La città di Mantova è stata eletta Capitale Italiana della Cultura 2016 con l’obiettivo di far conoscere la città e il suo patrimonio culturale e artistico ad un pubblico sempre più vasto . Numerosi sono gli eventi e le manifestazioni, per saperne di più visitate il sito http://www.mantova2016.it/.

Penso che uno degli obiettivi fondamentali sia quello di far riscoprire la città di Mantova in primis ai Mantovani e poi ai cittadini italiani e stranieri. Spesso camminiamo nella nostra città senza renderci conto di quanto abbia da offrire.

Un ottimo modo per incentivare a riscoprire la città di Mantova è quello di unire l’importante patrimonio artistico esistente con quello moderno. Per questo motivo l’arte contemporanea gioca un ruolo centrale nel palinsesto di Mantova 2016, arte contemporanea intesa non come affermazione a se stante ma come occasione per legare in modo vitale presente e passato.

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Sabato sono stata invitata all’anteprima di Un Sogno fatto a Mantova, evento espositivo coprodotto dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te e dal Museo Civico di Palazzo Te, grazie al supporto di Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, Fondazione di Palazzo d’Arco, Cinema del Carbone, e al contributo di Eni – costituisce un momento particolarmente qualificante della proposta.

Il nome del progetto cita un omonimo scritto del poeta Yves Bonnefoy  e nasce dall’idea che la città possa essere intesa come luogo e teatro della costruzione della comunità. Si assume che la città, nella sua stessa forma storica, sia una lunga “conversazione” capace di custodire la possibilità di un rapporto profondo e segreto tra parole, persone, cose. Un rapporto che nel caso di Mantova consente di congiungere l’alba rinascimentale della modernità con il contemporaneo.

Un Sogno fatto a Mantova è concepito in due tempi: il primo si è inaugurato domenica 11 giugno, il secondo, a partire  dal 7 settembre, completerà il percorso che si concluderà il 13 novembre 2016 a Palazzo Te, dopo aver coinvolto più estesamente la città e alcuni suoi spazi pubblici (Palazzo D’Arco e Teatro Bibiena).

Grazie alla possibilità che mi è stata offerta dal comune di Mantova ho potuto ammirare le bellezze del Palazzo del Te che è un luogo magico dove ne uscirete appagati e con il torcicollo a forza di stare con il naso all’insù a guardare i soffitti e catturare anche il più piccolo dettaglio.

Nella Sala dei Cavalli, per il progetto espositivo Un Sogno fatto a Mantova, sono esposte due opere di Alberto Giacometti, Figura (Femme de Venise VI, 1956) e Grande donna (Standing woman III, 1960), due figure mitiche, costruite per sottrazione, esplorando la dimensione inafferrabile della presenza umana.

Nel corso dell’estate si aggiungerà alle opere citate  lo sguardo e l’opera di Ettore Spalletti che apre la seconda parte del progetto, che sarà  inaugurata il 6 settembre e avrà nello spazio delle Fruttiere di Palazzo Te il suo fulcro con le opere di: Paola Di Bello, Armin Linke, Paolo Meoni, Luca Pancrazzi, Barbara Probst, Luca Rento, Grazia Toderi, Eulalia Valldosera.

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La nostra visita è poi proseguita nei giardini di Palazzo d’Arco, dimora patrizia di architettura neoclassica, ospita la scultura Orso dell’artista Davide Rivalta.

La mia esperienza tra arte rinascimentale e moderna si è conclusa al Teatro Bibiena dove il sindaco di Mantova ha dato il via ufficiale a questo progetto. Il sindaco ha detto una cosa che condivido pienamente. “Come reinventare una città come Mantova, terra dei Gonzaga, e farla riscoprire ai Mantovani?”. Questo è il punto.  Non bisogna fermarsi sull’arte già presente, sulle meraviglie che conosciamo e che, aimeh, spesso, diamo per scontato. Le città, gli enti culturali devono riuscire, come nel caso di Mantova, ad attirare vecchi visitatori, ovvero gli stessi cittadini e fargli riscoprire la propria appartenenza, le proprie meraviglie e permettergli di aprire la mente, il cuore e gli occhi verso il futuro. Verso l’arte moderna e le sue infinite espressioni.

Riportate la città di Mantova ai cittadini. È compito arduo e che necessita di grande lavoro e devozione, ma penso che con Mantova Capitale della Cultura 2016 e questo fantastico progetto ci possano riuscire.  Spero che ció che viene sostenuto con questa iniziativa possa essere di esempio ad altre città di Italia a volte massacrate, calpestate e date per scontato.

Vlog Mantova2016: Un Sogno fatto a Mantova secondo la Pina

Matova merita di essere vista sempre. Si trova ad un paio di ore di auto da Milano. Visitabile in un giorno, se si è vicini, ma meglio due per coglierne l’essenza. Se il mio video ti è piaciuto in alto i pollicioni e condividetelo (che la Pina è contenta).

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Per le altre foto di questa fantastica esperienza, sbircia il mio Album Flickr.

 

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