Ho conosciuto Cristiana a Milano in Verticale bellissimo blogtour su e giù per la mia Milano, te lo sei perso? Ti lascio il link all’articolo: milanoinverticale blogtour. Appena ho visto Cristiana l’ho associata alla Svezia. Sarà per i suoi colori chiari, per il suo modo di fare che pare timido e distaccato ma poi si svela come una persona molto professionale e che non teme mai di dire la propria opinione e di dare il proprio contributo.

Cristiana è freelance e lavora con il web. Non è una di quelle che ci prova; lei è una donna che paga le bollette con il suo lavoro e non è una blogger ma lavora anche con le blogger. Da dummies della partita iva il percorso da freelance da Cristiana mi ha incuriosita e così ho deciso di porle qualche domanda su com’è una vita da freelance.

Una giornata da freelance: lavorare con il web conosciamo Cristiana Pedrali

Vita da freelance: come ci sei finita in questo vortice? 

Ci stavo pensando proprio ieri!

Sai cos’è ironico? Io mi sono sempre vista come la tipica “dipendente” e, tra l’altro, “ottima esecutrice”, ma scarsa in campo “ideazione”.

Un profilo che è molto lontano da quello della freelance, non credi?

Invece la vita ti sfida sempre.

Qualche anno fa mi sono resa conto che ero ingolfata in una situazione lavorativa che non mi piaceva: la situazione era “sicura”, certo, ma io mi sentivo morire, non ero serena.

Credo di essermi fatta la domanda che ci facciamo in molte: “Ma davvero la vita è così?

Casa, lavoro, casa, letto, casa, lavoro, casa, letto in una sequenza che si interrompe solo per qualche viaggio o serata al cinema o uscita con le amiche?

Ho iniziato un percorso di ricerca e mai, ma proprio mai mi sarei aspettata di trasformarmi in freelance.

Invece, alla fine di 3/4 anni di ricerca, di tentativi, di studio e di formazione, eccomi qui nel amia veste di professionista della comunicazione via social media indipendente, con tutto quello che comporta la vita da freelance.

Spiegaci che differenza c’è tra l’attività del freelance e quella del blogger?

La freelance è una lavoratrice indipendente che presta le sue competenze professionali in cambio di un compenso definito tra lei e il committente.

La blogger ha un blog, ovvero una sorta di diario digitale in cui illustra temi che le stanno a cuore.

Ogni blogger è una freelance? No, non direi.

Ogni freelance è una blogger? Come sopra.

Certo che il blog può diventare un elemento del marketing mix a cui una freelance può fare riferimento per raccontare e promuovere cosa fa e come lo fa.

Però, come sottolineo sempre alle mie clienti e alle mie amiche in cerca di suggerimenti, guai a pensare che il blog risolva tutta la comunicazione di una freelance o anche di un brand strutturato; direi che non si potrebbe incorrere in errore pià grande e delusione maggiore.

Vita da freelance: raccontaci la tua giornata tipo

La mia giornata varia molto da impegni  e progetti che sto seguendo che ho, ma questo non significa che non sia strutturata o scandita da tempi abbastanza rigidi.

Vorrei qui dirvi che il sillogismo freelance=ti alzi alle 9 e prendi un cappuccino iper schiumoso da fotografare, nella mia vita, è inesistente.

Magari può succedere che per recuperare la nottata passata in un progetto che mi ha coinvolto particolarmente io mi possa alzare alle 9, ma non sempre è possibile né avere capuccini da instagrammare né recuperare nottate spese a studiare, scrivere e progettare.

Di norma programmo le giornate in modo abbastanza puntiglioso segnando tutto in Google Calendar.

Faccio un check delle mail per capire se c’è qualche urgenza e poi procedo a completare i progetti che sto seguendo approfondendo materiali e informazioni, scrivendo e pianificando.

Cerco sempre di spezzettare un progetto in più fasi: non è semplice.

Ho spesso la “sindrome da giorno prima dell’esame” per cui può capitare che arrivi al giorno prima della scadenza con la parte “materiale” da scrivere, ma è sempre più raro.

