Oggi per la rubrica Diario di un’Esaurita felice parliamo di Vitamina D. Lo so gente. Avevo promesso un video allenamento. Volevo girarlo in esterna, ma a Milano è arrivato l’autunno. Confidiamo nel week end.

La vitamina D è indispensabile per le ossa. Il nostro organismo può farne una scorta. Esistono la vitamina D2 ( di origine vegetale) e la vitamina D3 (di origine animale). Entrambe sono attive grazie alla trasformazione della vitamina D ad opera dei raggi solari. La formazione di vitamina D può derivare indifferentemente da quella vegetale o animale.

La vitamina D, oltre a proteggere le ossa, aiuta denti e cartilagini. Carenze di vitamina D possono riscontarsi in bimbi nati prematuramente o soggetti che non si espongono mai al sole. Una precisazione sull’esposizione al sole. Vero che la vitamina D viene prodotta con i raggi solari, questo non significa che stare ore al sole ci aiuta. Per le pelli chiare, come la mia, sono sufficienti 5 minuti al giorno di esposizione. Sopratutto di esposizione di mani e braccia. Non per forza al sole sdraiati su un lettino, ma semplicemente camminando in città. I sole migliore è quello che ha una latitudine di 42 gradi, ovvero in estate. Le carnagioni scure avranno necessità di esporsi di più. Senza mai superare l’ora.

I soggetti che hanno problemi di fegato, di reni o che assumono farmaci particolari (antiepilettici) possono incorrere in carenze di vitamina D.

La carenza di vitamina D determina la fragilità e deformazione alle ossa, spasmi e crampi muscolari.

Un dato allarmante è che il 70% delle donne affette da cancro al  seno presenza carenze di vitamina D. C’è quindi una stretta correlazione tra le carenze di questa vitamina e lo sviluppo di patologie tumorali.

La vitamina D abbiamo detto che si genera con l’esposizione al sole. Ma sappiamo tutti benissimo che l’esposizione al sole può alterare e far morire le nostre cellule cutanee. Ed allora come fare?

La prima grande verità è che le creme solari possono essere dannose. La crema solare deve proteggere la nostra pelle dai raggi UV ma non deve “soffocare” la pelle. Lasciate perdere quindi le creme che promettono miracoli oltre che proteggervi dal sole.

La crema solare per considerarsi sana, non deve essere pigmentata (il mio dermatologo mi ha detto senza mezzi termini che la Nivea per i bambini non va bene!), non deve avere una consistenza troppo “cremosa”. In sostanza una buona crema solare non vi deve lasciare oliati o darvi quella sensazione di “incremati”. Deve essere subito assorbita dalla pelle ma non deve ostruire i pori.

Comprare una crema solare mai inferiore alla protezione 20 se hai la carnagione scura, se no vai direttamente sulla 50.  Sfatiamo il mito che non ci si abbronza. E comunque abbronzarsi, inteso come cambio del colore della propria pelle, non fa bene. Prendere un colorito è una reazione normale alla nostra esposizione solare, diventare “neri” è male. Quindi buttate ora, SUBITO tutti gli oli solari, creme profumate, colorate e “puttanate” varie. E fossi in voi mi scorderei della Nivea.

Dato che il sole è nostro alleato per la vitamina D quando ci esponiamo al sole, oltre che utilizzare una buona crema, è opportuno al mattino, durante e post sole assumere vitamina C e vitamina D. Ecco perché preferibile d’estate fare una colazione ricca di frutta e oltre l’acqua bere frullati (senza latte vi prego) o centrifugati di verdura. Ottimo anche mangiare carote durante la giornata.

Consigli su come conciliare sole e vitamina D

  1. Non risparmiare sulle creme solari. Utilizzare sempre un fattore di protezione alto;
  2. Se durante l’anno siete stati chiusi in casa o in ufficio, non esponetevi direttamente al sole. Indipendentemente dal fattore di protezione usato. Aspettate almeno 2 giorni prima di un’esposizione totale. La melanina viene prodotta nelle successive 48 ore, nel mentre i rischi di malattie alla pelle sono altissimi;
  3. Alimenti ricchi di vitamina D:

– pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine e merluzzo;
– olio di fegato di merluzzo;
– latte e lattici;
– uova;
– verdure a foglia verde.

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