Nin seguo la moda, e non ne capisco un h. Non ho un’icona di stile e, detto francamente, delle sfilate di moda non mi frega granché. Eppure adoro i vestiti, fare shopping e reinventare il mio guardaroba. Se in televisione c’è una spilungona che sfila con un abito meraviglioso, mi fermo. Guardo, osservo e sorrido. Dai a volte sono pure invidiosa. Poi mi chiedo «Chi decide cos’è la moda?» Nella mia testa, inevitabilmente, compare il volto corrugato di Miranda Priestley.

Facciamo un gioco.

Chiudete gli occhi. Immaginate di poter venire a Milano e di sentirvi bellissime in un abito che vi sta alla perfezione e che quell’abito è stato scelto per voi, per valorizzare quello ciò che siete. Ora aprite gli occhi e digitate: www.dressyoucan.it

Sul web DressYouCan viene sempre definita come una star-up di abiti a noleggio, per me DressYouCan è un atelier con abiti pazzeschi e persone vere. Un’accoppiata che difficilmente trovi percorrendo le vie delle sciure di Milano.

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La parola amicizia e abiti sta alla base del progetto portato avanti con sorrisi, alcol e humor da parte della sua Founder Cristina Mastro. Come lei stessa mi ha raccontato DressYouCan non nasce da un’idea ma da una serata piovosa e umida in quel del Marocco.

A gennaio dell’anno scorso durante un viaggio in Marocco, funestate da 4 giorni di diluvio perenne, io e le mie più care amiche abbiamo deciso in mancanza d’alcool per sopravvivere avremmo dovuto dar fondo al plafon della carta di credito. Dai fondo che ti dai fondo, finito il magazzino di un delizioso showroom della Medina, ci siamo trovate di fronte al vero oggetto del desiderio: un chiodo in pelle divino su tutte, diabolicamente in pezzo unico. Onde evitare di fare a pezzi il prezioso capo (o farci a pezzi a vicenda) abbiamo iniziato a fantasticare su un armadio delle amiche, una mecca del desiderio in cui poter finalmente indossare l’invidiassimo abito della vicina.

La Pina, Marco e la sua barba

La Pina, Marco e la sua barba

La parola amicizia continua da DressYouCan sotto la barba curatissima e fighissima di Marco, amico di Caterina e Fashion Director di DressYouCan, che, come il Cappellaio Matto, è in grado di incantarvi e deliziarvi con aneddoti e verità. Una tra tutte «L’abito te lo devi sentire addosso e deve farti sentire quello che vuoi TU». Alle sue parole, sono caduta ai suoi piedi… letteralmente; notando delle calze stilosissime e coloratissime (vedi la foto documento).

Ho chiesto a Caterina come riuscisse a conciliare un amore sviscerale nei confronti di Marco con il lavoro.

A volte capita di conoscere quelle persone che ti hanno già convinto al ciao, per citare il sempreverde Jerry Maguire. Marco ha la capacità di farti entrare immediatamente nel suo mondo e farti semplicemente sentire a casa. Spesso la sua casa è molto diversa dalla mia, ma proprio per questo forse è facile lavorare insieme: quelle che sono le mie lacune (la storia della moda per esempio) sono la sua forza. E quelli che sono i miei cavalli di battaglia (gli aperitivi di pubblic relation ad esempio) sono tutto ciò che lui preferisce evitare (sostenendo inspiegabilmente di essere astemio). Credo il segreto del nostro successo collaborativo risieda nel fatto ci conosciamo e sappiamo prenderci nel verso giusto: ogni confronto con Marco ha aggiunto un pezzettino a DressYouCan che è partito come progetto mio e che ora non potrei definire più nostro di così.

L’amicizia empatica è quella che nata tra me è lei.

Ho visto Caterina la prima volta grazie ad un evento organizzato da Stiletto Academy e L’Estetista Cinica. Ero lì per fare un video. Non ho avuto molto tempo per parlare e conoscere persone, ma Caterina, con il suo meraviglioso abito giallo, spiccava tra tutte. E non parlo di bellezza esteriore (che come potete vedere porta con disonore dato che non ci crede), ma di luce. Caterina è luce, un piccolo orecchino a pendolo di giada. Filtra le chiacchiere e i malumori e li trasforma in risate isteriche o in spiegazioni professionali degni delle migliori imprenditrici. Mi è piaciuta subito. Nonostante ci trovassimo nel cuore della Milano per bene, circondate anche dalle classiche milenasotte iosonoioetuseiuncazz, Caterina era una di noi! Meravigliosa nel suo abito da sogno, ma con un bicchiere in mano per brindare e condividere una battuta con tutti.

Caterina si è definita: melodrammatica, solare e probabilmente bipolare.  Sarà questo che ci ha unite… che dite 🙂

Allestimento DressYouCan con Pina impicciona

Allestimento DressYouCan con Pina impicciona

Cos’è esattamente DressYouCan?

Un fata madrina che ti fa accomodare su un pouf per dirti che la prima cosa da fare è semplicemente sentirsi bellissime come si è; e, dopo, coccolarsi con un abito che ci faccia sentire ciò che siamo in quel momento.

Un armadio magico dove 365 giorni l’anno puoi trovare il tuo stile. Non per forza per un’occasione speciale. Un modo per divertirsi, coccolarsi e reinventarsi.

Mi ha fatto provare un abito, lo ha scelto Caterina, mi sono guardata allo specchio… e puf! Magia, ero bella. Davvero. Mi stava bene, lo sentivo bene, ero  a mio agio, ed ho capito che sì il mio stile è proprio D’Urso Style (e che ci posso fare se amo la donna più odiata dagli italiani?)

Una volta tornata a casa ho guardato sul sito, pronta a storcere il naso, invece… abiti meravigliosi a prezzi per tutte le tasche. Vi assicuro che se svolazzate su www.dressyoucan.com vi accorgerete di come sia facile e veloce noleggiare un abito.

Non penso ci sia bisogno di un’occasione speciale per avere un abito da urlo, ogni giorno è speciale basta volerlo.  Capisco che noleggiare un abito a distanza possa, per alcune, costituire un problema ma vi assicuro che DressYouCan saprà guidarvi e rispondere ad ogni vostro dubbio e perplessità.

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Di moda non so molto ed ero curiosa di sapere il parere di Caterina, così le ho posto la fatidica domanda:

La moda per te è?

La moda per me è Audrey Hepburn. È l’armadio della mamma. Sono i guanti di cotone che metteva la nonna d’estate prima di salire sui mezzi pubblici. Sono le donne che d’estate con 40 gradi non escono di casa senza calze. Una ragazza scalza in una camicia bianca da uomo.  Un paio di Manolo Blahnik. Il leggendario armadio di Carrie Bradshaw. Gli abiti di Romy Schneider in Sissi. Ogni singola mise di Katharine Hepburn. Lady Violet di Downton Abbey. Un cappottino rosso in una giornata di pioggia. Le proposte che vedi in passerella e pensi “non lo indosserei mai” e a distanza di mesi cerchi disperatamente in ogni vetrina del circondario. Quel qualcosa che ti fa sentire quella che sei ma in versione 2.0, quell’armatura fatata capace di farti guardarti allo specchio pensando “wow, e quella sarei io?”. Direi soprattutto la sicurezza di sé che emana ogni donna che si sente bene in ciò che indossa e lo indossa come se fosse la sua seconda pelle.

Capite perché Caterina è la vostra Fata Madrina? DressYouCan non vi trasforma, ma vi regala un giorno di stile. Il vostro.

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