Ho imparato a iniziare a lavorare non necessariamente quando ho tutto il materiale che mi necessita né tantomeno quando ho ben chiaro cosa devo fare.

Inizio, butto giù idee, faccio ricerche partendo magari, in modo azardato, dalla parte finale o dalla metà: l’importante è iniziare.

Se aspettassi sempre e solo il momento giusto, l’ispirazione o di avere le idee chiare su tutto, farei ben poco.

Ti devi iniziare a sporcare le mani, scrivere, ad esempio, il company profile della tua cliente, ridefinirlo per come lo vedi tu e da lì cercare l’immaginario figurativo legato a quello che hai scritto e avanti, poi, con la definizione della storia che vuoi raccontare, la ricerca del wording legato alle diverse attività del business e via dicendo.

E’ un po’ come un viaggio: spesso è inutile stare a aspettare il momento giusto per fare quel viaggio che sogni da una vita.

Devi fare il primo passo e da lì le cose si evolveranno.

E’ un po’ successo così per alcuni dei miei viaggi più sognati, ad esempio l’Australia.

Ma magari te lo racconto quando mi chiedi della mia “seconda vita” da travel blogger.

Però funziona così anche per i miei progetti lavorativi.

Come frelancer quali sono i tuoi clienti tipo?

Piccoli  e medi business che operano nel settore turismo e promozione del territorio, perché io vengo da lì.

Ho una lunga (magari togliamo lunga che poi si capisce che sono “matura” ah ah ah!!!) esperienza nel settore hotellerie e turismo online e quindi questi sono ambiti che non solo padroneggio, ma che mi appassionano.

Entrando nello specifico dei dati demografici, la maggior parte delle mie clienti sono, appunto, donne che hanno una passione incredibile per quello che fanno, una dedizione incrollabile al loro progetto, e quando dico incrollabile significa che anche se vanno a terra, trovano dentro di sé la forza e il coraggio di rialzarsi e di rimettersi in gioco.

Sono spesso professioniste preparatissime e se sono all’inizio, sono le prime a voler formarsi, imparare, mettersi alla prova mettendo da parte imbarazzo e anche umiliazione, perché qualche volta chiedere a chi ne sa più di te non è facile.

Quanto conta nel tuo lavoro l’utilizzo dei social network?

Sono il mio lavoro.

Io mi occupo di studiare e implementare strategie di comunicazione di piccoli  e medi business via social.

Ma sono anche una che ti tormenta con la storia che se pensi di comunicare solo con i social e credi di vendere solo perché sei su Facebook, ecco abbiamo un grosso problema di base e prima di parlare anche solo di collaborare, è meglio che ci chiariamo tutte le idee su cosa comunicare, come comunicarlo e dove.

Quali consigli dai a chi sta intraprendendo il tuo stesso percorso?

Sono io quella continuamente in cerca di idee e consigli, figuriamoci se li posso dare.

Posso solo dire che, e lo so che sembra scontato, devi trovare un equilibrio tra due fattori ingombranti e entrambe importanti: chi sei tu e cosa vogliono gli altri.

Non puoi imporre chi sei tu agli altri.

Difficile davvero che tu abbia la verità rivelata su ogni singola cosa e aspetto, anche a livello professionale, anche se sei una professionista seria e preparata.

Al contempo, non puoi “farti tirare la giacchetta”, come si diceva una volta, a destra e a manca: devi sapere quali sono i tuoi punti fermi, i tuoi valori e i tuoi limiti, e sapere che “stiracchiarli” a destra e a manca per soddisfare gli altri, clienti o colleghi, torna indietro a boomerang non solo sulla tua vita professionale ma anche su quella privata.

Un po’ come canta Vasco Rossi in “Sally”, “…è tutto un equilibrio sopra la follia” e per mantenerlo bisogna avere degli appigli continui e solidi.

 

Se vuoi saperne di più su Cristiana e il suo lavoro visita il suo sito: www.cristianapedrali.it 

Print Friendly, PDF & Email