Siamo giunti alla fine di questo percorso. In questo post dovrei affrontare il tema del di Self Marketing ma non ne so nulla e non lo pratico. Non ho esperienza nel campo e quindi non posso parlarne.

FASE 5 – SELF MARKETING

Fin da subito quindi vi dico di rivolgervi a chi ne sa più di me. Per quanto riguarda la mia esperienza vi consiglio due persone eccezionali umanamente e professionalmente. Marco e Veronica.

Marco l'ho conosciuto nel lontano 2007 quando gestivo un'associazione no profit. Ci siamo subito piaciuti. Entrambi entusiasti nel fare una cosa insieme. Solo che lui la fa meglio e per lavoro 🙂 Il suo blog è MarcoMasarotto.com

La seconda è Veronica, conosciuta alle cronache (figo scriverlo così ahahah) come Spora. Odiata da molti e per questo vincente. So che è contraddittorio, ma sul web se ti criticano pesantemente vuol dire che hai successo. E lei ce l'ha. Non solo Tacco 12, ma palle, voglia di fare e una capacità innata di coaching. Il suo blog: sporablog.com Ma sopratutto vorrei che leggeste questo post circa il Self Branding.

Torniamo a noi. Perché tutta questa premessa?

Abbiamo capito che scrivere lo può fare chiunque ed è giusto che lo facciate. Ma raccontare è un'altra cosa.

Vorrei precisare che non sono qui a scoraggiare nessuno, ma semplicemente a dire “Fatelo ma con coraggio”. Se volete scrivere, fuori le palle, in alto la testa e rimboccatevi le maniche. Lavoro e lavoro.

Se scrivete per passione e hobby fatelo con attenzione e cuore ma sappiate che é un'altra cosa.

La scorsa settimana vi ho spiegato perché ho deciso di autopubblicarmi. Le motivazioni son ben lontane dal “Son figa, penso di saper scrivere e quindi pubblico”. Ho scelto, ci tengo a ribadirlo, il self publishing perché consapevole dei miei limiti. Della storia, del modo di scrivere e del fatto che non l'avevo mai fatto prima.

Autopubblicarmi è stata un'esperienza. Una sfida con me stessa, vedere se ero davvero in grado di portare avanti un progetto.

Per un anno intero ho focalizzato la mia attenzione sugli autori di narcissus.me (editore che ho scelto io per auto pubblicarmi). Come vi accennavo la volta precedente, tutti coloro che hanno avuto un buoni risultati non sono gente qualunque. Avevano già un pubblico.

Troverete su diversi blog che per far conoscere il vostro libro dovrete fare Self Marketing e vi diranno che si fa così:

  • essere presenti sui social network
  • far leggere il vostro libro a ragazze che recensiscono libri
  • aprire un sito di voi e del libro
  • pubblicizzare il vostro libro sul vostro blog.

Per carità. Cose utili ma ovvie. Una goccia nel mare. Il self marketing è altro, ecco perché ho citato prima Marco e Veronica.

Ipotizziamo che avete un blog in cui scrivete storie e racconti. Che abbiate all'attivo circa mille followers. Scrivete un libro e lo pubblicizzate giustamente sul vostro blog. Secondo voi quanti di queste mille persone lo compreranno sul serio? E sopratutto quante di queste persone lo leggeranno. Perché qui il problema non è vendere ma farsi leggere.

Se ti affidi ad una Casa Editrice il problema è vendere come abbiamo già visto. Se sei da solo il problema è farti leggere. Più persone vi leggono e più si scatena il passaparola che se fosse onesto e di dimensioni importanti allora può anche portare davvero a qualcosa; in altri termini che qualcuno si accorge che una persona comune ha scritto qualcosa. Non di bello, brutto ma che ha un appeal sul pubblico. Capirete anche voi che per ottenere l'effetto boomerang i numeri devono essere importanti. Riflettete per un secondo e rispondetevi sinceramente “I miei followers del blog e Facebook sono così numerosi e atttivi?” Secondo me no.

