera ed il risultato finale non mi piace. Intanto il mio pc non regge più, non è neanche in grado di salvare un video da 32 secondi! Figuriamo tagliare nel punto giusto e unire musica e fotografie. Altra cosa non banale è la realizzazione di un’idea. Io avevo un’idea ben chiara in testa, mi sono messa pure a fare la scaletta. E, giuro, ho fatto pure la prova luci. Temevo che da un momento all’altro uscisse fuori Barba D’Urso e mi dicesse “se non fai il Carmelita Smack non sei nessuno!”. Poi la realizzazione, anche a causa dell’ansia di fare video sotto i 10 minuti, lascia al quanto a desiderare. Ci tenevo, però, particolarmente. Il capitolo due è dedicato alla giornata internazionale della felicità. Ho inserito talune canzoni “Happy” e ho voluto anche creare una playlist che se vi fa piacere ascoltare trovate sul mio Spotify. (Qui il link)

cupcakes_primavera02

Queste foto risalgono a quasi un anno fa. L’ho fatto apposta. Sono stati i primi dolcetti usciti dal mio nuovo forno,dalla mia nuova cucina. Dalla nostra nuova casa.

Sono stati fotografati dopo pochi giorni da quando sono stata lasciata a casa. Ed io ero come quelle margherite bianche. Avevo appena fatto gli anni. Il Giammy mi ha regalato dei fiori semplici perché dovevamo, in teoria, metterli nella gigantesca vasca da bagna e farci il bagno insieme. Io ho preferito metterli in un vaso.

La casa era stupenda. Ancora vuota, con solo la cucina e la camera da letto; eppure. Eppure piena di sole e colore. Nonostante la battosta lavorativa ero piena di prospettive. Ero certa che non sarei stata abbandonata, certa che questa caduta mi avrebbe portato in un posto migliore.

È passato quasi un anno, tutte le persone che credevo avere, sono sparite. Tutte tranne il mio Giammy ed un mio amico. Di cose eccezionali proprio non ne sono successe. Se per eccezionali si intende ritrovare in breve tempo un impiego ed essere spensierati.