Nel 2016 ho compiuto 35 anni. Li ho compiuti il 22 settembre. Chi si poteva immaginare che l’avrei presa così male?

Il giorno del mio compleanno sono stata “imbruttita” ce l’avevo con il mondo, ma fondamentalmente stavo facendo male a me stessa. Fosse durata un giorno ci avrei riso sopra ma sono ben 4 mesi che sono imbruttita, acida e ansiosa. Ho avuto dei problemi di schiena, stomaco e attacchi di panico tutti legati al mio trentacinquesimo compleanno.

Non doveva andare così”, non me lo ripeto in continuazione ma oggi ho capito che è questo il problema.

Dal giorno del mio compleanno ho smesso di pensare, ho smesso di essere. Mi sono messa da parte e mi sono buttata nel fare cose… e ne ho messe in fila parecchie e di vario genere. Dovevo fare, dovevo sistemare. E dovevo farlo subito. Tutto era urgente da completare entro la fine dell’anno. In tutto questo mi sono vista bene di piazzare anche due viaggi e, confesso, non per il gusto di farli ma per poter andare via.

Mi sono caricata di responsabilità, lavoro, cose inutili e viaggi inutili. Non mi sono mai fermata finché il mio corpo non ha detto basta. Sono crollata davanti ad un pc con 38 di febbre. Ho dormito per 16 ore. Ma secondo voi ho capito i segnali del mio corpo? Certo che no! Mi sono data solo dell’imbecille e mi sono ulteriormente caricata di cose da fare, scadenze improcrastinabili e di altre stupidaggini.

Cosa ho ottenuto da questo mio fare? Niente. Assolutamente niente.

Il giorno di Natale ero talmente isterica che ho passato il pranzo in famiglia più brutto della mia vita e non perché fosse accaduto qualcosa. Lì seduti con il sorriso c’era la mia famiglia. La mia famiglia allargata dove ci vogliamo bene indipendentemente dai legami di sangue, dalle malattie, dai matrimoni e lavori finiti. Noi, veri, che ci sono da sempre. Ed io? Io dove ero finita?

myself2016

Il 2017 per me inizia ora. E’ giunto il momento di ME. Solo questa mattina, annusando l’aria gelida, ho capito che mi devo fermare. Nel mio 2017 devo sedermi, ascoltarmi  e rispettarmi. Devo ricominciare da me.

Fanculo al SEO, Fanculo ai trend, Fanculo ai tags.

Fanculo alle 2 ore di lavoro in più. Fanculo ai lavori fatti solo per i soldi. Fanculo ai sorrisi per ottenere dei lavori che farei solo per soldi.

Fanculo a chi pensa che sia immatura. Fanculo a chi crede che sia nata con la camicia. Fanculo!

Io sono quella che ama scrivere, ama fotografare. Questo blog non mi rappresenta più e voi ve ne siete accorti mesi prima di me e avete smesso di commentare, di leggere di farvi sentire.

Il viaggio è una componente importante ma non perché ambisco a diventare la vostra personal travel, più semplicemente perché io amo raccontare.

dreamer

Fotografo, vloggo, scrivo, cucino e fotografo ma l’unica cosa che mi spinge a fare tutte queste cose è raccontare. Io questo sono. Una ragazza piena di cuore e storie. Vi ricordate che bello quando vi raccontavo le favole, quando prendevo le vostre storie e le trasformavo in qualcosa di magico? Che bello era sgranocchiare un biscotto e raccontarvi storie nate per caso.

Le persone non leggono più.

Le persone non ascoltano più.

Le persone non hanno tempo.

Ci ho creduto per un anno ed ho trasformato il mio blog in un inutile concentrato di informazioni che puoi reperire ovunque. Io non sono questa. Io sono quella dei sogni, delle parole e delle storie.

Io non credo che le persone non abbiano tempo, credo che le persone abbiano paura di fermarsi, di ascoltarsi e di leggere. L’ho fatto anche io nel 2016 e guarda come mi sono ridotta.

Paperotte torniamo alla mia cucina che odorava di biscotti alla cannella dove ci raccontavamo storie e dove vi portavo in giro per il mondo a bordo di una mongolfiera? Torniamo a Sara e lasciamo da parte quelli che dicono chi devi essere e cosa devi fare. E se saremo solo noi, qual è il problema? Abbiamo davvero così tanto bisogno di followers, haters e trends. Io non penso.

Buon 2017 Sara.

Ricomincio da me, ma con voi; perché il web, questo blog, per me è sempre stata casa e voi eravate tanti. Bussate, fatevi avanti, sono tornata e vi porterò ovunque.

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