face

Correva l’anno 2003. Per la precisione era il 31 dicembre del 2003. Io odio il Capodanno. Per me è sempre stato come fare un funerale ad un anno che conosco. Capite in che stato mi trovassi. Avevo un Compaq Presario come PC e mi stavo annoiando a morte.

Volevo scrivere. Lo volevo, però, fare non più nella mia cameretta e su un quaderno. Volevo gridare al mondo che quella vita mi stava stretta e così ho scoperto Splinder. Non mi piaceva, c’era troppa gente che si insultava per niente. Così finì su iobloggo. Il nome: Emisfero. L’emisfero della Pepe, diminutivo di Peperina che per anni sarebbe stato il mio sito personale.

Oggi di acqua sotto i ponti n’è passata. Di quell’emisfero non è rimasto nulla. Anzi no. Una cicatrice sul braccio sinistro. Ero rabbiosa, insicura e odiavo tutti. Sostanzialmente perché odiavo me stessa. Non come tutte le adolescenti, ma per via della scoperta più terrificante. Un segreto di cui non ho più problemi a parlare. Resta invece un grosso problema per le persone. Un giorno lo scrivo, lo giuro. Per le altre. Quelle a cui succede ora.

Quel mio segreto, il mio fardello, mi ha reso diversa. Amavo diversamente. Vivevo diversamente. Ed ho cercato per anni di non vivere proprio. Sono contenta di quella cicatrice, resti di autolesionismo, mi ricorda in che buio sono andata.

Io li vedo i diversi, non ne ho paura. Li capisco. Sono quelli normali, quelli che uccidono, quelli ipocriti, arroganti, egoisti. Quelli che tutti i giorni ti spingono e ridono. Quelli non li capisco. E sono quelli che ho conosciuto nel mondo della Finanza ed in università.  Sono i miei vicini di casa, sono le persone che passeggiano per le vie del centro. I normali.

Il blog è della Peppina che come detto più volte è quella simpatica. Di là nello studio, inku.wordpress.com, raccolgo i miei scritti e appunti. Ho deciso di far riemergere i miei vecchi post. Correggo solo gli errori di battitura, ma il resto viene alla luce. Forse vi risparmierò tutti i miei micro post deliranti sugli esami universitari e su quanto non me ne fregasse un cavolo!

Laureata a 23 anni in Scienze Bancarie e Finanziarie. Laurea di quattro anni. A 23 anni, un mese dopo, lavoravo per la principale società di consulenza bancaria. Ed il mio primo stipendio era di 1.300 euro che comprendo essere molto di più di quello di un operaio con dieci anni di lavoro.

Io volevo fare psicologia ed occuparmi di bambini con disturbi di apprendimento. Volevo raccontare storie. Visivamente e tramite le parole.

Oggi sono senza un lavoro, ma più fortunata dei disoccupati. Ed il motivo per cui non riesco a definirmi tale. Ho l’agenda piena di nomi “che contano” ma sanno essere nessuno se non ti metti a novanta.

Ed ho un sogno, lo stesso che avevo a vent’anni: scrivere raccontare storie.

Non ho ancora capito se i sogni esistano. Se i sogni cadono con un bel tonfo dal cielo. SE li puoi toccare.

SE mai succedesse, ne sono certa, è grazie a voi. Nel 2003 li chiamavo angeli i miei seguaci. Ora siete tutti piumati. Mie papere.

Se vuoi sapere davvero chi sono, anche il lato oscuro e intimo. Ci vediamo su inku.wordpress.com

Print Friendly, PDF & Email