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Da bambina chiamavo le cipolle “Piciolle” e sarà ricordata così: “Quella delle Piciolle”. A dire la verità ho odiato le cipolle fino a un anno e mezzo fa. Ogni qualvolta mamma me le propinava belle tonde insieme all’arrosto le rifilavo al mio vicino che fosse mio cugino, mio zio, un amico. La cipolla cruda poi! Non ne parliamo! Rivedevo solo mio zio Giò e la sua straordinaria capacità di mangiare cipollotti crudi e gorgonzola. Ne mangiava talmente tanto che quando sudava odorava di cipolla.

L’unica cosa che mangiavo era la zuppa di cipolla, perché era fatta con talmente tanto formaggio che la cipolla si scioglieva sotto il cumulo di grassi. Ora… mangio cipolle. Divoro cipolla cruda con la feta senza condimento. Odoro di cipolla (bell'immagine me ne rendo conto). Finalmente riesco anche a farmi l’insalata siciliana (sì quella con arance e cipollotti). E cucino cipolla per la gioia del Giammy.

A te fighetta che dici no all'aglio e la cipolla non sai che ti perdi. In primis perché la cipolla cotta non è forte ma diventa dolce. E ci sono miliardi di modi per renderla caramellata, dolce, morbida. Talmente golosa che ti dirai “com’è possibile!?!”.