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Come diventare beauty blogger?

Diventare beauty blogger dopo il fashion è sicuramente  il desiderio di molte. Sarà che diventare blogger è un’aspirazione più femminile che maschile, sarà che le appassionate di beauty e make up sono davvero assatanate o forse l’idea è quella del guadagno facile… non sono qui a capire il perché ma a rispondere a tante domande sottese: come far trasformare una passione in un lavoro. Ma le Beauty Blogger lavorano?

Con questo articolo, scritto a quattro mani con la nostra beauty guru Sa Relli vogliamo rispondere un po’ a tutte le vostre domande.

Cosa significa essere una Beauty Blogger?

Sa Relli si definisce B.B., suona bene! E si è fatta una domanda: “Perché ad una viene voglia di fare una cosa simile?”, non di rubare in banca, ma di diventare B.B. Ed ecco la sua risposta:

“Vi spiego cosa significa per me essere Beauty Blogger e come la vivo io la mia passione.

Il mio dogma è uno: tutte possiamo avere cura del nostro aspetto, abbiamo tutte gli strumenti;  solo che, a volte, abbiamo bisogno di qualcuno che ci spieghi le cose, che si prenda un pò cura di noi e ci faccia partire col piede giusto.

Io ho scelto di fare la Beauty Blogger perché amo follemente prendermi cura della mia pelle e del mio corpo. E così un giorno mi sono chiesta: ma perché visto che provo così tanti prodotti non lo faccio anche per confrontarmi con le altre persone e dar loro dei consigli? Esprimere il mio parere, mostrare i miei risultati e dare un aiuto a chi non sa dove trovare il prodotto giusto.

Cosa vuol dire essere una Beauty Blogger? Significa ragionare giorno per giorno come se ogni gesto che facciamo verso noi stesse fosse un test, osserviamo che effetto hanno i prodotti sulla nostra pelle, qual’è il make up che ci fa sentire meglio; insomma utilizziamo la nostra passione per farci belle e darci un tono per prendere informazioni che possono essere utili anche ad altre persone.”

Gli elementi quindi cardine per diventare una Beauty Blogger, ma vale per ogni categoria di blogger, sono: passione, devozione e problem solving.

Adesso vi spiego. La passione verso il mondo della Bellezza del Make Up deve essere autentica, non deve essere solo il mero gesto di truccarsi o spalmarsi  una crema. Io, ad esempio, mi trucco per esigenza nel senso che almeno così do una parvenza di ordine quando giro un video o incontro un cliente. La crema la metto perché la pelle è un organo e come tale va trattata. I miei gesti non sono dettati dalla passione ma dalla funzionalità e dal prendermi cura di me stessa a 360°. La passione, quella vera, innesca curiosità, sperimentazione e voglia di raccontarla. La passione e basta però non ti porta da nessuna parte. L’elemento chiave, di ogni blog, è che il blog risolve un problema a qualcuno.

La ricerca, la lettura degli INCI, informarsi, studiare, sperimentare tutto questo non deve essere meramente finalizzato a noi stessi se così è diventa una passione e basta, ovvero hobby. Quando tale passione e lavoro vengono dati a terzi, divulgati e raccontati allora si chiama blogging. Il blogging per farlo come si deve non necessita solo di passione verso il beauty ma anche di altre competenze: relazioni, social media, fotografia, SEO etc etc. Questo è la differenza tra hobby e diventare Beauty Blogger.

Beauty Blogger non sono solo prodotti da provare!

Come giustamente fa notare Sa Relli “Essere Beauty Blogger non significa cercare di avere più prodotti da testare ma serve essere colte sulla materia, oggettive ed avere impegno e costanza nell’utilizzare i prodotti.

Una cosa che ho imparato in tanti anni che mi occupo di queste cose per passione è che oltre allo scintillio, alla soddisfazione di comprare un prodotto ( si certo i prodotti ce li compriamo anche sapete? ), alla bellezza di fare un make up la sincerità è tutto.

Essere Beauty Blogger è meraviglioso quando ti accorgi che la tua opinione sincera conta per chi ti ascolta perché sa che non gli faresti mai fare una scelta sbagliata, perché siamo un po’ come le vostre migliori amiche, che vi danno tutti i consigli possibili per farvi star meglio”.

Come per ogni lavoro che si rispetti, il target è tutto. Se non sai chi è il tuo target di riferimento, la tua community non sarai davvero una Beauty Blogger. Non puoi parlare di tutto il Beauty possibile devi scegliere di cosa parlare, partendo dalle tue passioni ma indirizzandole verso il tuo pubblico, i tuoi follower. Una vera Beauty Blogger parla e lavora grazie alla sua community e questa si basa su un elemento fondamentale: fiducia.

Solo creando una relazione autentica con i tuoi lettori e i tuoi fan aumenteranno i follower (che non sono tutto anzi!) a questo però serve aggiungere lavoro, tempo, studio; in una parola: professionali.

Vi svelo una grande verità i brand di cosmetica hanno dei margini pazzeschi ecco perché non gli costa molto darvi dei campioncini in omaggio o prodotti da provare ma non sono stupidi, sono aziende, alcune pure internazionali e quotate. Il giochino del “fammi provare dei prodotti in cambio foto” è vecchia. Ci sono milioni di Beauty Blogger, tu esattamente cosa mi puoi dare a me brand? Come interagisci con i tuo lettori e followers? Oramai, a parte le modelle influencer che fanno product placement, i brand preferiscono lavorare con i c.d. micro influencer ovvero con persone che non hanno social da capogiro ma sanno essere professionali. Che significa? Non bucare una scadenza, creare uno storytelling di qualità, avere un’identità e seguire una linea editoriale che vede al centro il target cliente e non l’ego spropositato della Beauty Blogger.

Se parole come target clienti, storytelling, community etc sono arabo o non sai bene di cosa si parla beh hai da studiare, hai da capire che essere blogger professioniste significa lavorare e, come in ogni ambito, non basta un bel visetto per essere qualcuno.

Se vuoi approfondire ti ricordo che sul mio canale Youtube c’è il corso gratuito per diventare blogger: VITA DA BLOGGER 

 

Esaurita Sciura Milanese per vocazione e per residenza. Cucina, Viaggia e Fotografa in ordine sparso e casuale. Starnazza sempre. Non guida, ma va dappertutto.

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