I segreti delle Sciure di Milano

Milano

Io amo vivere a Milano. Odiatemi. Ma è così.

Per una cresciuta tra Acilia, Montà d’Alba Milano è come NY per voi. Mi sono laureata in Cattolica ed ho sempre lavorato nel centro di Milano, eppure non l’ho mai sentita mia. Immagino come il restante popolo dei pendolari (Laura non urlare! Ti vedo lì in fondo che ti stai sbraciando…). Io ero un topino di campagna che viveva nelle fogne della metropolitana. Oggi sono una topina che ha come capo una Pepera (Peppina Docet) e che vive in Città Studi. Nella Grande Milano.

Osservando le Sciure di Milano, quelle che ci vivono sul serio, ho scoperto un paio di cosine. La prima in assoluto che se sei di Milano non prendi la metropolitana.

Per quanto tu possa abitare fuori è tutto talmente a portata di mano che prendere la metropolitana è da poveracci. Come nei telefilm americani se vivi a Brooklyn non sei di Manhattan quindi sei obbligato a prendere la metro. La stessa cosa che mi dicono le Sciure. Se vivi a Lambrate non sei di Milano quindi prendi la metropolitana. Conosco persone che ogni giorno prendono il taxi per andare e tornare dall'ufficio. E si lamentano perché l’auto non possono parcheggiarla sotto l’ufficio, in quanto sprovvisto di parcheggio privato. (Ogni riferimento a persone esiste è reale).

Io prendo solo la metropolitana. Con i mezzi di superficie mi perdo. Milano è un cerchio, non esiste nord e sud. Quindi… (Tacete. So di essere insensata. Assecondatemi!).

L’altra cosa che ho imparato che la vera Sciura Milanese fa la spesa almeno tre volte a settimana per finire sempre a dire la stessa cosa “Ho dimenticato… Ed ora cosa cucino?”. Le Sciure milanesi amano il Signor Caprotti (Esselunga) perché è un luogo fresco, ordinato e tre quarti dei dipendenti sono uomini di bell’aspetto. Questo non succede nelle altre Esselunga Lombarde. Sia chiaro. Lì ci lavorano donne di tutte l’età. Sovente chiassose e cicciottelle.

Il Signor Esselunga, come simpaticamente lo chiamo io, ha un élite: L’Esselunga di Viale Piave. Talmente piccola che ti sembra di stare in un mercatino la sera della Vigilia di Natale. Eppure… lì saprai trovare la verdura più fresca di tutta Milano, oltre qualche bella donzella. All'Esselunga di Viale Piave, insegna il mio amico Avvocato che vive lí vicino, ci si va la domenica mattina di buon ora. Perché? Semplice! Tutte le femmine sulla quarantina (ma anche meno) saranno strizzate in tute o jeans. Poco truccate. Ma che bel vedere. Tutte stanno tornando o andando in palestra. Comprano poche cose. Poi armate di tanga e bicicletta le troverai sui viali milanesi.

La Sciura Milanese invece, si sa, la domenica mattina è altrove. Che sia la casa al lago, in montagna o al mare. Poco importa, purchè sia via dalla città. La Sciura milanese all’Esselunga ci va di buon ora all'inizio settimana per fare la spesa. Senza prendere però i prodotti biologici e il pesce. Questi saranno acquistati in un momento successivo. Ed ecco spiegato perché le spese diventano tre.

Solo all’Eesselunga si va da sole. Possibilmente con i jeans che non si mettono mai, giusto per dire al marito che non è stato proprio un errore comprarli. Le altre spese si fanno indossando abiti firmati e con la Shopping Bag; che diciamolo se non era per Enzo Miccio la Sciura non lo sapeva che si chiamava in quel modo lì. A lei basta sapere che è di Louis Vuittone ed è enorme. Dentro non terrà grnadi cose. Però due cose acquistare al biologico ci stanno.

Un’altra cosa che ho imparato è che la Sciura milanese non beve tè. Solo tisane Detox, che puoi acquistare tranquillamente in Brera presso il Kusmi tea (Pare contraddittorio. Me ne rendo conto. Tuttavia la Sciura associa la parola té agli infusi già pronti…). È impressionante vedere queste signore ben truccate e profumate passare anche quaranta minuti su quale tè acquistare. Una volta scelto l’acquisto è già ora di uno Spritz. Qualcuna agiterà la sua manina ingioiellata per chiamare un taxi per farsi portare nel solito bar sotto casa.

Perché l’altra cosa che ho imparato dalle Sciure milanesi é che l’aperitivo non si fa dove c’è folla e cibo, ma sotto casa. E non importa se sarà il Campari più costoso di Milano e ti daranno da mangiare le patatine vecchie di un anno. Tu ci vai perché lì ci sono le tue amiche. E strizzi anche l’occhio a quelle povere madri che lavorano, che ti raggiungono con i capelli spettinati. E tanto per non farle sentire fuori posto le dirai “Ieri sono andata a farmi la piega. E oddio! Con questo tempo sono già tutta in disordine”.

Io le amo le mie Sciure di Milano così annoiate e indaffarate allo stesso tempo. La cosa pazzesca che sanno cucinare. Sul serio. Sono le uniche donne rimaste che lo sanno fare. E sono anche capaci di allestire una tavola per venti persone nel giro di poche ore. E scommetteteci….!! Non solo ci sarà ottimo cibo, ma anche fiumi di vini prestigiosi. Oltre che argenteria lucidata.

Mi domandavo se le mie Sciure milanesi potrebbero mai usufruire dello Schooter Sharing. Io potrei farci un pensierino… ma anche no. Resto dell’idea che la metropolitana sia la mia migliore amica. Non ho mai guidato uno Scooter , non conosco le vie in superficie.

Ne ho da fare di strada prima di diventare anche io una Sciura Milanese…

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3 risposte a “I segreti delle Sciure di Milano”

  1. amo’ non diventare sciura milanese…
    vedi? io da brava pendolare non faccio la spesa all’esselunga! Oh proprio non mi piace
    sono sempre controcorrente lo so. Un caso a parte.
    ps: non sto urlando 🙂

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