Voglio portarvi a riflettere e, forse, ad arrivare alle mie stesse conclusioni:

chiamatelo comunismo, chiamatelo nazismo, chiamatelo terrorismo o non chiamatelo proprio ma non dimenticate che ad ogni inno di supremazia ed estremismo ci sono migliaia (anche di più) di persone morte.

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Nel 1918 l’Ungheria è stata proclamata Repubblica, peccato che l’anno dopo fu decretata repubblica sovietica fino alla seconda guerra mondiale.
Una frase, per i più giovani, lontana ma che ha avuto un impatto devastante su tutto il popolo ungherese. Quando sembrava che si stessero liberando dalla menzogna del socialismo sono arrivati i nazisti e la persecuzioni degli ebrei. Uno dei periodi più brutti per l’Ungheria fu il colpo di stato promosso dalla Germania che portò al governo il Partito delle Croci Frecciate. Il 2 settembre 1945 è la data che tutti ricordiamo come termine della seconda guerra mondiale.

Per l’Ungheria la guerra terminò con la caduta di Budapest in mano alle truppe sovietiche che imposero un governo “amico”. Il nuovo governo cambiò molte cose, tra cui le leggi agrarie che toglievano il potere dalle mani dell’aristocrazia terriera per avvicinarle alla politica sovietica.
L’ultimo ungherese deportato riportato in patria risale all’anno 2000.

Siamo sicuri che questi fatti siano così lontani da noi?

Nel dicembre 2000 l’Ungheria con l’aiuto di una fondazione benefica ha acquistato la Casa del Terrore con l’obiettivo di creare un museo per presentare questi due periodi sanguinosi della storia ungherese.

TERRORE

L’edificio si trova su un bel viale alberato, Viale Andrássy 60. In passato l’edificio al n. 60 è stato protagonista di pestaggi, torture e quartiere generale della polizia segreta. Lo chiamavano “La Casa della Lealtà” (lealtà alle Croci Frecciate della seconda guerra mondiale). Successivamente l’edificio fu utilizzato dall’AVO la polizia segreta comunista.

Ci sono stata, sono entrata ed ho visto. Ho visto esposti, uno affianco all’altro, le divise naziste e quelle comuniste. Erano praticamente identiche, se si tralasciano certi dettagli di carattere più stilistico che politico, il resto era lo stesso. Perfino gli stemmi ricamati sulle giacche erano facilmente confondibili. Bandiera rossa, bandiera nera che differenza fa?

L’edificio è facilmente riconoscibile essendo tutto grigio. Sulle facciate sono incorniciate le foto dei caduti contro la lotta ai due sistemi più crudeli del 20° secolo.
Il museo mette a disposizione un’audio guida in italiano che vi consiglio di acquistare. Una volta entrati cala il silenzio perché non ci sono parole. Sarete circondati da mura soffocanti, nero, musica terrificate e morti ovunque.
Il Museo vi porta per mano nella privazione del poco degli operai, ai finti processi fino alla propaganda; vi farà credere che per un attimo c’è speranza per poi ricondurvi nell’oblio nazista con filmati che non scorderete tanto facilmente. Ho visto bambini buttati nei forni crematori vivi. Militari buttare queste persone come fossero foglie secche in mezzo alle strade coperte di neve. Ho visto donne sgranare gli occhi di terrore al solo passaggio di un furgone razzista. Ho ascoltato le testimonianze di chi non ha avuto niente per anni.

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Ho avuto la possibilità di guardare il nostro passato e di appiccicarmelo alla pelle; quando sono uscita dalla Casa del Terrore ho appreso che era il 31 dicembre 2015 e che là fuori c’è ancora gente che si ammazza in nome di chi sa cosa.
Ci odiamo tutti. Dai nostri vicini di casa fino a questa gente vestita di nero che uccide il prossimo in nome di una menzogna che dovremmo conoscere bene: supremazia.

Ho camminato per le vie di Budapest con un grande rispetto per il popolo Ungherese. Ho sorriso ancora di più. Mentre camminavo tra le bancarelle ho stretto mani, ho augurato buon anno e mi sono commossa nel vedere un signore anziano aver paura della mia videocamera. Gli ho chiesto la motivazione e lui mi ha detto che gli ricordava i controlli sovietici. Ho allungato la mano per sfiorarlo ma lui si è scostato, mi ha insultato ed è scappato da me.

A Budapest ci sono persone che ricordano… hanno i segni sulle mani, sul volto. Tra i palazzi Asburgici e il Danubio ci sono ancora case distrutte, piccoli segni che lì ci abitava un ebreo mai tornato.
Andate a Budapest, godetevela ma non dimenticate. MAI. #pernondimenticare

Visitare il Museo Casa del Terrore di Budapest – Info Pratiche

  • Casa del Terrore si trova nel Viale Andrássy út 60
  • Orari : da martedì a domenica orario continuato dalle 10.00 alle 18.00 – la biglietteria chiude alle 17.30
  • Biglietti d’ingresso: ticket in vendita a 2.000 Ft. Audio guide disponibili in lingua ingelse a 1.300 Ft.

Il museo è raggiungibile con la Metro 1 (fermata Vörösmarty utca station) o con il Tram 4 o Tram 6 (fermata Oktogon).  Per info e dettagli vistate il sito ufficiale: terrorhaza.hu

“Solo quando nel mondo a tutti gli uomini sara’ riconosciuta la dignità umana, solo allora potrete dimenticarci” [Auschwitz]

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