New York City. Città sognata da molti, googolata, cercata, disegnata e fotografata. Raccontata nei filmi, libri. Cantata e decantata. Vissuta e agognata.

Per me New York è sempre stata una città come le altre. Non penso di aver mai fantasticato su di essa. E anche se vista spesso i telefilm che ho adorato mai mi è venuta realmente la voglia di andarci. Poi ci sono stata ed ho capito che New York va vissuta. Andrebbe vissuta almeno 3 mesi prima di capirla. Non è la città che noi italiani ci ostiniamo di santificare. È complessa, trasformista e, per certi versi, molto solitaria. Non è la “dream city” dove tutto può accadere. No. È il punto di partenza per andare. Oltre, lasciare le catene e provare a volare.

Personalmente non l’ho amata. Per trovare un punto a me consono ho scarpinato parecchio lungo prima di rimanere estasiata. I miei punti preferiti sono stati:

Grand Central Terminal in cui sono rimasta almeno due minuti a fissare il maestoso orologio aspettandomi che il tempo si fermasse e che scendessero persone, in abiti antichi, con valige di cartone.

New York Public Library che mi ha stupito per il marmo bianco, i ragazzi che studiavano e un enorme libro che ho tirato fuori dagli scaffali. Per un attimo mi sono davvero sentita una ragazza che voleva cambiare il mondo.

New York come tutte le città è fatta di colori e odori, e non tutti ottimi. Ecco la mia personale New York Colours Tips.

1. Il Giallo Taxi

Non è New York senza alzare un braccio e fermare un taxi giallo e urlare “ce l’ho fatta!”. O quanto meno è quello che ha fatto la Pina che ha pure saltellato un minuto in mezzo alla strada mentre un altro taxista le urlava contro!

I taxi a New York sono più di 13 mila e sono di colore giallo per volontà di Harry N. Allen, uomo d’affari di inizio 900. Harry sosteneva (a ragione) che data la calca newyorchese per vedere un taxi doveva essere di un colore riconoscibile anche a chilometri di distanza. Il giallo gli apparve come un colore perfetto!

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2. Il blu del cielo attraverso i grattacieli

La prima volta che sono stata a Manhattan mi sentivo quasi soffocare. Io che cerco il cielo e l’aria in ogni dove, li sotto a quei giganti palazzi in vetro, i grattacieli, mi sentivo un topo in gabbia. Ho camminato un giorno in terno con il naso all’insù per essere certa che il cielo non svanisse. In alcuni momenti, il sole era addirittura oscurato dall’altezza di questi palazzi. Le strade, in certe vie, sono strette e ti viene una gran voglia di essere Spiderman e saltare da una finestra all’altra.  Una delle cose più difficile, secondo me, da fare a New York è una bella fotografia di un grattacielo. Non parlo di quelli agli angoli degli isolati dove basta andare dall’altra parte della strada, e non parlo neanche dello Skyline facilmente fotografabile dal ponte di Brooklyn. Parlo degli anonimi grattacieli di aziende, multinazionali e centri di interesse di New York. quelli che ormai i newyorchesi neanche si accorgono di avere sopra la propria testa. Fatela una prova.  Scegliete una via poco trafficata, stretta, con grattacieli ad ambo i lati, noterete qualche scala anti incendio qua e là ed un piccolo spazio tra i due palazzi dove probabilmente avviserete un barbone che sbircia in un bidone della pattumiera. Non temete non vi farà niente. Ora sdraiatevi e guardate il cielo, cercate il sole fatelo giungere su di voi, fate riflettere il blu sui vetri dei grattacieli noterete che a New York il cielo è proprio come in quei fumetti della Marvel.

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 3. Il rosso del mattone dei palazzi di  Greenwich Village

Dimenticate i grattacieli e tuffatevi nel quartiere ricco di storia, mattoncini e scale in ferro. Questo è Grenwich Village quartiere a sud della 14th street.  Cantata tante volte da  Bob Dylan  e dipinta da artisti anche sconosciuti.  Direi che  Grenwich Village è il quartiere ideale per camminare senza meta tra caffetterie e ristoranti. Potrei passare le ore a fotografare i portoni o arrampicarmi sulle scale anti incendio. Impagabile l’ebrezza di saltare, come nei film, da una di queste scale!

Charles Street, Greenwich Village, New York City

4. Il verde di Starbucks

Diciamolo! A noi italiani la cosa che ci fa sentire davvero fighi a New York è camminare per le strade con in mano un cartone di Starbucks. Fosse per noi faremmo il tour di tutti gli Starbucks di New York e riusciremmo pure a fotografare e comprare ogni cosa!

Beh ad essere proprio onesti per me Verde New York è anche quello delle scritte delle strade. Chi non è vorrebbe una?

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5. Il bianco del marmo della New York Public Library

Non potevo che chiudere con la Biblioteca di New York, il mio luogo preferito di questa città. La New York Public Library è stata definita la quinta libreria più importante degli stati uniti, ed è la terza in ordine di grandezza. Non so le altre ma questo luogo è magico. Si trova nel cuore di Manhattan ma è come fosse in un luogo senza tempo. Fuori il casino, i turisti, la gente che corre. All’interno il silenzio, il freddo, l’attesa e la magia di tomi rilegati in pelle. La cosa straordinaria è il grande rispetto per il pubblico. A discapito del nome, è una biblioteca privata, ma ciononostante permette la visita a chiunque e ti permette di toccare i libri. Lo so! Sto dicendo cose banali, ma al sensazione di essere così piccoli, in un luogo tanto magico…. mi sentivo parte di qualche libro fantasy in cui ogni cosa era viva. E’ come se al suo interno fosse racchiuso un grande mistero da scovare attraverso i libri.

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