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Che settembre sarebbe senza funghi? Torna #DesperateChef

Che settembre sarebbe senza funghi? Chi mi segue sa quanto io ami l’autunno e non solo per il fatto che, disgraziatamente, fra 19 giorni è il mio compleanno.

Amo l’autunno per i suoi colori e i suoi profumi. Tanti dicono che settembre è il nuovo gennaio. Per me settembre è l’inizio del tempo delle fiabe. L’autunno con i suoi colori arancio e marrone. Il profumo di castagne, cannella e zucca. Una copertina sulle gambe mentre si legge un libro. Un film horror in televisione. La Pina che sgambetta tra le foglie per terra, i rami che ondeggiano al ritmo del vento e gli uccellini che si posano leggeri su di essi.

L’autunno è magico. Carico di aspettative, di cambiamenti e rinnovamenti. In autunno sforniamo biscotti, torte, compriamo capi nuovi e ci sentiamo carichi e pronti per una nuova stagione. Non troppo freddo, non troppo caldo. L’autunno si tinge di arancione un colore bizzarro e difficile da trattare eppure talmente unico che riesce ad adattarsi ad ogni cosa: piatto, vestito o arredamento.

I funghi, in particolare, sono la mia grande passione. Che siano velenosi o commestibili sanno essere belli e fieri. Sono piccoli e meravigliosi. Sono difficili da scovare ai piedi di alberi giganti. Si nascondano. Quando, però ne scovi uno… è festa grande. Se li guardi i funghi sembrano pianeti minuscoli dentro un mondo che non gli appartiene. Ti accovacci e li osservi, speri sempre che da un fungo possa uscire un folletto, uno gnomo o una fatina. Mentre lo guardi ti sembra forte e imponente, nonostante la sua piccola statura. Quando lo stacchi dal terrone, invece, diventa morbido e spugnoso. Fragile e per questo delizioso.

I funghi raccolti da terra sono meravigliosi. L’odore di terra bagnata, la superficie porosa e callosa. Lo senti che sono esseri viventi. Se inspiri il loro odore e chiudi gli occhi percepirai tutta la vita del sottobosco. Piccola, camaleontica e meravigliosa.

Tutti noi dovremmo andare a raccogliere funghi e non importa se scoveremo solo quelli velenosi. Il bello è passeggiare sotto gli alberi, sentire le foglie sgretolarsi ad ogni passo. Fermarsi con il naso all’insù e far fatica a scorgere il cielo per quanto è fitta la vegetazione. Ogni passo un rumore. Ogni respiro un nuovo profumo. Il bosco è magico.

Certo, se non siete pratici, non staccate funghi e non portateli a casa!

Oggi è giovedì. Torna a gran richiesta la rubrica dedicata a coloro che non sanno cucinare, non hanno voglia e tempo. A coloro che prenderebbero la folta chioma di Cracco per pulirci i pavimenti. A te che del surgelato hai fatto la tua più spettacolare pietanza.

Tranquilli disperati oggi vi svelo come fare del fungo un piatto semplice, poco calorico ma molto goloso. Desperate Chef è tornato!

salvacena

Tegame di Funghi

500 gr di funghi a piacere (anche misti)

2 pomodori perini

1 spicchio di aglio

1 mazzetto di prezzemolo

50 gr di pecorino grattugiato

40 gr di pangrattato

Olio, sale e pepe

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Preparazione

ATTENZIONE i funghi non si lavano! D’accordo? Armatevi di pazienza e di un coltellino. Eliminate delicatamente la parte terrosa dei funghi e poi puliteli con carta da cucina inumidita. Ad uno ad uno, sì è noioso, ma è l’unica parte “difficile”.

Tagliate i funghi a pezzi più o meno delle stesse dimensioni. Quelli più piccoli lasciateli interi.

In una padella portata dell’acqua a ebollizione e fate scottare i pomodori, poi pelateli e tagliateli a dadini.

Tritate il prezzemolo e l’aglio schiacciato (toglie il cuore così sarà più digeribile). Trasferite i funghi su una teglia da forno, aggiungete il trito preparato, 3 cucchiai di olio d’oliva, sale e pepe.

Aggiungete i pomodori a dadini il pecorino e prezzemolo tritato.

Cuocete per 180° per 20 minuti e terminate con grill. Accompagnate con pane rustico!

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Esaurita Sciura Milanese per vocazione e per residenza. Cucina, Viaggia e Fotografa in ordine sparso e casuale. Starnazza sempre. Non guida, ma va dappertutto.

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