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Come tutti sapete, dato che vi ho rotto le scatoline prima dopo e durante, ho passato quattro giorni in Danimarca per la precisione a Copenaghen. Dal 28 dicembre 2014 al 1 gennaio 2015. Anche se a dire il vero il

Karen Bixen nasce in Danimarca nel 1885 ed è stata una pittrice e scrittrice. Resa sicuramente immortale grazie al romanzo la mia Africa.

Ho deciso di invitarla a casa per un the con i biscotti. Ho preparato dei gustosi biscottini alla nocciola ed ho messo nella teiera il mio inseparabile Earl Grey. Forse un po’ troppo inglese per accogliere una danese Karen però è donna di mondo non si è lasciata intimorire.

Alla domanda: «Qual è il piatto preferito da un danese?». Mi ha sorriso ed in maniera spavalda ha risposto: «Non lo sanno più neanche i danesi».

Masticando un piccolo biscotto mi ha detto che in danesi negli anni sono stati affascinati da tutto ciò che potevano importare dall’Europa.  I cibi erano facili da preparare e decisamente più saporiti. Mi ha citato cibi come la pasta e la pizza. Garbatamente le ho fatto notare che sono italiani. Lei seccata mi ha risposto: «Non ha importanza. Sono cibi di importazione e molto richiesti».

Ho sorseggiato il mio the in silenzio. Non sapevo come togliermi quel senso di astio nei suoi confronti. Certo Karen è una grande e se pur non aveva i confort moderni ha viaggiato decisamente molto più di me.karen

Ho compreso quanto fosse Signora, quando ha interrotto il silenzio per dire: «Per gli italiani mangiare è un culto. Non pensano ad altro. Per i danesi è diverso». Quant’è vero.

Le ho sorriso. Lei mi ha stuzzicato: «Se vuoi trovare qualcosa sulla cucina danese avresti bisogno di un buon libro ed un’amica». Si è asciugata le labbra e con aria maliziosa ha buttato un nome: «Come Babette».

Ed eccoci seduti allo stesso tavolo. Con lo stesso the Earl Grey io Karen e Babette.  Un tomo molto voluminoso senza figure in mezzo a noi.

Babette è una signora di circa quarant’anni (non ho chiesto l’età per rispetto), capelli ramati e piccoli occhi azzurri. Mento e naso aquilino. Non sono sicura che sia danese, anzi sono quasi convinta che sia francese. Temo che quel suo modo di sbattere le ciglia mi impedirà di scoprire qualcosa sulla cucina danese. Speriamo solo di non doverci addentrare in discorsi sulla cucina parigina.

Babette comincia a parlare lentamente: «Il palato danese ama il contrasto. È abitudine antica accompagnare piatti di carne e pesce con salsa base di rafano e senape. Decisamente leggeri se paragonati a quelli della cucina mediterranea».

Non commento. Alzo gli occhi al cielo e con la mano spingo il vassoio verso di lei. Babette prende un biscotto. Lo annusa e ne assaggia un pezzettino. Non fa complimenti e prosegue.

«Una delle salse più comuni è la Sennepssauce Med Flode. A base di tuorlo cotto e crudo, senape e aceto a cui viene aggiunta, al momento di servire, della panna montata freddissima».

Karen ride. Con il fazzoletto si nasconde la bocca piena. Senza scoprirsi sentenzia: «Panna montata freddissima! Tipicamente Danese».

Babette non le da peso e prosegue: «Fino al 500 la cucina locale era riccamente speziata. La Danimarca una delle maggiori potenze navali e grazie a questo giungevano spezie in abbondanza. Purtroppo però già nel 600 se n’era perso quasi del tutto l’utilizzo».