Vita da blogger è una di quelle parole che ogni persona che ha un blog scrive; che si tratti di una keyword, una descrizione o un mega titolone. Agli eventi siamo tutte blogger, sul web ci definiamo tutte blogger e quindi è giusto parlare di vita da blogger. Quello che però nessuno dice o scrive che solo il 10% è freelance, a partita iva, e lavora con il blog.

Moltissime blogger hanno dei siti bellissimi ed hanno nel loro portfolio collaborazioni importanti ma mi chiedo quante di queste siano lavori con emissione di regolare fattura e pagamento delle tasse.

100% creativa, freelance e blogger professionista: lavorare  di passioni si può?

Sono a partita iva dal 2016 perché è stata l’unica maniera di ritornare nel mondo del lavoro. Il primo anno, lo ammetto, vivevo la partita iva come la mia ancora di salvezza per avere uno stipendio fisso; in sostanza invece che farmi assumere lavoravo a partita iva. Questa cosa del “non ti posso assumere aprirti una partita iva” è una prassi ormai consolidata in Italia grazie alle geniali leggi sul lavoro. Il lavoro in Italia c’è e ci sono anche i professionisti; il problema che un’azienda per assumere una persona deve fare sacrifici enormi, si deve sobbarcare le inefficienze burocratiche ed economiche dello stato italiano e conseguentemente dice di no. È troppo comodo prendersela sempre con le aziende senza aver provato a stare dall’altra parte. Come tutti sapete, ho 10 anni di esperienza in intermediari finanziari ed organizzazione aziendale ed ho visto, analizzato e controllato anche i costi del personale. Un dipendente costa più del doppio di quanto percepisce ed in realtà medio/piccole assumere una persona può spostare davvero il budget di un’impresa.  Tutto ciò sottolineato, capite bene che il “male” di costringere la partita iva alle persone nasconde un problema (una voragine oserei dire) più complessa.

Io sono entrata nella categoria “o a partita iva o niente lavoro” e così ho fatto. Nessun ragionamento, nessun pro e contro ho alzato il telefono ed ho chiamato il mio amico Alessandro, commercialista, e gli ho spiegato la situazione. Lui, nel classico stile romano, ha esordito: “Sti cazzi! Apri la partita IVA e vedrai che con la tua testa e professionalità farai grandi cose”. Ammetto che le sue parole mi sono apparse frivole, prive di fondamento e molto vicine ad una presa per i fondelli. Oggi, dopo due anni, capisco che aveva ragione.

Ho un blog da sempre, da quando ancora esisteva Splinder e mangio pane e wordpress da oltre dieci anni; inoltre, nel corso degli anni, ho gestito un’associazione no profit, scritto per il blog ufficiale di FIAT e fatto tantissime esperienze nel digital. Tutto questo però non l’ho mai detto, non l’ho mai condiviso e soprattutto non ho mai analizzato perché sono stata in grado di organizzare eventi da più di 700 persone, di creare un digital magazine e di scrivere per blog istituzionali. Non era importante, non era necessario era solo un hobby. Io però, lo voglio sottolineare, ho sempre fatto tutto per passione e gratuitamente e mai  per ricever un prodotto/servizio o accomodation gratis. A me “il profumo del gratis” non piace, anzi puzza!

Oggi riparto da me e dalle mie competenze.

Ho vagato nel 2017 alla ricerca di risposte. Prima mi sono iscritta allassociazione travel blogger pensando fosse la mia strada, poi ho acquistato corsi e frequentato lezioni per accorgermi che nessuna persona incontrata sulla mia strada poteva aiutarmi fondamentalmente perché ne sapevamo entrambi in egual modo (a volte ne sapevo più io di loro). Mi sono trovata ad un corso con blogger big (non faccio nomi per evitare problemi) in cui una di queste mi ha preso da parte e mi ha detto “Sara non comprendo cosa sia venuta a fare al corso, sai già tutto e hai un potenziale enorme devi solo avere un progetto”.

Un progetto. Questo il nocciolo della questione. Nel 2017 volevo una sostituzione immediata al datore di lavoro che non mi ha assunto ma ragionavo ancora nella mentalità di dipendente e cercavo aiuto negli altri che, lo sappiamo, agli altri di te non gliene frega un cazzo.

Blogger professionista per consulenze wordpress e digitali

Oggi è il 2018, metà 2018, e sono consapevole che ho speso tempo, energie e denaro ma era necessario per cambiare pelle per crescere e per essere consapevole dei miei skills, della mia professionalità e del fatto che a partita iva posso fare ciò che mi pare.

Qualcuno potrebbe pensare che è una questione di insicurezza, vi assicuro che dieci anni nella finanza ti formano mentalmente e che la professionalità diventa una cosa molto seria; ma oggi, tremante e felice, sono qui per annunciarvi che ho deciso di unire le mie competenze in processi aziendali a quelle di wordpress.

Blogger Professionista e Digital Content. Consulenze su wordpress, blogging e su come fare della tua passione il tuo lavoro

Ho deciso di creare il mio sito personale con i miei servizi   per dare più concretezza, professionalità e trasparenza al mio lavoro. Moltissime le blogger che si fanno pagare per fare workshop o conslenze; niente di male se sono delle professioniste ma io ho questo tarlo della “professionalità riconosciuta” ed allora mi sembrava improprio parlare di servizi, di consulenze wordpress e blogging su Pinalapeppina che il mio salotto dove ci beviamo caffè e centrifugati mentre parliamo di viaggi e di ciò che ci fa stare bene.

Per poter essere il più trasparente possibile sui miei servizi identificare bene i miei clienti è stata la cosa principale. Lavoro già con professionisti e piccoli imprenditori che non hanno tempo e voglia di imparare ad usare wordpress e che vogliono uno sito o un blog portfolio per farsi trovare dai clienti e ampliare i propri orizzonti.

Oltre che ai piccoli business mi rivolgo alle blogger a quelli che vorrebbero ma non sanno. A quelle “lo fan tutte forse non è il caso”; di che sto parlando? Lavorare con un blog e guadagnare. Tranquilli, mi conoscete! Non sono la Vanna Marchi delle blogger non sono qui a regalare unicorni ed a prendervi in giro. Le mie consulenze si basano sulla mia esperienza ma sopratutto sulla mia conoscenza di processi aziendali e start up.

Fare blogging è fare business e quello che ho imparato in azienda è come organizzare il lavoro, come definire servizi e trovare il giusto equilibrio tra costi e benefici. Tutte queste robine qua, che comprendo per alcuni sono arabo, sono meccanismi che si applicano a qualsiasi impresa e quindi anche al tuo blog. Cambiamo approccio e parliamo di impresa, di professione blogger e di professionisti se siete tra queste io posso aiutarvi. Niente unicorni ma lavoro e consulenze per tracciare la tua strada.

Il sito Sara Valsania è ancora in progress, manca la sezione dedicata a chi vuole diventare un blogger professionista e sopratutto, che ci tengo molto, ad una sezione dove fornirò risorse gratuite per i blog. Mi prometto che ogni settimana vi pubblicherò strumenti, articoli e vi fornirà tutto il necessario per crescere.

Oggi vi invito solo a riflettere sul fatto che noi possiamo fare ciò vhe vogliamo se lo desideriamo davvero e quando abbiamo tanta confusione in testa non sempre chi ci sta vicino ci può aiutare ma è bene ampliare gli orizzonti e buttare l’occhio oltre a quello che si conosce.

Cin Cin Esaurita e buon blogging a tuttti!

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