Vi avevo pronunciato delle novità importanti per il blog, e una su tutte, il #TeamEsaurite che è composto, per ora, da tre fanciulle ed un maschietto.

Ho intenzione di presentarvi, tramite breve intervista, ogni membro del team. Ci tengo molto alla qualità dei contenuti del blog per questo ho stretto collaborazioni (da esaurita, si intende) con professionisti solo così posso essere sicura che le nuove sezioni avranno dei contenuti veri, con consigli concreti e che l’esperienza su Pinalapeppina diventi qualcosa di cui non potrete fare a meno!

Sfumature di Eros a cura di Michele Cogni

Michele Cogni l’ho conosciuto tantissimo tempo fa, grazie al blog, grazie al suo primo libro 50 sfumature di gola. Con lui avevamo fatto anche una ricetta afrodisiaca (ovvio!). Ci siamo persi di vista, ma ci stimiamo molto e ce la ridiamo alla grande. Ha accettato con entusiasmo il mio invito (mi vedo in modalità c’è posta per te e bastone gigante) ed ha sottoscritto il manifesto I’M THE ESAURITA. É giunto il momento di conoscerlo meglio!

Secondo te è ancora un tabù parlare di eros? Ma poi cosa si deve intendere per eros? Ritieni che ci sia confusione con pornografia?

L’eros è parte integrante della vita di ogni essere umano, dei suoi pensieri, desideri e fantasie, e del suo modo di rapportarsi agli altri.
Saffo scrisse: “scuote l’anima mia Eros, come il vento sui monti aggredisce le querce, e scioglie le membra e le agita, dolce amara indomabile belva”.
E l’eros è proprio così, una tempesta che avvolge, che scuote, che sconvolge corpo  e mente, cercare di incasellarlo o classificarlo sarebbe come cercare di ingabbiare il vento. E poi qual è davvero la differenza tra erotismo e pornografia?
La considerazione del (eventuale) livello di pornografia di un testo scritto o di un’immagine o video dipende da una serie di elementi tremendamente soggettivi, ciò che qualcuno può reputare “osceno” o eccessivo per altri è pura eccitazione. Ovviamente ciò che più balza all’occhio e crea il dilemma sono gli obiettivi del testo stesso, gli aggettivi utilizzati, i sostantivi e la situazione descritta o mostrata.
Quindi forse possiamo definirla pornografia quando semplicemente urta la nostra sensibilità o ci mette in una situazione mentalmente scomoda e imbarazzante. O forse quando ci appare carente di bellezza dato che esprime la realtà tale e quale e con parole e immagini non abitualmente condivise o accettate socialmente.
Ormai molti distinguono tra eros e porno più che altro per l’artifizio usato per esprimere ciò che fondamentalmente é la stessa cosa, desiderio e atti sessuali, solo mostrati in maniera più o meno cruda, o poetica. Ecco perché io preferisco considerare (se esista) la differenza tra eros e porno, marcata più che altro dalla cultura, dalla forma e contenuto artistico, dalla qualità di ciò che esaminiamo, perché spogliando la nostra anima non possiamo che riconoscere come in ognuno di noi sia ben presente sia l’erotico che il pornografico.
Quindi io vedo l’eventuale la linea di separazione tra l’erotismo e la pornografia come qualcosa di molto sottile, un labile confine creato dalla cultura, frutto dei valori e delle regole sociali per cui, il materiale che viene considerato pornografico è quello che infastidisce e ferisce la nostra suscettibilità dal punto di vista sessuale, perché i suoi contenuti vengono recepiti come troppo espliciti o troppo poco artistici o interessanti per i canoni comuni e condivisi. Ma la verità è che se nel profondo dell’animo e della mente piace, è sempre eros.

Quanto è importante la sfera erotica per te e come questa trova un fil rouge con il food?

Credo che lussuria e gola siano senza dubbio i due peccati più deliziosi da commettere e in cui perdersi, giocare e miscelare nei sensi.
I sensi in fondo sono il veicolo che ci unisce al mondo, alla realtà, attraverso di loro noi percorriamo la vita, le vie infinite delle sensazioni ed emozioni.
Ma visto che io sono principalmente un goloso (di tutto), nonché autore di un libro di ricette afrodisiache, posso portare a esempio dei sensi l’immagine di una cena, una deliziosa e complice serata a due.
In realtà io credo che ciò che possa rendere davvero eccitante una cena siano più che altro i pensieri, gli sguardi e i gesti di chi partecipa.

