Pina Ama Milano, oramai lo sapete tutti. Di recente, sul mio profilo instagram, ho pubblicato una foto della Basilica di Sant’Ambrogio ed ho ricevuto moltissimi commenti sul fatto che fosse strano che a Milano c’era luoghi del genere. Ma dico: stiamo scherzando!! Nonostante Expo ci sono ancora tantissimi preconcetti sulla città di Milano. Certamente è la città del design, del lavoro e dell’innovazione ma non dimentichiamoci che la storia di Milano e che ha un patrimonio artistico ed architettonico di tutto rispetto. Ecco perché oggi vi voglio portare alla scoperta del Sacrario dei Caduti.

Domenica con  la Sciura Milanese: visita al Sacrario dei Caduti

Da Sciura Milanese mi alzo sempre molto presto, domenica compresa. E, ve lo assicuro, non c’è momento migliore di una domenica mattina soleggiata per godere della città di Milano. Una domenica ho puntato verso l’Università Cattolica del Sacro Cuore che ho frequentato per quattro anni conseguendo la laurea in Scienze Bancarie. Ci troviamo nel quartiere Carobbio, noto per la Basilica di San’Ambrogio e l’Università noto anche come il “quartiere romano” dato che qui si trovano molti reperti di epoca romana.

Il nome “Carrobbio” indicava un incrocio delle città romane che formavano uno slargo infatti era anche chiamato “Corrivio” ovvero largo.

Il Sacrario dei Caduti è il classico monumento di Milano non considerato. Studenti, professori e curiosi dell’Università Cattolica ci passano davanti tutti giorni ma dubito che si siano fermati ad osservarlo davvero.

Domenica a Milano: visita al Sacrari dei Caduti

Il Sacrario dei Caduti  o Tempio della Vittoria è stato ereto in ricordo dei cittadini che hanno combattuto durante le guerre. Un monumento con un forte valore simbolico per rendere memoria ed onore ha tutti i milanesi che hanno protetto la città di Milano in nome della democrazia. Il Sacrario si trova nei pressi della Basilica di Sant’Ambrogio.

Il monumento fu inaugurato con una solenne cerimonia il 4 novembre del 1928 a dieci anni dalla fine del conflitto della prima guerra mondiale.

Il Sacrario è opera dell’architetto Giovanni Muzio. Alto 43 metri, a pianta ottagonale. Ogni lato del Tempio ha un valore simbolico ed ogni arco corrisponde una nicchia dedicata. Quella centrale, Al Santo patrono di Milano; le laterali, alle province conquistate e alle virtù militari.

Dentro una nicchia si trova la scultura di S’Ambrogio, alta 5 metri; rappresenta il Santo mentre brandisce il flagello e calpesta le serpi che simboleggiano i sette vizzi capitali.

Visita al Sacrario dei Caduti: informazioni pratiche

Il Tempio è aperto:
– mercoledì, sabato, domenica e festivi dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 17.00
– il 1° gennaio, la domenica e il lunedì di Pasqua,

 il 1° maggio, il 2 giugno, il 15 agosto, l’8, il 25 e il 26 dicembre dalle 9.00 alle 12.00
– ad agosto solo il sabato e la domenica, dalle 9.00 alle 12.00

Il Sacrario è raggiungibile con la M2, fermata Sant’Ambrogio oppure Ferrovie Nord Cadorna e poi facendo un piccolo pezzo a piedi (basterò seguire per l’Università Cattolica)

Tempio della Vittoria e la sua Cripta

Pochi sanno che il Tempio ha un portale che si apre e che ti porta alla cripta, sulle cui pareti sono inserite le tavole bronzee con i nomi dei Caduti della prima Guerra Mondiale. Nella cripta, di fronte alla nicchia con l’altare, si apre l’accesso al Sacrario, proposta dall’Autorità Comunale delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, in occasione della ricorrenza del Cinquantenario della Vittoria, per raccogliere le gloriose spoglie dei Caduti tumulati nei vari cimiteri della città.

Quartiere Carrobbio cosa vedere? Te lo dice la Sciura!

Vi consiglio la visita al Tempio insieme alla Basilica di Sant’Ambrgio ed un giro nei chioschi della Cattolica che sono meravigliosi. Il quartiere Carrobbio, a dirla tutta, offre molto altro come i ruderi del circo romano o la casa cornaggia medici. Senza dimenticarci del Cenacolo e del villaggio degli artisti.

Chi ha studiato in Cattolica ha un luogo del cuore: il Bar Magenta! Icona della città, bar storico, è posto  sull’angolo tra Via Carducci e Corso Magenta, questo bar è frequentato da un mondo eterogeneo di persone, dai rampolli della Milano aristocratica ai giovani universitari fuori corso, dagli artisti famosi o sconosciuti ad imprenditori e uomini d’affari. Andare al Magenta è un “must” ma è anche prassi quotidiana.

Altro caffè storico, non molto lontano è il Caffè pasticceria Cucchi, dove il tempo si è fermato e si respira ancora “la vecchia Milano”

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