Ammetto, non amo Instagram perché è la quinta essenza espressa in maniera artificiale. La vita però è bella perché mi smentisce sempre. Con Giulia è stato così. Mi sono subito innamorata del suo feed di Instagram un po’ retrò, con pennellate di grigio argento e quel gusto buono del cappuccio al mattino. Non mi sono chiesta chi fosse o che facesse anche perché, all’inizio, la sua biografia era sprovvista di qualsiasi richiamo ad un’attività commerciale. Mi piacevano le sue foto, i dettagli, un mondo in cui entravo in punta di piedi. Poi un bel giorno è comparso “Harlequeen Sarta Italiana” e mi sono detta: una sarta? Una vera sarta, italiana e lombarda? No vabeh la voglio! E così è stato. Non me la sono ancora portata a casa ma l’ho adottata nel mio mondo delle persone genuine e che fanno bene al nostro paese. Giulia e sua mamma hanno una sartoria 100% italiana nel cuore di Mantova .

Giulia è giovanissima, creativa e con quelle note nostalgiche che hanno tutti veri artisti. Mamma Danila è la donna da ago e filo, quella delle grandi imprese e della schiena piegata in due fino a quando un lavoro non è ben fatto. Madre e figlia, un connubio che non sempre può finire bene ma in questo caso è un inizio in salita ma che, ne sono certa, avrà un futuro meraviglioso.

Una giornata con Giulia e la sua Harlequeen Sarta Italiana

1.Nasci con ago e filo in mano o la tua passione trova origine altrove?

In realtà, fino ai 18 anni, non solo non avevo mai preso un ago in mano (se non consideriamo un tentativo fallimentare di realizzazione di un abito per la Barbie a sei anni), ma nemmeno mi sfiorava l’idea di farlo. Un giorno, complici fatti della vita e la consapevolezza che i capi che realizzava mia madre per me fossero unici e stupendi, ho pensato:”Perché no?”. La mancanza di un lavoro stabile per entrambe, l’insoddisfazione per una vita che non sentivo mia e quello che a me piace definire “candore e furia”, ci hanno dato la spinta.  

2. Se dovessi presentarti con tre parole legate al cucito?

Orlo a mano: è semplice, quanto rilassante. Inoltre, per imparare a farlo alla perfezione, mia madre non mi ha fatto fare altro per mesi.

Concentrazione: sono una sbadata cronica, eppure quando cucio non combino alcun guaio.

Disfare: Fare, disfare, rifare. Nulla, assolutamente nulla, esce dalla sartoria se non è come dico, o meglio, come diciamo noi. A costo di rifarlo mille volte. 

3.Cosa significa per te made in Italy?

 Made in Italy. Fatto in Italia, da italiani, con prodotti italiani, in laboratori, botteghe, industrie italiani. Non è un capo fatto all’estero e confezionato qui. Non è olio mischiato o prodotti esteri che di italiano hanno solo il nome. E’ cura del dettaglio, genio, qualità, parolacce in dialetto se qualcosa non riesce al primo colpo. E’ la salvaguardia di posti di lavoro e tradizioni

4.Quali sono le considerazioni da fare prima di intraprendere una piccola attività?

Quando l’idea c’è, ed è buona, la prima cosa a cui pensare, per me ovviamente, è: sarò in grado di portare avanti ciò che ho iniziato? Aprire un’attività significa lavorare anche con la febbre, non fare tardi il sabato perché la domenica c’è una consegna da finire, avere molta pazienza, concedersi qualche momento no ma tornare più forti di prima, studiare continuamente per essere i migliori. Significa darsi delle priorità anche con il denaro e non lasciarsi prendere dall’acquisto compulsivo di cose belle ma inutili. Poi c’è l’aspetto burocratico che, sembra strano, ma è la parte “meno difficile”. E, soprattutto oggi, serve coraggio. Se la risposta alla domanda è SI, se non si dorme la notte per mettere a punto ogni dettaglio e desiderare ardentemente di mettersi in proprio, allora si è sulla buona strada.

5. Lati positivi e negativi di lavorare in famiglia a stretto contatto con tua madre?

Solo lati positivi, perché in realtà mia madre è la miglior collega che io possa avere. Ci capiamo al volo, non c’è invidia, non perdiamo tempo a parlare di cose che non ci interessano, siamo precise, puntuali e puntigliose. Mi sta insegnando tutto (cuce da quando ha quattro anni). Litighiamo solo se siamo molto stanche. Mio padre invece, in pensione, ci dà un mano in ciò che non riusciamo a fare per mancanza di tempo, è comprensivo e disponibile. Soprattutto, se sono nervosa, non infierisce, anzi. Insomma, lati negativi non ne vedo.

 

 

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• Avrei mai pensato, un giorno, di realizzare insieme alla mia mamma un abito per Carla Fracci? No, certo che no. Ed è ancora più straordinario se penso a come eravamo, a quando siamo partite, giocandoci tutto con candore e furia. Allora un augurio, proprio oggi, lo devo fare. Auguro la resilienza, auguro una scintilla di rabbia, auguro coraggio e poesia alle donne che non ce la fanno davvero più. Alle licenziate, che magari aspettano un bambino, alle madri di bimbi malati, alle figlie impotenti. No, non sono una femminista, non lo sarò mai. Piuttosto, futurista. “DONNE, RIDIVENTATE SUBLIMAMENTE INGIUSTE, COME TUTTE LE FORZE DELLA NATURA!” | Courtesy of @museofrancescomessina | Ph: @gbalocco • #8marzo #festadelladonna #futurismo #donne #photography #photooftheday #lovemyjob #meandmymom #sartoriale #sartorialist #sartorialstyle #sartoriaitaliana #fashionista #fashionblogger #milano #portrait #carlafracci #mantova #fattoamano #madeinitaly #ootdmagazine #ballerina #studiomuseofrancescomessina #art #fotografia #lavitainunoscatto #ritrovailbello #happyme #milano #eventimilano #paginedivita

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6. Cosa vorresti per il made italy?

Vorrei un’Unione Europea che non tentasse di affossare le nostre realtà produttive ed artigianali e una maggior tutela dei nostri prodotti. Vorrei un cambio di rotta ancor più repentino e un’ulteriore consapevolezza dei consumatori, che alla bella confezione e alla corretta strategia di marketing, preferiscano la sostanza. Una cultura “d’autore” più che di “firma” insomma, sforzandosi di non lasciarsi abbagliare da cose carine ma senza valore (a volte costose ingiustificatamente) o servizi scadenti a basso costo, preferendogli

7. Dove ti vedi tra 5 anni? Pensi che sarai Sarta tutta la vita o il tuo lato creativo/digitale ti potrà portare altrove?

Non lo so, sono troppo pragmatica per fare previsioni a così lungo termine. Certo è che abbiamo vari progetti in cantiere (come accessori o modelli di nostra produzione, in collaborazione con il mio ragazzo. Tutto in famiglia insomma!). Inoltre, ci piacerebbe, un giorno, occuparci solo di su misura. Vedremo…Intanto penso a migliorare sempre più nella sartoria, come nella fotografia e nel web, per poter mostrare con modi nuovi questo straordinario lavoro. Una sarta 2.0!

Per scoprire il mondo di Harleqeen Sarta Italiana qui i riferimenti

Negozio Harlequeen 

Via Cavour 9/a
46100 Mantova MN
Italia
Pagina Facebook @SartoriaHarlequeen
Profilo Instagram  @h.a.r.l.e.q.u.e.e.n

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