Si fa tanto parlare dell’importanza del dress code ma siamo sicuri di conoscere davvero il suo significato? Mi sono interrogata sul concetto di dress code, sugli utilizzi e soprattutto se, da Freelance, potesse essere uno strumento o un ostacolo al Self Branding. Voglio condividere con voi gli esiti dei miei ragionamenti e della lettura di articoli e libri scritti da professionisti del settore (Stylist, Consulenti di Immagine etc).

La prima impressione conta se vuoi vendere: l’importanza del Dress Code

Cos’è il Dress Code?

Iniziamo dalle basi e dal significato letterario. Wikipiedia ci spiega che il Dress Code è:

Il codice di abbigliamento è un insieme di regole scritte, o il più delle volte tacite, relative all’abbigliamento. Tutte le società umane hanno da sempre adottato un codice di abbigliamento, che serve a dare un’indicazione del rango sociale, della classe a cui un individuo appartiene, la sua professione, la religione, il suo stato civile  o il suo orientamento sessuale”.

Quindi abbiamo tutti compreso che il Dress Code sono regole “imposte” per determinate occasioni: matrimoni, lavoro, cerimonie ed eventi.

Occasioni tradizionali di Dress Code?

E’ piuttosto semplice seguire un Dress Code quando siamo invitati ad un matrimonio perché sappiamo che i colori banditi sono il bianco, il nero ed il rosso. E’ altrettanto ovvio che al funerale non metteremo mai un abito sgargiante e con paillettes. Diventa però difficile seguire un Dress Code quando nessuno ci fornisce prima le istruzioni; parlo, ad esempio, di un colloquio di lavoro, di un pranzo di affari ma anche più banalmente della prima volta che si va a cena dalla futura suocera.

Non avere le idee chiare di cosa indossare può metterci in ansia, prima dell’occasione, e durante l’avvenimento perché ci potremmo sentire fuori luogo e questo ci porterà a non essere sicuri di noi stesse creando situazioni di imbarazzo o altro.

Navigando, ho trovato molto utile ho trovato questa guida di Zalando Privé che con info grafiche semplici spiega i diversi Dress Code da tenere sul lavoro oad un appuntamento romantico.

Il Dress Code nel Personal Branding: ci serve davvero?

Il detto “l’abito non fa il monaco” sappiamo tutti che è riferito al non fidarsi troppo delle persone affabili e ben vestite perché potrebbero essere degli squali; questo però ci fa capire come l’abito sia il nostro biglietto da visita e pertanto valorizzarsi e sapere cosa indossare può aumentare il successo del nostro business. Vale per ambo i sessi; ma si sa che noi donne siamo spietate! Sia nel giudicare gli altri sia nel nasconderci o vestirci male. Quante volte usciamo trasandate, struccate e con un mollettone in testa? Quando lo facciamo sappiamo bene che stiamo urlando al mondo “non mi guardare, non mi parlare oggi mordo!”.

Però, devo dirvi la verità, anche quando non ne abbiamo voglia dovremmo darci un contegno, soprattutto se siamo Freelance, perché ogni incontro, anche casuale, può diventare un’occasione importante. E da qui mi è nata la domanda “Dress Code e Self Branding vanno a braccetto o fanno a pugni?”.

Il Dress Code nel Persona Branding: ci serve davvero?

Spiegare in poche righe cosa significhi fare Self Branding è piuttosto difficile; voglio però farvi ragionare sul fatto che noi siamo il boss di noi stesse, siamo il brand che vogliamo vendere. Se sei una Freelance questo è davvero fondamentale. Noi siamo il servizio, il prodotto che stiamo vendendo. Più noi siamo percepite come professionali, affidabili, innovative ed efficienti e più riusciremo a vendere. Se comunichiamo i nostri servizi online la percezione delle persone diventa la base per la nostra strategia di marketing e di vendita. Quindi, capite bene, che come ci vestiamo, che immagine condividiamo al mondo è fondamentale. L’immagine di noi stessi, per un buon Self Branding, deve essere autentica (non dobbiamo entrare nei panni di qualcun altro) e deve, al contempo, rispecchiare il nostro lavoro, la nostra filosofia ed essere, al contempo, unica e inimitabile.

Persone come Salvini, Marchionne e Paola Marella hanno fatto dell’abito il loro self branding. Salvini con il felpone da “uomo comune” Marchionne con il suo maglione che, stupidamente, si pensava fosse una cosa solo “contro” il sistema ma che, in realtà, nascondeva una strategia comunicativa ben chiara, infatti lo indossava anche d’estate. Paola Marella con il suo ciuffo bianco risulta identificabile e unica.

Come si può quindi essere unici e seguire il Dress Code?

Personalmente ho capito che per noi altre, comuni mortali della partita iva e del blogging, il Dress Code è il nostro alleato… occorre solo cambiare approccio. Invece che farci imporre il Dress Code dobbiamo crearne uno nostro, che sia in linea con il nostro brand (ovvero noi stesse).

Dress Code e Self Branding stanno bene insieme, l’importante è porsi come obiettivo finale la coerenza e l’identificazione dei valori. Quindi pensiamo a ciò che ci valorizza il fisico ma anche a come siamo introverse, spumeggianti, rock o minimal e facciamo un mix equilibrato del tutto.

Creiamo il nostro stile personale, qualcosa che ci identifichi senza dimenticare mai, prima di scegliere un outfit, in quale occasione lo stiamo indossando. Creare 4,5 Dress Code per le occasioni d’uso, sempre coerenti con l’immagine che vogliamo vedere, è la strategia migliore per non impazzire a vestirsi e dare di noi stesse un’ottima impressione!

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