Vi scrivo dal volo della Air Europe. In Italia sono le 19.30 del 28 luglio. Questo post sarà portato da un piccione viaggiatore il giorno dopo. Che per voi é oggi. (Oddio mi è già venuto il mal di testa) .

Per arrivare a Malpensa abbiamo preso il Malpensa Express sempre puntuale ed efficiente. Essendo gente 2.0 abbiamo fatto il chek-in online risparmiando notevolmente sulla coda. Devo ammettere che non é stato semplice. Il povero Giammy ha provato, per ben tre volte, a fare il chek-in da tre browser differenti ed ha fallito miseramente. Non si è, però, arreso. Ha scaricato l'applicazione per iPad ed é riuscito nel suo intento.

Non so se tutti gli italiani in coda a Malpensa hanno avuto gli stessi problemi e quindi hanno preferito effettuare il check-in cartaceo prima dell'imbarco,oppure, come temo, non hanno neanche valutato la possibilità di accendere un computer per fare un'operazione differenza al solito login su Facebook.

Volo Milano Madrid tutto regolare, se non fosse per la mezz'ora di ritardo. Non sarebbe stato un problema se avessimo dovuto fare uno scalo tecnico.

Atterriamo alle 13.30 il volo da Madrid a Miami imbarca alle 14.45.

Il Giammy mi rassicura che c'è la faremo. Io lo guardo sbattendo gli occhioni, poco convinta.

Il Giammy rincara la dose con paroline magiche “Pina non ti faccio saltare il pranzo”. Mi sento più sicura.

Alzo la testa e leggo “Gate A 30 minuti”. Tutte le mie speranze si infrangono in un secondo. Mi chiedo perché il nostro volo debba partire proprio dall'altra parte dell'aeroporto. Sospirò e metto il turbo. Io al pranzo non ci rinuncio. Mi scappa la pipì ma me la tengo. Ho questa mania di inglobare più liquidi possibili per espellerli tutti insieme prima della partenza.

Mangiamo, nell'unico baretto presente al Gate A, e ci dirigiamo verso il nostro. Gate A1. Il primo dell'aeroporto. Secondo il Giammy lí volano i voli intercontinentali fighi. Io ho una strana sensazione che scorre nelle vene. Prima della pertenza, però, ho deciso di essere maggiormente positiva è così serena dico “dai fin qui tutto bene!”

Il Giammy sgrana gli occhi “me tocco li cojoni” urla accigliato.

Non lo sto a sentire. Ho mangiato, imbarchiamo tra 5 minuti e stiamo per volare a Miami. D'accordo non ho ancora fatto la pipì ma basta svoltare l'angolo e sarò finalmente libera e felice.

Giriamo a destra. Davanti a noi una corda blu delimita l'area. Di fronte 5 persone.

“Pipì” dico al Giammy.

La hostess mi sorride e mi fa cenno di avvicinarmi. Guardo il Giammy e stringo le gambe.

“Biglietto e passaporto” ordina gentile.

Eseguo. Penso che sia perché voliamo a Miami.

“L'esta?”

Per un attimo non capisco. Questa é spagnola e parla in un inglese strano. Guardo il Giammy ravanare nello zaino. Continuo a non capire.

“Esta” ripete la hostess.

Il Giammy consegna il foglio con il permesso di stare in USA (70 dollari a testa abbiamo pagato… Li mortacci loro).

Abbiamo tutto. Siamo fighi,no?

Allungo una mano, sempre stringendo le gambe, per riprendere il mio passaporto. La hostess dice “no!”. Sgrano gli occhi, mi volto a guardare il Giammy che carinamente chiede ad un altro tizio “può andare in bagno?”

Il ragazzo della sicurezza dice “no dopo” .

Oh oh. Qui c'è qualcosa che non va.

Infatti. Si tengono biglietti e passaporto e ci chiedono di seguirli.

Ho un deja vu del Giammy fermato alla dogana Canada America e la cosa non mi piace per niente. Come sempre quando sono agitata comincio a parlare. Attecco bottone con due romani mai visti.

“Ci segua controllo.”

“Sono i capelli rossi” mi prende in giro il Giammy.

E controllo sia. Devo smontare il bagaglio a mano. Zainetto di Disegual, poca roba. Già peccato che vedono la Nikon, le videocamere, le schedine. Sorridono e mi portano via tutto!

In prenda all'agitazione più totale sbotto “non ho solo quello!” E comincio a tirare fuori l'iPad, l'iPod e tutti i cavi. Non battono ciglio e si prendono anche quelli.

Mi fanno togliere le scarpe e mi guardano tra i capelli neanche avessi le pulci. Una donna mi palpa il seno. Sorridendo mi dice “sono sue” E che diamine si!

Nel frattempo al Giammy gli dicono che sta trasportando sostanze tossiche negli USA. Ci metto un attimo a capire che parlano del liquido della sigaretta. Ne sono quasi felice almeno non fuma durante la vacanza.

Vedo il Giammy arrabbiarsi. Toccategli tutto ma non la sigaretta elettronica! Vedo le rotelle del suo cervello in funzione. Sorride ed in un perfetto inglese dice “é tossico se lo bevi ma io lo fumo” .

Il tizio della sicurezza ride di gusto. Io mi accascio su una sedia. Stanno imbarcando e noi siamo qui. Fermi senza la mia attrezzatura video con il rischio di essere fermati perché il Giammy pugliese vuole fumare. O come direbbe lui “svapare”.

Il Giammy non molla. “La fumo ora!”

Abbassa voce gli sussurro “ma sei scemo?”. Non bada a me.

Il tizio della sicurezza ride ancora. Lo guarda con le mani conserte e dice “ti guardo”.

Il Giammy con movimenti lenti, pare un prestigiatore, apre la boccetta. Arrivano altri due. (Ma che hanno paura di saltare per aria…!!!). Il Giammy sorride, il sorriso da bimbo minchione che detesto. Tutti immobili a guardarlo mentre versa il contenuto nella sigaretta elettronica. Fa per girarsi verso di me, il tizio della sicurezza lo afferra per un braccio “voltati! Ti devo vedere”.

Il Giammy gli sventola sotto il naso la botticetta vuota “volevo buttarla” si giustifica.

Il tizio, rigido, risponde “qui” allunga una cesta blu.

Non ci credo. Il Giammy aspira una boccata di fumo e fa anelli davanti ai tizi della sicurezza. Loro lo guardano come fosse l'uomo bianco venuto tra gli indigeni.

Ridono. “Ok potete andare” ci dicono benevoli.

La mia mascella cade per terra come fossi un cartone animato. Penso di aver sbattuto gli occhi per almeno tre volte. Imbronciata chiedo ” posso fare la pipì?”

La donna, palpatrice di tette, dice “di qua” e indica il bagno. Non prima di avermi messo un bel timbro verde sul biglietto in cui si dichiara che non sono pericolosa.

Comincio a correre verso il bagno. Poi un pensiero. Mi volto metto le mani come fosse una pistola e faccio “bang!”

Per dover di cronaca informo che poi alla fine siamo partiti dal Gate D, ovvero lo stesso da cui siamo scesi! Il Gate indicato era solo per questi assurdi controlli.

Son americani” ripete, sereno, il Giammy.

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