Sono giornate difficili. Per quanto cerchiamo di non pensare ai fatti di Bruxelles inevitabilmente la mente ci torna. Torna alle torri gemelle, ai morti di Parigi. E torna alla più banale delle domande “Perché?”.  Questa domanda è semplice, ma potente. Smuove la nostra coscienza e ci fa reagire in maniera differente. C‘è chi prova rabbia, perfino odio, chi vorrebbe vedere altro sangue scorrere e un susseguirsi di morti chi si sente impotente, triste e rassegnato. Tutte queste emozioni, così diverse, ma così potenti hanno un punto di incontro in un’altra domanda “Quando tutto ciò avrà fine?”.

La risposta a questa supplica ci devasta. Ci fa balzare il cuore nel petto e ci fa ingoiare il groviglio di sentimenti inespressi. Tutti, ottimisti e meno, arriviamo a quella parola, composta da tre lettere. Quell’assolutismo che ci fa paura, che rende insicuri e inquieti.

Ogni mattina ci alziamo. Dobbiamo farlo. Prendiamo le nostre auto, la metropolitana. Pianifichiamo viaggi, guardiamo il sito della Farnesina, buttiamo un occhio al telegiornale e inspiriamo profondamente.

Nessuno di noi parla apertamente della paura che striscia nelle vene. Non lo facciamo agli aperitivi, nessuna parola sul posto di lavoro. Non bisogna mostrare paura, nessun tipo di cedimento ci incoraggiano politici e media.

Forse, magari. Dire semplicemente “Io ho paura per il mio mondo. Ho paura del mio futuro. Temo che la parola vivere abbia perso  di significato”… ma no, non è così che si comunica.

Credo profondamente che questo odio non sia sintetizzabile nelle colpe di chi si è fatto esplodere o di chi ha deciso che qualcuno doveva farsi esplodere. Le nostre azioni spinte da potere e accordi intrigati ed economici abbiano, in tutti questi anni, messo un seme malvagio e difficile da espiantare.

Siamo tutti colpevoli, nessuno escluso.

viaggiare

Ci stiamo facendo la guerra da anni. Tra di noi, giù al bar, nelle aziende fino alle multinazionali. Semplicemente ora c’è chi nella disperazione del nulla e nel frastuono del silenzio ha deciso di sparare per primo.

Non so quando, se e come finirà. So solo che dall’11 settembre 2001 sono morte centinaia di persone nel mondo occidentale e forse anche il doppio da altre parti. Penso che da quell’11 settembre non abbiamo imparato granché, a parte sperperare e aumentare i costi della sicurezza nazionale.

Nessuna informazione è stata davvero condivisa tra i diversi stati e nessun accordo di pace è stato stipulato a livello internazionale.

Tutti condannano ma nessuno comprende che ci stiamo suicidando lentamente.

#stopterrorism

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