Momento autocritico. Scrivo questo post di sera tarda, con l’aria condizionata a 22 gradi e le zanzare che stanno divorando il mio polpaccio gonfio. Scrivo forse perché siamo in quel particolare giorno del mese in cui una donna si sente gonfia come un pallone e vorrebbe scambiare volentieri due ovaie con due coglioni, si anche due uomini coglioni…

Scrivo perché non mi stancherò mai di ripeterlo che Pinalapeppina non è il solito blog di viaggi preconfezionato che vende spazio web, ma sono io con pregi, difetti e attimi di autocritica.

Sono un vulcano di idee. Parlo alla velocità di una pallina da flipper ma non vado da nessuna parte.

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Essere Creativi, Inventori o Ingegnosi?

Ho ascoltato un bel discorso che sottolineava la diversità tra  inventori, creativi e ingegnosi.

Gli inventori, aimeh sono scomparsi, quelli che hanno fatto la storia come Edison, Volta e Marconi tanto per citare i più famosi. Oggigiorno non si inventa più. Ci si evolve. Si prende qualcosa che già c’era e lo si trasforma, rendendolo più facile, comodo e meno costoso (in termini di produzione).

I creativi sono quelli che hanno un’idea. Il fatto di avere un’idea non significa essere poi in grado di realizzarla. Ci sono miliardi di creativi che non riescono a concretizzare. Per questo nel mondo ci sono altrettante persone che riescono a rendere concreta un’idea. A renderla fruibile, condivisibile e magari utilizzabile.

Infine abbiamo gli ingegnosi che non ho ancora capito se li detesto o li ammiro. Sono quelli che hanno poche idee confuse ma sanno coglierle, trasformarle ma soprattutto sfruttarle. Sono quelli che ti fanno urlare “per questa cavolata?” e poi li vedi li gonfi come dei palloni ritirare un premio o  un assegno. Ci sono diversi modi di fare le cose e di avere successo.

Io temo, siiiii momento autocritica, di essere creativa e inconcludente. Nello stesso tempo sono brava a concretizzare le idee degli altri e non per il fatto del “sugli altri è più semplice”, più perché ho il guscio di Calimero attaccato alla testa che non si scrolla.

Noi siamo il nostro vissuto e salvo non essere ingegnosi e ricchi difficilmente riusciamo a toglierci dalla pelle le nostre cicatrici, le nostre ansie e le nostre paure. Per queste ragioni il mondo è fatto di persone diverse, persone che ci compensano, ci massacrano e ci amano. Noi siamo un team. Anche se pensiamo di essere soli, non siamo niente senza gli altri. L’uomo è si individuo ma le grandi cose le ha fatte in gruppo.

Da quanto ho perso il lavoro ho avuto la fortuna, perché non me la sono andata a cercare, di incantare diverse persone. Persone ingegnose e creative. Non sono stata in grado di stare con loro a lungo termine. Ora le vedo realizzare i loro progetti e sono contenta, ma nello stesso tempo un poco invidiosa. Non perché mi piango addosso, ma perché potevo esserci anche io con loro, mi hanno teso una mano verso il loro progetto, la loro strada per il successo ma io non sono stata capace. Il mio limite. Il non essere capace e non capire in cosa esattamente. Stare con gli altri fin in fondo o aspettare per ottenere le cose? Temo più la seconda.

Sono quella del tutto e subito. Mi annoio in fretta ed ho bisogno costantemente di stimoli. Sono, appunto, creativa. Ho bisogno di aiuto per stare con i piedi per terra e ho bisogno di qualcuno per concretizzare. Analizzo, ascolto e cresco. Tanto.

Sto scoprendo che la cosa per me più facile sono proprio i video. Posso comunicare, condividere e inventare. Sperimentare, fotografare e diventare. Tutto questo può esser una strada realmente percorribile? Non so valutarlo, ci sto spendendo tempo e denaro e pur crescendo non lo sto facendo alla velocità che vorrei ma non importa. Non punto su questo cavallo. Punto su altri, ma appunto resto ferma.

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