L’osservarsi reciprocamente gli occhi, le labbra, la bocca mentre si riempie e si svuota progressivamente, la lingua che, a volte, appare lieve a solleticare e ripulire le labbra.

Il saper godere con ogni senso mentre si assapora, anche in maniera deliziosamente provocante, i bocconi più succulenti. Saper cogliere la sensualità delle mani che si muovono sul piatto, sulle posate e ancora di più intorno al calice, di come il vino scivola lungo il cristallo per riversarsi tra le labbra, bagnandole delicatamente. Ed è proprio in queste percezioni sensoriali, capaci di provocare sguardi e gesti di reciproca intesa e di profonda complicità, che risiede e vive il vero potere afrodisiaco del cibo, dell’unione di cibo ed eros, perché la stimolazione del palato non tarda mai a espandersi e coinvolgere tutti gli altri sensi. Anche perché, onestamente, cosa si desidera sempre appagare prima di tutto se non la mente?

La passione di scrivere racconti erotici come è nata. Quali scrittori consiglieresti a chi non ha mai letto niente del genere?

In realtà è nata quasi casualmente, per sfida e gioco, poi come ogni passione più intensa ha preso il sopravvento su altre ed è diventato un piacevole diletto. Ma perché? Perché scrivere eros? Come direbbero i latini, cui prodest?

E in effetti il primo pensiero che mi viene in mente è che in fondo si tratti un po’ di un modo di espormi, una piccola vetrina personale, in fondo scrivere è spesso una personale manifestazione di esibizionismo, anche perché scrivere senza sperare e desiderare ardentemente che qualcuno legga e provi una qualche emozione nel farlo, è decisamente impossibile.
Credo che lo scrivere eros gratifichi ben due volte, la prima è un piacere personale, edonistico, profondamente erotico, di rendere permanente una propria emozione o fantasia, fissarla per sempre così come l’ho immaginata, prima che svanisca, sapere di averla resa in un certo modo ancora più reale, più indimenticabile e sempre recuperabile..

La seconda senza dubbio nel ricevere apprezzamento per ciò che si ha esternato, nello scoprire di aver donato emozioni, stuzzicato menti e perché no, suscitato eccitazione in chi legge, perché è un po’ come fare l’amore con la mente del lettore.
Non ho sinceramente mai amato i consigli di lettura, ma senza dubbio nell’ambito erotico può essere interessante scoprire autori come Marguerite Duras, Anais Nin, Nabokov, Alina Reyes, Pierre Louys, Lawrence, Pauline Reage, Apollinaire, e perché no, De Sade, seppur sia decisamente forte in molti casi.

Che cosa dobbiamo aspettarci dalla tua rubrica “Sfumature di Eros” e che riscontro ti aspetti?

Cosa aspettarvi? Sinceramente non lo so, spero sia una scoperta ed evoluzione continua, parole che possano divertire, incuriosire, stuzzicare e far magari pensare.  Troppi vedono l’erotico solo come un semplice e stimolante risveglio sessuale, lo stuzzicamento della fantasia.
Io vivo, concepisco e scrivo dell’erotico perché è la più profonda, intima, possente e irrinunciabile forza di vita, una forza che ci spinge e sprona a vivere lungo una direzione fondamentale, verso la piena consapevolezza di sé, dei desideri dei pensieri e delle emozioni, spezzando catene, vincoli e tabù assurdamente inculcati nelle menti da una risibile cultura vetero-religiosa il cui scopo è solo limitare e frustrare l’immensa passionalità che si cela in ogni essere vivente, l’istinto atavico e squassante che ribolle nelle nere profondità dell’animo.
Perché in fondo è questo che siamo intimamente, perché i grandi filosofi ci hanno detto: penso, dunque sono, ma lo spirito nero nel nostro animo sussurra nei nostri sogni: sento, dunque posso essere libero!
Che in noi risiede ancora profondo l’ancestrale istinto dei primati remoti che siamo stati, feroce, carnivoro, possente e vorace.
Perché c’è ancora il genoma delle scimmie primordiali in noi.
Poi certo c’è anche chi scopre, andando allo zoo, che l’orango si ricorda ancora bene di lui…

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Twitter: @michelecogni

Tumblr: michelecogni.tumblr.com

Mail: michele1966@hotmail.com

 

 

 

 

 

 

 

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