Quando si tratta di trascorrere una piacevole serata a Milano, magari in un ristorantino di qualità spessissimo le persone vanno in panico. Troppo spesso nel cercare ristoranti gourmet a Milano ci si imbatte in locali in, con nomi altisonanti dove però l’esperienza culinaria non sempre garantisce qualità, servizio e cortesia.

Per questo oggi sono molto contenta di condividere con voi la mia esperienza nel ristorante Ada e Augusto a soli 20 km dal centro di Milano, dove la campagna lombarda incontra il Giappone grazie allo chef Takeshi Iwai.

Ada e Augusto: ristorante gourmet Milano dove l’Italia incontra il Giappone

Qualche settimana fa, con i primi geli, io ed il Giammy ci siamo dedicati un venerdì sera di coppia, come non succedeva da tantissimo tempo. Si sa, vivere e lavorare a Milano è piuttosto frenetico; penso però che concedersi dei piccoli piaceri sia diverso. Fare un’esperienza a 360° tramite piatti preparati magistralmente sia un piacere che tutti devono provare.

Il Ristorante Ada e Augusto è questo: un’esperienza visiva, olfattiva, gustativa e, per me che amo il Giappone, anche un ricordare viaggi passati. Ma andiamo con ordine.

Perché l’Italia incontra il Giappone nel ristorante Ada e Augusto?

Il ristorante si presenta accogliente e ricco di dettagli e non potrebbe essere altrimenti essendo collocato nella settecentesca e suggestiva casa patronale di Ada e Augusto Monti.

Il Giappone con il suo stile di cucina antico e moderno e la sua ricerca costante di materiali di eccellenza è stata portata dallo chef Takeshi Iwai che, come lui stesso mi ha raccontato, si è innamorato del territorio, della produzione della cascina e la possibilità di selezionare in prima persona le materie da utilizzare. Il ristorante Ada e Augusto è infatti un ristorante gourmet a chilometri zero ma di quelli veri. Intorno la campagna lombarda e la varietà di prodotti in grado di offrire con il susseguirsi delle stagioni che lo chef è in grado di impreziosire e trasformare in piatti sempre nuovi che stuzzicano e coccolano i cinque sensi.

I piatti sono assolutamente italiani, con materie di qualità e che rispettano il territorio, la stagionalità e se vogliamo anche la cultura lombarda… ma lo chef Takeshi Iwai li ha completamente reinventati sia nella presentazione, nelle tecniche e nella capacità di accostare ingredienti e sapori differenti per creare una continua esplorazione di gusto.

Ogni piatto è presentato con ciotole e stoviglie giapponesi (acquistate direttamente dallo chef dal suo amato Giappone) e si presenta visivamente minimale, pulito e con consistenze diverse e che spessissimo si sviluppano verso l’alto.

La cosa che più amo dell’Asia, ed in particolar modo del Giappone, è la cura maniacale dei dettagli in cucina; l’esplosione di sapori diversi che sembrano non finire mai. Questi elementi sono gli stessi che ho trovato nella mia cena gourmet da Ada e Augusto

Esperienza Gourmet a Milano alla portata di tutti

Se vi state chiedendo cosa abbiamo mangiato esattamente; ecco il menu.

Anguilla alla brace, tataki di manzo, scarola con polvere di liquirizia, maionese al rafano e finger lime 

Questo è stato per me il mio piatto preferito. Amo l’anguilla e in Italia non la trovo mai, l’ho mangiata invece spessissimo in Giappone proprio in tataki ed aver ritrovato quella stessa consistenza mi ha quasi fatto commuovere per la felicità; ma la cosa ancor più straordinaria è che quando pensi di aver terminato il tuo personale piacere nel degustare l’anguilla, arriva il manzo con la scarola che rinfresca.

Tagliatelle al ragù alla Tzukemen

Le tagliatelle penso che siano un piatto divertente e che pochi avrebbero avuto il coraggio di toccare; ma se c’è una cosa che ho imparato in Giappone è la loro cultura per la pasta. Chi mi conosce lo sa, che dico sempre che tra Italia e Giappone ci sono dei punti di contatto fortissimi in cucina. Chef Takeshi Iwai con questo piatto li rappresenta alla perfezione.

La taglietella nostrana, cucinata a regola d’arte strizza l’occhio al Giappone con le salse, l’arte di intingere ogni boccone in un sapore differente e gustare fino alla fine il piatto. E l’idea di mangiare la tagliatella con le bacchette beh, che dire? Io lo faccio a volte a casa 🙂

Costina di maiale cotta alla brace, laccata con riduzione di cavolo rosso, polvere di crauti e pepe giapponese, patata e cavolo rapa senapati, cavoletti di Bruxelles

Sapete che non sono una “mangiacarne” ma quando la carne è di qualità non solo la mangio, ma me la godo fino all’ultimo morso.

Parliamo di carne allevata in cascina, senza chimica e schifezze varie. E poi che dire? Il cavolo rosso lo amo e troppo spesso in Lombardia ci si dimentica di quanto siamo nordici e in questo piatto l’ho sentito tutto.

Tiramisù e La mia Cascina

I dolci sono una cosa spettacolare. Il tiramisù è un’esplosione di gusto, di consistenze differenti che non è paragonabile a nessun altro. È in fatti il tiramisù di Ada e Augusto. La mia Cascina, oltre ad essere visivamente fantastico, sarebbe da far assaggiare ai più piccini o a chi ha dimenticato il vero sapore del latte.

Come avrete capito l’esperienza mi ha appagato completamente. Il servizio è stato impeccabile ed il ristorante è ideale per una cene romantica o in compagnia.

Per me gourmet non significa costo irraggiungibile e il fatto che presentino una degustazione completa ad un prezzo fisso secondo me rende il Ristorante Ada e Augusto un luogo da provare e riprovare.

Il bello della degustazione è che fai un percorso di sapori, un viaggio dei sensi senza doverti minimamente preoccupare di cosa ordinare.

Il ristorante organizza sempre eventi ed esperienze diverse, consiglio quindi di tenere d’occhio al sito del ristorante nella sezione degli eventi o la loro pagina Facebook.

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