Le patate sono quell’alimento che mai ci dimentichiamo di avere in casa. Può mancare il latte, il pane, la frutta ma qualche patate è sempre nascosta in un angolo sperduto della nostra cucina.

C’è chi le tiene in un cesto di vimini sotto la finestra, sotto il lavandino. Fuori sul balcone o giardino. Chi preferisce tenere in frigorifero.

Il problema delle patate è che le mangiamo la domenica con l’arrosto. Le rifiliamo ai bambini sotto forma di purè, crocchette e fritte. Il resto del tempo se ne stanno lì come delle signore a sparlare degli altri. “Hai visto il broccolo è talmente vecchio che si è piegato in due”. Le patate parlano sempre. Pensano di essere indispensabili e credono di non invecchiare.

Non si rendono conto che le settimane passano e sulla loro chioma dorata cominciano a comparire dei duroni, ad alcune crescono i primi capelli bianchi. Occhi li chiama mamma. Gli Occhi della Patata. Ci sarebbe da farci un film Horror.

A quel punto le guardi e dici “Ed ora?” il purè si sa con le patate vecchie non viene buono. Sospiri e urli a tuo marito “Te l’avevo detto che non avremmo mangiato tutte queste patate”. Si, perché al maschio di quello che compri al supermercato non importa granché. Eppure, non si sa bene come, è pronto a prendere un chilo di patate e metterlo nel carrello. E’ il suo modo di dire “Ehi!Una volta con le patate ci sapevo fare“.

Sospiri e sorridi sotto i baffi. Tuo marito o non ha sentito oppure ha fornito una di quelle spiegazioni logiche sole nel mondo maschile o di bambino che poi diciamolo è lo stesso mondo il confine sono i capelli. Il Maschio ha il cervello di un ragazzino di 12 anni senza capelli. Il capello è il confine tra l’uomo e il bambino.

Così prendi la patata la guardi e le dici “Dimmi che non sei marcia”. La apri. E tagli tre quarti di patata. Dura, viola e con quell’occhio che per poco non si spalanca. Svelta la fai a pezzi la lavi. Ti asciughi le mani. Rispondi a un Whatsapp. E dici “E ora che ci faccio con ste patate?”

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Pasticcio di Patate – Ricetta riciclo

Ingredienti

500 g di patate
2 cucchiai di grana grattugiato + 1 per la copertura
Pangrattato q.b.
1 uova
300 g di polpa di vitello tritata
una costola di sedano
una carota
mezza cipolla
un cucchiaio di polpa di pomodoro o concentrato
1 cucchiaino di senape
Mezzo cucchiaino di curry

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Preparazione

Fai bollire in acqua non salata le patate. Ci vuole circa mezz’ora. Se sono vecchie e decrepite meglio qualche minuto in più che in meno. Per far prima lessatele senza pelle. Lasciate raffreddare.

In una pentola fate un soffritto di cipolla, sedano carote. Aggiungete la polpa. Fate rosolare. Unite la polpa fate cuocere per mezz’oretta.

Una volta raffreddate le patate, schiacciatele con la forchetta. Unite la senape ed il curry. Amalgamate il tutto. Unite l’uovo, il pangrattato sale e pepe. Se dovesse essere troppo asciutto un goccio di latte.

Lasciate riposare la trita per qualche minuto. Non deve essere troppo acquosa.

Io ho usato le cocotte che amo. Il composto è stato in due di queste Voi potreste usare delle formine di alluminio o porcellana. Quattro/sei. O semplicemente una teglia.

Mettete metà del composto alla base della cocotte poi la trita, coprite con il restante composto di patate. Sopra coprite con pangrattato e parmigiano. In forno a 200 gradi per 15/20 minuti.

Non di scena ma delizioso.