Fermati e concediti un attimo, uno spazio tuo dove sentirsi a casa. La mia continua ricerca di autenticità mi ha fatto trovare il mio posticino dove concedermi una pausa di meraviglia, di arte e innovazione. Questo luogo incantato è  Casa Bagatti Valsecchi, nel cuore del quartiere Montenapoleone, in Via Gesù n.5. Casa Bagagatti Valsecchi fa parte del circuito Case Museo di Milano ed è tra le più importanti case museo di tutta Europa, ma non è di questo che voglio parlarvi. Oggi voglio raccontarvi una storia di due fratelli, Bagatti Valsecchi, per ricordarti di non dimenticare che Milano ha una storia da trovare, scoprire e condividere.

Casa Bagatti Valsecchi  un posticino magico a Milano

Fratelli Bagatti e Valsecchi  un sogno fatto a regola d’arte

C’era una volta Milano alla fine del 1800, un periodo di rapida modernizzazione con l’introduzione delle grandi fabbriche e industrie che avrebbero poi reso grande il capoluogo Lombardo. C’era un quartiere, Montenapoleone, che fino a poco tempo prima era chiamato Contrada di Sant’Andrea ma che, con il primo secolo dell’età contemporanea, ha visto una radicale trasformazione. Gli aristocratici cominciavano a crescere, avevano bisogno di spazio e case borghesi, li trovarono proprio in Montenapoleone.

In questo scenario di bellezza e di cambiamenti nacquero Fausto e Giuseppe due bambini nati in una famiglia agiata e con un titolo di “barone” ereditato dal padre, Pietro Bagatti. I due fratelli vivono nel cuore di Montenapoleone, fra via Gesù e Santo Spirito. Sono bambini inseparabili, curiosi e vivaci. Grazie al padre scopriranno il senso estetico e il divertimento della ricerca delle opere d’arte.

Fausto, venne toccato nel profondo dal bisogno di circondarsi di cose belle, infatti divenne architetto. Il fratello Giuseppe iniziò una carriera più rigida quale può essere quella di avvocato nel finire del 1800, anche se a dirla tutta Giuseppe, trai due, era quello più furbetto e mondano! Ma i fratelli Bagatti Valsecchi sono due facce di una stessa medaglia, di un mondo carico di cambiamenti, di aspettative e di ricerca che trova il punto di incontro nell’amore per il Rinascimento.

Fin da bambini custodivano un  sogno che crescendo divenne un’idea avanguardistica che non li lasciava mai… era tempo di concretizzarla.

Casa Bagatti Valsecchi l’innovazione di design e collezioni d’arte

I fratelli Bagatti Valsecchi volevano creare una collezione che esaltasse il loro amore per il Rinascimento, decisero così di ristrutturare la propria casa in stile neo-classico. C’era solo un piccolissimo problema se avessero davvero rispettato il Rinascimento avrebbero dovuto rinunciare alle comodità che loro possedevano come acqua calda e luce elettrica. Allora come fare?

La risposta a questa domanda è il cuore pulsante della casa Bagatti Valsecchi che non è un semplice museo che mostra una collazione privata, ma è la storia e la condivisione dell’estro geniale dei due fratelli. Immergetevi all’inizio del 900 e pensate a due uomini conosciuti e attivi nella vita della città di Milano. Immaginateli vestiti con abiti su misura e grandi cilindri indaffarati a disegnare su taccuini a coordinare la ristrutturazione di una casa il cui scopo era l’esaltazione del loro gusto estetico a cui si doveva unire la vivibilità. Se penso a gusto estetico e vivibilità mi vengono subito in mente numerosi brands italiani di design; ecco i fratelli Bagatti Valsecchi sono stati i precursori del design milanese.

La Casa Bagatti Valsecchi venne suddivisa in due appartamenti, uno per ciascun fratello, ma comunicanti da un salone meraviglioso con un camino enorme e una pavimentazione da far invidia ai vari reali europei.

Durante la mia pausa dallo stress, ho camminato su pavimenti a scacchiera bianchi e neri, di legno e dai colori caldi. Ho visto soffitti fatti di stemmi e labirinti. Ho sfiorato dolcemente letti a baldacchino, cassoni, ceramiche, attrezzi e oggetti d’uso antichi, tappezzerie originali. Ho riconosciuto oggetti comuni: rompicapi, cucchiai d’argento, docce e piatti di Richard Ginori ma tutti non si sono presentati nella forma più moderna ma bensì si sono svelati poco alla volta. Il bello di Casa Bagatti Valsecchi è questo puoi andarci per vedere una collezione di quadri originali del 1400 (la più nota delle opere Santa Giustina) oppure per scoprire e riscoprire infinite volte come una copia esatta di arredo rinascimentale nasconde un’innovazione che potrebbe essere ancora oggi utilizzata nelle nostre case.