Nella mia esperienza pensavo che almeno su 500 persone 100 potessero leggere il mio libro. Non credevo nei numeri, ma per mettermi in discussione, nel mio microcosmo, pensavo in almeno 100 persone. Invece siamo a cinque. Giusto così per darvi idea di ciò di cui stiamo parlando. E sono cinque non perché non hanno lettoil libro, ma perché su 500 followers solo cinque si sono accorti che ho pubblicato un libro. Molti mettono mi piace qui sotto senza leggere (e questi oggi neanche si accorgeranno che per l'ennesima volta li sto punzecchiando). Loro mettono mi piace, subito, dopo un secondo dalla pubblicazione del post esclusivamente per farsi pubblicità. Altri guardano le foto, cercano un contenuto e se ne vanno. Facebook? Ahahah é risaputo che leggono solo il titolo di un articolo ma non clicccano per l'intera notizia. É così che le news fake prendono piede!

Mi sono stupita invece di altre persone assolutamente sconosciute che mi hanno letta. E di queste ci sono due editori microscopici, ma che hanno speso parole che mi hanno aiutata.

FASE 6 – ASPETTATIVE E RISULTATI

Posso anche pensare di voler scrivere, ma non posso pensare di saper scrivere. É sottile, ma è questo che mi sento di condividere con voi.

Ci sono centinaia di persone che si sentono scrittori. Alcune ne sono davvero convinte, altre è più per la gloria. (Spero non per i soldi perché ne vedreste pochi).

header_bea

Io penso di non saper scrivere. Lo so. Conosco anche le motivazioni.

Ho una leggera forma di dislessia, ho imparato a scrivere solo in terza elementare per un mio rifiuto contro chiunque mi dicesse cosa fare (fico eh!). Scrivevo da sinistra verso destra omettendo i soggetti. Sono andata dallo psicologo ed è venuto fuori che ho l'emisfero sinistro particolarmente sviluppato e che va domato. In altre parole, sono una che possiede una forte immaginazione, talmente forte che se non mi metto i sassi nelle scarpe volo via. Creo storie, ci vivo in quelle storie, in maniera talmente tanto convincente da avere amici immaginari. E questo non è tanto per dire. É successo , per anni. A supporto della mia solitudine e per quanto mi è successo da ragazzina.

Senza basi di grammatica non si va da nessuna parte. Aggiungi anche un'ignoranza generale dovuta alle scuole che ho frequentato e alla mia scarsa voglia di studiare… Eppure mi sono laureata a 23 anni. Io sono l'esempio vivente del fallimento scolastico italiano.

Abbiamo messo i punti, con che faccia mi alzo una mattina e dico “Ehi io sono uno scrittore?”. Ma anche fossi un pozzo di grammatica, filosofia e lettura come faccio a credere di essere uno scrittore?

Io racconto storie.

Un piccolo editore mi ha scritto che me lo avrebbe pubblicato. Io ho gentilmente rifiutato. L'altra Beatrice non è un libro. L'editore in questione è lí che mi aspetta. Gli ho confidato due progetti… si è illuminato. “Non smettere di raccontare”. Questo il suo monito.

Scrivo e la gente piange. É una cosa che mi turba. Da sempre.

Scrivo di loro, di me. Di storie, di amici immaginari. Lascio pezzi di carta in aule universitarie,su scrivanie di ufficio, commenti sui blog e mail private. E le mie parole diventano boomerang. Le persone piangono, si commuovono, ridono, mi abbracciano. E tutti a dirmi “ancora”.

Per questo scrivo, per la mia attitudine a connettermi con i cuori delle persone. Per la mia incapacità a tenere i piedi per terra. Per il mio emisfero sinistro che è così ingombrante che sono più egocentrica di Silvio Berlusconi. Per questo, e molto altro, non sono una scrittrice.

Sono una zingara che inventa storie.

La base del self marketing deve avere anche una consapevolezza di quello che sei, di quello che fai ma sopratutto di quello che vuoi ottenere. Io non ce l'ho. E scusate se sono saccente, ma dubito che anche voi lo sappiate. Salvo non essere già qualcuno in un microcosmo.

Dal mio autopubblicarmi ho capito una cosa. Non ho problemi a stare dieci ore seduta davanti ad un pc e scrivere. Non ho problemi a stare seduta per terra con i fogli sparsi e correggermi. Non ho problemi a farmi massacrare sull'italiano.

