Nasco a Torino. Vivo ad Acilia e poi in ogni paesino dove l’affitto non fosse troppo caro per mamma.

Per anni ho invidiato le persone che aveva sempre un posto dove tornare.

A 30 anni l’ho trovato anche io. Milano.
La MIA CITTÀ.

Amo le Sciure con la puzza sotto il naso. I negozianti che non salutano. Gli imbucati “teroni” che fingono accento milanese. Amo le persone che vanno all’Esselunga con abiti firmati.

Ma più di tutto amo alzarmi la mattina, scendere le scale del mio appartamento per ritrovarmi al centro dell’Europa.

Vivo a Milano, a due passi dal centro. Dal 10 maggio 2015 vivo in simbiosi con i giapponesi, i russi e i marocchini. Vivo passeggiando tra le affollate vie di Milano; quando ho bisogno di qualcosa mi fermo. Osservo, mi giro… e voilà! Ecco cosa cercavo. Qualsiasi cosa necessiti, Milano riesce a soddisfarmi.

Ci sono giorni in cui voglio stare da sola con la vecchia Sciura Milano. Ci sono posti nascosti, dimenticati e per questo magici. Sconosciuti ai pendolari e ragazzini. Dove ancora trovi l’anima di mio nonno con il giornale sotto braccio che cerca di far capire che Milano non è per tutti. No Milano non è di tutti e per tutti.

Milano è per chi ha un briciolo di nostalgia, un “quanto basta” di puzza sotto il naso e 10 grami di esibizionismo. Milano è la città delle contraddizioni. Bella per chi riesce a coglierne l’anima, orrenda per chi è costretto a viverci per lavoro.

Milano per molti è solo meta di shopping, aperitivi e concerti. Ma Milano, Sciura calpestata e dimenticata, sa offrire angoli di pace, silenzi e incontri. Assaggi, passeggiate e letture su tavolini con wife gratis.

Da oggi Milano è sotto gli occhi del mondo. Milano ambasciatrice del made in Italy. Un qualcosa che non ha bisogno di grosse premesse all’estero. Nel mondo siamo apprezzati per i nostri prodotti, uno fra tutti il cibo. E quest’anno le nostre eccellenze, grazie a Milano, si metteranno in bella mostra. Expo Milano 2015 non è solo questo. Si vuole affrontare un argomento vitale: nutrire il pianeta.

Sono certa che coloro che visiteranno Expo Milano ne rimarranno meravigliati e entusiasti. Sono altresì sicura che apprezzeranno la Sciura Milano.

Ho, tuttavia, dei dubbi sugli italiani.  Sì; parlo di voi che state gufando che qualcosa vada storto, che arrivi un manifestante che possa entrare e fare disastri. Voi che per mesi avete sperato che qualche padiglione non venga finito, che possa succeder un incidente, che possa arrivare un articolo dalla stampa estera a sputtanarci. A tutti voi, e siete tanti, fatemi un favore. State a casa. Tacete.

Non sputate su Milano e su questo evento. Certamente avremmo fatto le cose all’italiana, ma sapete siete italiani anche voi. Quindi, per una volta, invece che puntare il dito e distaccarvi dalla vostra NAZIONE, cercate di cambiare mentalità. Cercate di vedere l’occasione che c’è dietro all’Expo. Cercate anche solo di sorridere, essere più sereni e godervi quello che Milano e l’Italia intera ha da offrirvi.

E se vedete qualcosa che proprio non vi piace. Ditelo, con rispetto e educazione, ma sopratutto da oggi stesso cercate voi stessi di cambiare e fare qualcosa per cambiare.

Se invece siete così ottusi e miopi e vi piace tanto gridare «Che schifo!» allora siate coerenti non ci venite a Milano. Non mettete piede all’Expo e sparite. Se non potete andare all’estero, state nelle vostre case e scordatevi della città di Milano.

Chiedo solo un pochino di coerenza, rispetto e per una volta una stretta di mano alla mia cara Sciura Milano.

In nome di nonno Luigi nato e morto a Porta Vigentina non calpestate Milano. Se non siete in grado di amarla, quanto meno rispettatela.

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