Perché il Museo Casa Bagatti e Valsecchi non sarà mai noioso?

Sarò sincera, non sono un’amante dei musei e men che meno delle case delle principesse, vi dirò… ho una forte antipatia verso la più amata delle principesse, la Sissi. Capite bene che quando mi hanno invitato a visitare il museo Bagatti Valsecchi la mia prima esclamazione è stata: “OMG e ora? Io non capisco un acca di arte!”. Poi ho visto il sito e mi sono innamorata all’istante di una stanza, che non vi racconto per non svelarvela, piena di cassetti che nascondono un mondo magico. Sono andata perché mi sono innamorata e perché siamo nel quadrilatero della moda, nel cuore forte ed eclettico della mia Milano.

Non appena ho messo piede nel museo, la mia percezione è totalmente cambiata. Non ero in un museo ma bensì in un’abitazione, una Casa. Andateci, sarete accolti con tutti gli onori come si fa nei palazzi dell’alta borghesia. Salirete una scalinata, coperta da uno tappeto rosso, per trovarvi in una stanza, lunga e stretta, dai pavimenti a scacchiera bianchi e neri, circondati da armature; non è la bellezza che rende “movimentata” la visita, è la scoperta. #neverstopexploring

Da eterna bambina sono stata molto felice di ricevere in dono il quaderno creato dalla Fondazione Cologni che ha inserito in un libricino i dettagli della casa per farvi vivere la più bella caccia al tesoro visiva di sempre. Io ci devo tornare  per provare ad associare le foto agli oggetti. Sarà un’esperienza divertente e di vera esplorazione. Che dite? Io direi che sì, vale la pena andarci con i bambini per giocare, esplorare e imparare. Certo, diciamo, è divertente anche per gli adulti!

Il bello di Casa Bagatti Valsecchi è che non vuole indottrinarvi sull’arte, ma vuole semplicemente mostrarsi, come fanno le Sciure Milanesi. La Casa ama ospiti, bambini adulti e artisti. Ama la gente che vuole scoprire la storia di Milano, che ama le fiabe e le cose belle. Il fatto che Casa Bagatti Valsecchi si trovi in Via Gesù è qualcosa di unico! Potete recarvi in qualsiasi momento, anche solo per sedervi per terra, prendere in mano il taccuino e pensare. Oppure potreste andarci una domenica per fare qualcosa di diverso o come pausa dopo lo stress dello shopping.

Foto di https://museobagattivalsecchi.org

Fino al 26 novembre le stanze del museo ospitano una mostra fotografica di Jacques Henri Lartigue – Il Tempo Ritrovato, che ho scoperto essere mio zio praticamente! Ho adorato le sue foto in bianco e nero, il suo gusto del bello e l’avversione (a tal punto di non fotografarla e dimenticarla) delle cose brutte.

Durante l’anno in Casa Valsecchi Bagatti tantissime sono le iniziative che il museo organizza. L’accesso è davvero per tutti, a prezzi modici, con audio-guida personalizzata per i bimbi e una per gli adulti.

Visita a Casa Bagatti Valsecchi: informazioni pratiche

Il Museo Casa Bagatti Valsecchi è aperto tutti i giorni dal martedì alla domenica dalle 13:00 alle 17:45. Il biglietto costa 9 euro è inclusa l’audio-guida.

Per informazioni, convenzioni, attività visita il sito ufficiale di Casa Bagatti Valsecchi: https://museobagattivalsecchi.org

Vi consiglio di seguire anche la loro pagina per essere aggiornati su tutte le iniziative: facebook.com/MuseoBagattiValsecchi/ 

Vi segnalo inoltre che esiste l’associazione Amici del Museo  che, con una quota di 10 euro, permette entrare tutte le volte che volte al Museo. L’offerta è valida per gli under 35. Ci sono però altri modi per sostenere il museo descritte nella pagina FB degli Amici del Museo.

Infine voglio condividere con voi una bella pagina di FB che si chiama speechati nata dall’idea di un gruppo di universitari con l’intento di “darsi una mossa” (da questo il nome), per far conoscere il Museo ai coetanei e contribuire a portare l’attenzione sull’arte e la cultura a Milano.

 

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