Non uccidete il Natale anche se è il 2020

Ho sempre odiato le festività perché era l’espressione del fatto che non avessi una famiglia e degli amici.

Mi ritrovavo a casa con i miei genitori (che sono tali solo per una procura) a personificare la bambombolina perfetta vestita bene seduta su una tovaglia di lino con porcellana con filo dorato e bicchieri di cristallo.

Anche l’apertura dei regali di Natale era una farsa, una commedia preparata e recitata solo per dare piacere a quella che oggi chiamo la Duchessa.

Poi crescendo me ne sono fregata del Natale; facevo finta che non esisteva e chiedevo alla Banca di farmi lavorare il 24, il 31 e il 2 ero già di nuovo lì alla mia scrivania, al sicuro.

Quando ho perso il lavoro, ero a casa da sola ed ho cominciato a chiedermi cosa fosse il Natale ed ho cominciato a rispondermi: le luci, i dolcetti, il gusto di stare in casa bene, la voglia di andare in giro e regalare sorrisi agli sconosciuti. E, come sempre, io Sandy dai mille colori ho reinventato la realtà: ho cominciato a cercare maglioni di Natale, a disegnare biscotti, ha fare i vlogmax, a cantare e ballare… tutto questo da sola, senza famiglia e senza amici.

Faceva bene a me e faceva bene a chi mi seguiva. La vera forza di un blog è sempre stata la mia famiglia digitale.

Ed oggi quella famiglia sono amici e dopo il natale a NYC ho capito cos’è per me Natale. E il Covid non è nessuno contro il vuoto, la solitudine, il senso perenne di inadeguatezza e quel marcio che ti divora da dentro solo perché la risposta che cerchi già ce l’hai, è dentro di te, ma non l’ascolti.

Sono multipla, sono dissociata e non è tanto per dire.

E c’è una parte di me che vuole giocare, ridere, festeggiare il Natale; poi c’è una parte, che conosco poco, che è addolorata per te che stai male, che soffri perché non puoi fare questo e quell’altro. Questa parte qui, lei vorrebbe tanto portati nel nostro mondo  fatto di zuccherini e lucine. Ecco perché cucino biscotti, ecco perché c’è Natale con Pina . Dicembre 2020, il Covid è un caxxo di virus che se facciamo i bravi non ci ammazza ma non ci tiene distanti. Possiamo essere sereni, possiamo festeggiare il Natale, possiamo donarci e ricevere… quindi per favore vi scongiuro, non cancellate questo Natale, non sclerate, non concentratevi sui regali ed i piani che saltano concentratevi su di voi, sulla musica, sulla gioia che c‘è.

Porca paletta ricoperta di cioccolato! siamo vivi, abbiamo un futuro che possiamo costruire come vogliamo e se io, la parte quella cinica brutta brutta, mi sto un pochino scongelando è grazie a ciò che immettete nel mondo quindi accettate il fatto che c’è gioia, c’è dono, c’è immensa energia positiva e che il Covid è una grandissima rottura di coglioni ma che insieme passa.

Insieme. A Natale.

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