Quando i libri incontrano il Mana: a Forgery of Magic e Scholomance

Oggi vi vogliamo parlare di due scrittrici che riportano tale concetto nelle proprie opere.
Care mamme poco nerd dovreste aver già sentito questo termine nei discorsi dei vostri ragazzi quando giocano ai videogame o a quei strani giochi di ruolo, sicure che non vi è familiare?
Il mana è la forza vitale o spirituale di una persona e solitamente nei giochi indica il livello di potere magico del personaggio.
In realtà le origini del termine risalgono al popolo malesiano e indica una virtù legata a dei poteri soprannaturali:

È parola delle lingue melanesiane, usata anche nella Polinesia (Maori della Nuova Zelanda), a significare che una persona o cosa di cui si dice che “ha mana” o, rispettivamente, che “è mana”, è fornita comechessia, temporaneamente o permanentemente, di una speciale forza o “virtù” manifestantesi in effetti insoliti e straordinari.
Enciclopedia Treccani

A Forgery of Magic
di Maya Motayne

La serie è attualmente composta da Nocturna e Oculta e racconta le vicende del principe ereditario Alfie di Castellan e della scaltra ladra Finn. Entrambi possono essere definiti come due perfetti antieroi che subito mostrano senza remore le loro pessime qualità, ma cosa avranno mai in comune una ladra multiforme e un principe che vuole fuggire dal proprio destino?
Nel corso del primo libro (Nocturna) scopriamo che i due si assomigliano più di quanto pensino, persino la loro magia è simile: Alfie riesce ad imitare il mana delle persone con cui entra in contatto e Finn muta il proprio aspetto acquisendo quello delle sue vittime.
Entrambi si sentono inadatti ad affrontare la vita di ogni giorno, si portano sulle spalle sensi di colpa, dolori, e vergogne legate al passato e solo imparando a contare l’uno sull’altra riusciranno a proseguire i loro cammino che li porterà ad affrontare le proprie paure e a maturare.
La serie è ambientata in un mondo immaginario dove le persone hanno la capacità di utilizzare la magia, tramite incantesimi, oppure attraverso il propio che si sviluppa durante la crescita a seguito di un evento che influisce emotivamente sulla persona.

Il propio si sviluppava in base al carattere, ai fatti, alle persone e ai sentimenti che l’avevano resa chi era.

Nessuno può avere un propio uguale a quello di un altro: è una sorta di DNA magico. Altro aspetto curioso di questo mondo è che le ombre delle persone si muovono esprimendo le emozioni provate rendendole così esposte alla vista di tutti.
Il Regno di Castellan ha da poco ha ottenuto la libertà dopo aver subito l’invasione di un regno vicino per decenni e ancora non ha trovato un proprio equilibrio politico. I nostri protagonisti si ritrovano a dover combattere una magia oscura in mezzo agli intrighi di corte e alle cospirazioni per assassinare i sovrani.
Ho apprezzato l’idea dell’ambientazione latina e la visione della scrittrice delle leggi magiche che vincolano quel mondo, all’inizio il libro non mi ha entusiasmato ma pian piano ha assunto un ritmo incalzante e finalmente i due personaggi principali hanno iniziato ad assumere uno spessore emotivo interessante.
Il dolore della morte del fratello di Alfie pervade tutto il libro e determina le scelte prese da quest’ultimo che non riesce a darsi pace. Nonostante il dolore della perdita sia descritto molto bene all’inizio ho faticato a legare coi personaggi, cosa che invece è avvenuta col secondo libro della serie: Oculta.
Subito dalle prime pagine mi sono sentita uno spirito affine ad Aflie che si sta impiegando con tutto se stesso per rimediare al male causato dalle sue scelte esponendosi in prima persona e ottenendo solo fallimenti. E’ impossibile non provare tenerezza e istinto materno nei suoi confronti, viene voglia di entrare nelle pagine per consolarlo. La storia inoltre è piena di intrighi, cospirazioni e assume da subito un ritmo incalzante e diventa difficile smettere di leggere, tant’è che spesso ho sperato che il treno ritardasse di qualche minuto per farmi terminare il capitolo. L’ho trovato avvincente.

E’ adatto ad un pubblico più maturo, mia figlia non si è sentita assolutamente in sintonia con nessun personaggi e ha abbandonato subito la lettura. Forse tra qualche anno lo apprezzerà di più.
Consigliato dai 16 anni in su.

Serie Scholomance – Lezioni pericolose
di Naomi Novik

Se non porti a termine per tempo un compito di Tecnica, alla scadenza prevista il lavoro incompleto prende vita e ti viene a cercare con tutto il potere che gli hai trasmesso dentro. E se cerchi di aggirare il problema non mettendoci dentro niente, o facendolo male, le materie prime che avresti dovuto usare prendono vita singolarmente per aggredirti. E’ una pratica di insegnamento piuttosto valida.

E’ una lettura sconcertante sotto molti punti di vista: il lettore si ritrova immerso, se non sommerso, da una quantità di descrizioni, dettagli sulla scuola, sui compagni, sulle lezioni, sul cibo, sui mostri. Risulta davvero difficile immagazzinare tutto quanto. A volte ho fatto fatica a seguire la storia visto che in genere leggo sui mezzi pubblici e in mezzo alla confusione che regna negli orari di punta. Ogni tanto ho dovuto fermarmi per lasciare prender fiato al mio cervello. Nonostante questo la trama è veramente incalzante e man mano che proseguiamo scopriamo sempre più dettagli sulla vita di Galandriel, di lei si può dire tutto tranne che sia amabile e socievole, e Orion il paladino senza macchia sempre disponibile ad aiutare il prossimo. Possibile che tra i due possa nascere una tenera e deliziosa amicizia dopo che un malinteso li ha etichettati come i fidanzati dell’accademia? E soprattutto unendo le loro forze riusciranno a sopravvivere a questa scuola che li vuole divorare?

Il libro è adatto dai 16 anni in su per la difficoltà di lettura ma ovviamente questo dipende dai libri che sono abituati a leggere i vostri ragazzi.

Curiosità: Universal Pictures ha acquistato i diritti della saga Scholomance
Noi non vediamo l’ora di vedere come verrà riportato sul grande schermo.

Cuore Oscuro
di Naomi Novik

Ammaliata dall’autrice ho acquistato subito questo libro appena terminato Scholomance. Non aspettatevi lo stesso genere narrativo né la stessa logorroica capacità descrittiva. Lo stile di scrittura è fluido e scorrevole ma non per questo meno impattante. Questa volta l’autrice ci porta in una Polonia fantastica dove la natura è così ostile da trasformare le persone in gusci vuoti pronti a distruggere i propri familiari, dove gli alberi hanno gambe e braccia e ti divorano, e dove vive un Drago che ogni dieci anni si presenta nei villaggi per scegliere una ragazza che sarà la sua governante e che non tornerà mai più a casa. E’ questo il destino segnato per la bellissima migliore amica di Agnieszka fin dalla sua nascita. Eppure il Drago nel giorno prestabilito sceglierà proprio la nostra goffa e impacciata protagonista. Perché questa scelta improvvisa? Perché il Drago insiste nell’insegnarle incantesimi?
E’ un romanzo che lascia col fiato sospeso fino alla fine.
La nostra piccola protagonista riuscirà a scalfire la corazza che il Drago ha eretto intorno al suo cuore e a salvare le persone che ama senza perdere se stessa?
Adoro la particolarità con cui sono stati descritti gli incantesimi, come prendono vita e si intrecciano gli uni agli altri. Pura poesia.

Libro adatto dai 12 anni in su.

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