È un periodo che non va. Non lo volevo ammettere. Continuavo a trascinarmi, indossando il mio sorriso migliore. Mi sono impegnata ad alzarmi, essere serena e a fare. Non ci sono riuscita.

Non sono capace di mentire.

Non va. Posso dare la colpa alla primavera, alla sfiga ai problemi. La verità che sono io a non andare.

Questa mattina mi sono alzata con l’intento di forzarmi e di mantenere la parola data. Niente di eccezionale Ho detto a Veronica che avrei partecipato ai suoi eventi. Così puntuale sono andata al Best Western per partecipare ai due eventi a cui mi sono iscritta. (Se sei curioso leggi il suo post qui)

Parte dell’evento era dedicato a quattro donne diverse ma con una cosa in comune. Gli attributi.

Mi ha molto colpita la storia di   Elisabetta Ferrari. Già appena entrata mi ha smosso qualcosa, e non era solo il fantastico abito indossato, sono stati i suoi occhi Ho avuto un flash, non mi era mai capitato. I quegli occhi ho rivisto quelli di mia Zia che non c’è più.  Elisabetta ha iniziato a parlare, ma per me era mia zia con un taglio di capelli particolare ed un vestito da urlo. Più parlava e più mi sentivo a disagio. Nelle sue parole mi sono rivista con abiti scuri in consulenza, mi sono rivista a correre tra i piani della Banca a fare quello che mi piaceva fare.

Mi sono accorta che il mio lavoro mi piaceva e non mi apparteneva. Non ho mai pensato di cambiarlo, la mia vita andava bene così. Era una realtà che mi piaceva, avevo i soldi e il Giammy. Sapevo che non mi apparteneva l’abito nero, molte persone intorno a me sostenevano che il mio lavoro era un altro. Nessun o mi ha detto quale fosse. Io non ho mai sentito l’esigenza di cambiarlo.

Poi sono rimasta senza lavoro. Non ho fatto come le donne conosciute oggi che si sono reinventate un lavoro.  Io ho continuato sul mio binario, quello della finanza. Trovando porte in faccia e nessun sostegno.

Poi, siamo sinceri, è arrivata la mia occasione. Una porticina si è aperta. Non c’erano garanzia, non c’era uno stipendio ,non c’era niente. Io sono andata letteralmente nel panico. Il panico mi ha morso è salito fino all’esofago… non sono in grado di prendere decisioni veloci. .. Ed ho rifiutato.

Forse la mancanza di disperazione non mi ha fatto accettare quella proposta. Ma forse, ad essere sinceri, se fossi disperata, se dovessi pagarmi un affitto, sfamare un figlio, sarei andata al Mcdonald o avrei pulito case.

Oggi c’è stata una frase che continuava ad essere ripetuta “uscire dalla comfort zone” ovvero rompere il guscio, gli schemi, andare.

Nel mio piccolo mondo di fobie un pochino l’ho fatto. L’ho fatto incontrando alcuni di voi, con il mio ebook, ed oggi andando ad un evento in cui mi sentivo la mosca bianca. Non è sufficiente però.

Intorno a me c’erano donne di quaranta e passa anni, erano decisamente più giovani di me, acchiappano stimoli come un ramarro prende mosche. Erano tutte fighe, non nel senso di belle, ma forti, sorridenti e tutte con una storia. Tutte con problemi, veri e forti.

Ho sempre pensato di avere anche io una storia. Non ce l’ho. Sono fatta di paranoie e insicurezze.

Non sarei mai capace di reinventarmi perché non so quello che voglio.  Molte di loro sapevano cosa volevano e se lo sono andate a prendere… poi la vita é strane apre porte e opportunità diverse.

Io so solo che amo scrivere, ascoltare storie e rendermi utile. Ecco che cosa posso fare da grande?

Veronica ha riferito che molto si sono ispirate da loro, io ho compreso di non avere l’attitudine. Non sono una vincente. Sono una viziata paranoica nata con la camicia.

Ora lo so. Vero ho avuto un’infanzia di merda, un’adolescenza inesistente. Vero nel 2004 la mia vita stava per finire. Ma non l’ho fatto, perché anche per uccidersi in qualche modo ci vogliono le palle. Ma dopo quel 2004 cos mi è andato storto? Ho perso il lavoro, la casa, melanoma ? Beh sai quanta altra gente ha questi problemi. La differenza che io ho un tetto sopra la testa, il Giammy e posso andare in vacanza.

C’è gente che lavora una vita intera e non ha nulla di tutto ciò.

Quindi esattamente Di cosa mi sto lamentando? Di cosa dovrei incazzarmi?

Sono io che non vado. Sono io.

Io che non ho amici, io che non ho un network, io che non ho stimoli, io che non so cosa accade nel mondo. Sto implodendo. Ecco cosa non va.

Ho iniziato l’avventura Diario di un’Esaurita Felice per me. Bugia. L’ho iniziato perché sparavo di avere sostegno, di canalizzare attenzione.

Ecco di cosa ho un fottuto bisogno. Attenzione. .Ma non è una cosa che puoi ottenere senza fare niente.

Questo progetto, quello del Diario, lo voglio portare avanti PER ME. Devo darmi una mossa. Ho la vita mi scivolerà tra le dita con tanti se e ma.

Dall’incontro di oggi ho imparato che non sarà mai una di loro. Sono gelatina. E le gelatine non diventano tacchi a spillo.

Mi sento in colpa e mi scuso con Veronica. Avrei voluto rimanere. Ero curiosa e interessata a vedere il suo evento. Mi piace lei, Veronica, il suo modo di parlare. Avrei voluto alzarmi ed abbracciarla. Mi sono sentita tanto piccola. Eppure non è tanto più grande di me. Avrei bisogno di una persona che mi dica le cose. Mia madre non l’ha mia fatto. E non ho avuto amici. Da sola non sono in grado di saperle le cose, fondamentalmente perché non so di non saperle.

est

Alla fine della giornata ho ricevuto una spilla da Cristina, una forza della natura, semplicemente mi ha detto che vuole una videoricetta. L’avrà. All’estetista cinica non si dice di no.

Da oggi ho imparato alcune cose.

1) non sono brutta

2) sono il peggior nemico di me stessa

3) non so cosa siano i veri problemi

4) o prendi o vai

5) Io a Veronica le voglio bene. Ma di quel bene da “falling il love”

Da questi cinque punti voglio trarre una cosa sola. FAI, AGISCI. Ora o mai più.

Ci sono solo tre cose che al momento voglio più di qualsiasi cosa: vedere il mio libro in una libreria Mondadori (non in una qualunque questa è la verità al 100%), avere un figlio (ecco l’ho detto che  è inutile nascondersi) e uscire di casa a testa alta serena senza attacchi di panico.

Riparto da qui. Dall’unico post in cui è casa. Il blog.

Grazie e scusa Veronica.

Se qualcuno non conoscesse questo folletto pieno di voglia di vivere, attributi, tacchi e  consigli. Il suo blog: .sporablog.com/

I suoi eventi sono organizzati da Stiletto Accademy di cui è la fondatrice.

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