Oggi vorrei affrontare un argomento che, so già, mi porterà addosso tutte le ire delle neo mamme e, ancora una volta, mi sentirò dire da chi non può averne di figli «Ma perché parli se non hai figli?».

Parliamo di Latte.

Il latte per un neonato è certamente l’alimento più completo. In proposito ho letto alcuni libri, in uno in particolare si raccontava gli esiti di uno studio sui parti naturali. Dopo un parto naturale si lasciava il bambino alla base del ventre materno a riposarsi dopo le fatiche del parto. Si è registrato che i bambini hanno una sequenza di gesti uguali. Prima schioccano le labbra, poi perdono la bava dalla bocca ed infine, con lentezza, cercano di aggrapparsi al seno della mamma.

Questo studio ha dimostrato come un neonato, esattamente come un cucciolo di animale, faccia una lenta e faticosa salita verso il seno della madre per poter bere il latte materno. Il neonato viene guidato dal proprio istinto e dall’odore della mamma.

Come sappiamo, nella pratica, il bambino viene tagliato il cordone ombelicale e prelevato per tutti i controlli.

Questo studio, però, ci fa capire come ogni “cucciolo” cerca il latte materno. Il “cucciolo” di uomo quello della propria madre, il cucciolo di vitello quello della vacca.

Il latte vaccino è il latte più idoneo per un vitello ma non lo è per un neonato. Allora perché ci ostiniamo a dichiarare il contrario?

Il latte vaccino, rispetto a quello materno, contiene troppi grassi e sopratutto il triplo delle proteine. Tutto ciò non è un bene. Il latte vaccino viene prodotto in natura per far crescere il vitello che in poche ore deve essere in gado di camminare e sviluppare la massa muscolare necessaria. Lo sviluppo corporeo di un vitello richiede esattamente quella proporzione di nutrimento, mentre il bambino ha bisogno principalmente di alimentare il sistema nervoso e di rispettare il suo ritmo di crescita.

Entriamo nel dettaglio. Guardate la tabella qui sotto (Tabella 1).

Tabella 1

Tabella 1

Come si può vedere dalla tabella si evince che mentre nel latte vaccino le caseine rappresentano l’80% delle proteine totali, nel latte materno sono solo il 35% delle proteine totali. La caseine cagliano nell’ambiente acido dello stomaco e formano grossi coaguli difficili da essere digeriti dagli enzimi proteolitici di neonato.

Il latte materno, pur essendoci una percentuale di proteine del 2,7%, il livello di caseine è quasi zero, mentre nel latte maturo (prodotto nelle settimane successive alla prima) si porta gradualmente al 35% del totale delle proteine.

Insomma i latte materno è completamente diverso da quello di capra di pecora per assurdo è più simile a quello di asino.

Fra le sieroproteine è importante ricordare che nel latte materno sono presenti le immunglobine IgA (praticamente assenti nel latte vaccino) che hanno il compito di aiutare il fragile sistema immunitario del bambino a neutralizzare le macromolecole che dovessero eventualmente introdursi nel corpo esterno. Quando si introduce il latte di mucca al posto del latte materno, le difese immunitarie sono molto più basse e il bambino va incontro più facilmente ad infezioni o allergie .

Immagini di benessere360.com/

Immagini di benessere360.com/

Come fare se la madre non ha latte a sufficienza per alimentare il bimbo?

Sarebbe una buona cosa trovare una donna con latte in abbondanza, si parlo della balia. Infondo è meno sconosciuta di una mucca, che dite?

In alternativa ci sono le banche del latte donato che, però, in Italia riforniscono per lo più bambini primini.

Quindi l’unica soluzione facilmente praticabile è il latte adatto per l’infanzia. Ci son due categorie di latte adattato: animale e vegetale.

Il latte animale adatto per l’infanzia si tratta di latte vaccino che viene trattato per renderlo più simile possibile a quello materno, riducendo la quantità di caseina e di grassi (senza eliminarli del tutto) e aggiungendo carnitina, inositolo e altre sostanze che si ritengono utili alla crescita dei bambini.

Il latte vegetale adatto si cerca di produrlo con una composizione che possa assomigliare il più possibile a quello materno. Il latte vegetale è composto da proteine di soia, da oli vegetali polinsaturi, destrosio, maltodestine con aggiunta di amminoacidi, vitamine e minerali. Il latte è privo di lattosio che di caseina, ed è quindi utili per i figli.

Onestamente, se guardate i dati e riflettete, il latte vegetale è la prima opzione praticabile nel caso una madre sia senza latte.

O in alternativa trovate del latte di asino. Non scherzo! Come abbiamo visto è quello che più si avvicina a quello materno. È difficilmente praticabile per l’assenza di asini munti.

La mia amica Laura, nonchè già mamma, ha condiviso un link molto utile e interessante. Ebbene si signori miei esiste il CONSORZIO LATTE DI ASINO per tutte le info cliccate sul bannerino quei sotto.

AGGIORNAMENTO OTTOBRE 2018: il sito del consorzio e relativa pagina FB non funzionano più. Io non ho bambini ma se qualcuno mi sa indicare i riferimenti del consorzio aggiorno la pagina.

latteasina

Attenzione! Il latte va ulteriormente suddiviso tra quelli utilizzabili fino ai quattro/cinque mesi e quelli cosiddetti di proseguimento. Il latte di mucca, capra o pecora non possono essere dati così come sono al lattante. E nemmeno il latte di soia va bene per un lattante.

Passato il periodo di all’allattamento si passa allo svezzamento. Alla fine di questo percorso il bambino è pronto a mangiare pappe e cibi più consistenti. In questa fase il bambino non ha più bisogno di latte. È dimostrato che i bambini che continuano a bere latte dopo lo svezzamento sviluppano intolleranze, allergie e ance problemi più gravi.

Ma se è così perché non si dice? Per interessi, abitudini e cultura.

I bambini nei primi mesi di vita si nutrono di sangue materno, ma da grandi non saranno dei vampiri. Dite allora che il fatto di essere mammiferi e succhiare il latte dal seno della mamma fa di noi dei vitelli?

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Latte  vegetali acquistabili in Italia

Si tratta di latti idonei all’alimentazione del lattante a partire dalla nascita. Da 1 a 6 mesi, vengono denominati latti di “tipo 1”. Nel secondo semestre di vita i latti di tipo 1 possono essere sostituiti da latti di identica denominazione ma di “tipo 2”. L’unica eccezione è il Risolac che ha un’identica formulazione per tutto il primo anno di vita.

Qui elenchiamo quelli disponibili in commercio, in Italia.

LATTE DI INIZIO tipo 1 (DA 0 A 6 MESI)

Per leggere grande clicca sull’immagine

LATTE DI PROSEGUIMENTO tipo 2 (DAI 6 MESI A FINE SVEZZAMENTO)

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Per vedere grande clicca sull’immagine

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