Come tutti sapete, dato che vi ho rotto le scatoline prima dopo e durante, ho passato quattro giorni in Danimarca per la precisione a Copenaghen. Dal 28 dicembre 2014 al 1 gennaio 2015. Anche se a dire il vero il primo gennaio ho preso solo l’aereo per il viaggi di ritorno.

Copenaghen è una splendida città. Vivibilissima che ha tanto da offrire. Una di quelle capitali che anche se non ti prepari il giro è già solo piacevole passeggiare e guardarsi in torno. Certo poi ci sono i musei, la storia, l’arte e la musica. Ma Copenaghen è la classica città da girare in bicicletta fermandosi dove vi piace a sorseggiare della cioccolata calda oppure una bella birra artigianale. I Danesi sono cordiali, solari e ti vengono sempre in contro. Parlano perfettamente inglese e mi ha stupito scoprire che alcuni parlano anche qualche parola di Italiano. Sono molto pazienti davanti alle nostre evidenti difficoltà. Non cercano di aiutarti per forza creando spiacevoli teatrini. Fanno un passo indietro e aspettano. Tutto il tempo necessario che vi serve per orientarvi, capire e chiedere.

Nei locali, anche i più piccoli, non importa se ordinate da bere o da mangiare, nessuno vi caccerà via. Neanche quando c’è una coppia che sta attendendo di mangiare da più di quaranta minuti. Si fidano molto del prossimo a volte troppo, sfidando l’educazione italiana, magari lasciandovi la possibilità di uscire senza pagare o di afferrare qualcosa. Ma loro si fidano. Niente tornelli alla metropolitana, niente bigliettai. Ognuno è responsabile di se stesso. Della città e del mondo in cui vuole vivere. E difatti sono ordinati, silenziosi, puliti ed educati.

Tranne il 31 dicembre. Dalle 23:40 alle 6:00 la città subisce una trasformazione. Tutti staranno sparando botti. E l’orario non è casuale. In ogni strada troverai il pacato danese che ti spara fuochi d’artificio. Niente di illegale e nessun ferito. (Sono stata tutto il girono seguente a cercare notizie). L’unico disagio è per bimbi e cani che si tappano le orecchie. E la sottoscritta che ha paura dei fuochi e correva in assetto da guerra alla disperata ricerca della via verso l’hotel.

La vita in Danimarca è cara se paragonata alla nostra. Certamente non mangerete con poco e vi sembreranno assurdi i prezzi dell’acqua. Più viaggio per l’Europa e più però mi rendo conto che i “diversi” siamo noi e i greci, perché per certi versi anche la Spagna sa essere più cara di noi.

Siamo andati sotto periodo di Natale e quindi mi aspettavo molte più luci e addobbi, ma mi hanno spiegato che lí festeggiano il giusto. Ovvero dal 26 dicembre non è più Natale. Ci sono gli addobbi, ma pochi. Non è un “comprare per forza” . E’ una città di fiabe, racconti, biscotti e profumi. Non c’é bisogno del pacchiano per sentire la magia. Salvo non andare ai Giardini di Tivoli e allora lì beh sarete catapultati nella casa di Babbo Natale.

Come per Dublino ho sottovalutato il freddo. Onestamente, in quei giorni, faceva più freddo in Italia ma stando in giro tutto il giorno ti penetra dentro e a quel punto sei fregato. Se si va d’inverno occorre fare molte tappe per riscaldarsi o indossare magliette tecniche che si trovano al Decathlon per dodici euro. Le indossano anche i danesi. Sembrano vestiti leggeri, ma semplicemente perché sotto hanno la maglietta tecnica e sopra il cappotto. Ok d’accordo noi comunque indosseremmo il piumino e i guanti, ma voglio dire meglio un qualcosa che non faccia passare l’aria e l’umidità (è pur sempre una città circondata dal mare) piuttosto che sembrare l’omino Michelin.

La luce andava via verso le tre e mezza, a me questo è un fatto che piace. Certamente Copenaghen in primavera deve essere spettacolare. Con il sole che riflette i colori delle case e gli innumerevoli parchi. E certamente lo stare in giro tutto il giorno, magari su una bicicletta diventa qualcosa di estremamente piacevole.

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Oltre che a Copenaghen siamo stati anche a Malmo che dista trenta minuti di treno e un’ora di bus. Molti consigliano il bus perché potrete passare attraverso lo splendito ponte sopseso sul mare, simbolo della Danimarca. L’accesso verso i paesi del nord come viene giustamente definito. Noi abbiamo preferito il treno per metterci di meno e dato che il bus passa dall’aeroporto. Per chi non lo sapesse Malmo è in Svezia è una graziosa cittadina che merita una visita se si hanno giorni da spendere. E (faccio la profana) c’è lo Starbucks più bello che abbia mai visto. E ne ho visti parecchi 🙂

Per le Fotografie di Copenaghen non dovete far altro che cliccare qui.

Per le Fotografie di Malmo invece qui.

I Miei Vlog a Copenaghen

Come sapete mi diletto anche con video che su Yotube chiamano #Vlog. Funziona come per il blog un video al giorno. Quindi sì aimeh avrete 4 video. A dirla tutta manca ancora quello del 31 Dicembre. Ma sto lavorando.

28 Dicembre 2014: Vlog DAY 1 Copenaghen – Il Castello di Rosenborg la neve vien giù

29 Dicembre 2014: Vlog Day 2 – #Malmo (Svezia) – La Pina Smemorata e tristi finali

30 Dicembre 2014: Vlog DAY 3 Copenaghen – La Pina malaticcia, cavalli reali e le luci di Tivoli

Quando pubblicherò il video del 31 dicembre, sì disgraziatamente ve lo comunicherò, vi farò anche il sunto dell’itinerario e della mini guida che mi sono fatta. Sempre perché “La Pina vuole condividere, aiutare, starnazzare”.

 

 

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