Ho il problema di andare in panico quando uno mi dice “la storia c'è” e questa persona è Chiara Mazzotta una che di libri se ne intende.

scrivere

Altra cosa che ho imparato che non è difficile trovare qualcuno che ti pubblichi un libro. Editori, piccoli e onesti, ne è piena l'Italia. Occorre solo avere le palle di proporre il proprio manoscritto. Non pensare di pubblicare con i grandi, non pensare di diventare famoso e scordati i soldi. Pensa se ti piace raccontare .

Come cercare degli editori italiani? Non è poi così difficile. E smettere di cercare su google “Pubblicare un libro” non è così che si fa.

COSA DA TENERE A MENTE

  1. Nessun editore vi deve chiedere dei soldi per pubblicare i vostri libri
  2. Proponete il libro a editori che trattano il genere. (E' del tutto inutile spammare a tutti. Se scrivi un libro rosa perché lo mandi a una casa editrice di libri di cucina?)
  3. Non avere paura. Comprendo sia la parte più difficile. Osate, provate. Il libro è fatto finito, riletto, sistemato? Va bene. Inviate. Non attendete e inviate. Spesso non riceverete risposta. Non importa. Inviate. Andate avanti.
  4. Correttori di Bozze Fuck. Troverete tantissime persone che vi diranno che se non è scritto bene non sarà pubblicato. Fesserie. E qui non lo dico io. L'ho chiesto a persone del settore. Mi hanno detto che c'è fame. Se un libro ha la storia è scritto in italiano non importa se è gergale o salta qualche congiuntivo. Deve vendere. Se aimeh c'è un errore di battitura non è quello che non vi farà pubblicare.

Pensate “Davvero ci interessa che sia scritto come un libro di Aldo Busi?” Non penso proprio. Ho letto Moccia per capire. Ed ho capito che non è il mio libro. Scrive per i giovani di oggi, io sono degli anni novanta. Non è scritto bene, ma che importa. Vende. Le storie sono storielle, fa niente. Piace.

Quindi smettiamola di criticare e di dire “ah la grammatica”. Certo attenzione, lavoro e rilettura. Ma ci deve essere la storia. Se quella c'è, ve lo garantisco, un editore lo trovate. Però fatemi il favore di non definirvi scrittori e non pensate, nemmeno per un secondo, di diventare famosi.

Volete la fama? Spogliatevi, andate nel centro della vostra città. E state nudi per una settimana con il vostro libro in mano. Così andrete in TV . non vi garantisco però che poi il vostro libro venga letto.

TIRIAMO LE SOMME

Dato che mi si può accusare di tante cose, ma non della mia buona fede e di metterci la faccia. Forse anche troppo. Dopo tutto questo blabla i numeri. Di cui non mi frega molto ma penso possano aiutare.

Ho pubblicato l'altra Beatrice il 27 agosto 2014 con narcissus.me che ti da la possibilità di pubblicare su tutti gli estore e di realizzare l'ebook autonomamente con un programma di editing. É una delle case che paga di più se vi può interessare.

Ho messo in vendita il mio ebook a 0,99 cent perché, come già detto, gratis non mi andava e di più non aveva senso.

Ho pubblicizzato il mio ebook sul mio blog e ho creato un piccola pagina su Facebook per raccogliere le recensioni. Non ho attivato nessun tipo di canale pubblicitario e non so un h di self marketing. Conto 500 followers su Pinalapeppina.com con mediamente 200 visite al giorno e ben 81 amici su Facebook (sono una tipa che ama la qualità). Se ti va di seguirmi clicca qui.

Questi sono stati i risultati

grafico

Totale di vendite: 36

Totale incassato: 17,65 euro

Aspettative: Nr copie 70

Nonostante il mio profilo basso è stato ancor più basso ^__^

Keep Calm and Blog On!

Per il futuro? Ho tanti progetti, uno realizzabile. Ma dipende da me, dalla mia capacità di prendermi le palle in mano. Alla fine si riduce tutto a questo. Se vuoi qualcosa, vattelo a prendere.

NELLE PUNTATE PRECEDENTI

FASE 1 – LA STORIA

FASE 2 – LA STORIA DIVENTA LIBRO

FASE 3 – LA PUBBLICAZIONE DI CHI?

FASE 4- HO SCELTO DI AUTOPUBBLICARMI

 

Print Friendly, PDF & Email