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Papere! Buongiorno. Settembre è praticamente finito. Siamo al momento più bello dell'anno. Io ho compiuto gli anni e sono ancora viva e stiamo andando verso ottobre. Cosa succede ad ottobre? Tante cose. E' il mese della Zucca, delle storie intorno al fuoco

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Come promesso, di venerdì si esplorano sapori orientali. In questo spazio troverete piatti che nascono nelle cucine giapponesi ma, per forza di cose, sono stati rielaborati e provati dalla sottoscritta.

In generale, la cucina giapponese è povera. (Qui non si parlerà MAI di sushi). Gli ingredienti sono principalmente le verdure bollite o stufate. Ovviamente ci saranno anche le salsine che impareremo a riprodurre con gli ingredienti nostrani.

Per ogni piatto ci vogliono molti ingredienti che saranno generalmente molti ingredienti e si sporcano un po’ di ciotole e mestoli, ma ne vale la pena. Ecco perché ve la propongo di venerdì così che, se decideste di replicarla, avete tutto il tempo per reperire gli ingredienti. Ribadisco tutti ingredienti sono trovabili al supermercato, magari con una deviazione al biologico.

Pronti con il taccuino per gli appunti? Oggi parliamo di riso e ve lo propongo in maniera diversa, sia per un giapponese che per un italiano.

Il riso è un elemento fondamentale nella dieta giapponese ed ingenerale in molti paese asiatici. Fin da bambini viene insegnato a trattare il riso con il massimo rispetto. Per un giapponese puoi buttare i soldi ma non il riso.

Per il popolo nipponico il riso è un po’ come il pane per noi altri. Il riso non era solo alimento principale, ma anche bevanda (il Sakè) , abbigliamento (in passato sandali e cappelli venivano fatti con la paglia di riso) e materiale per le abitazioni.

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Il riso è stato introdotto in Giappone nei primi secoli della nostra era volgare, all’epoca erano ben pochi quelli che si potessero permettere di mangiare tutti i giorni riso. Per questo veniva condito con fagioli e soia oppure sostituito con altri cereali.
Oggi i giapponesi sono molto esigenti in termini di riso. Lo sanno apprezzare e riconoscere sia in termini di gusto che di grandezza. Vi è una cultura sul riso pari alla nostra sui vini.

Durante il pasto quotidiano il riso accompagna le altre portate (come il nostro pane). In un pranzo ufficiale, però viene servito con la minestra al miso e con le verdure in salamoia.

Questa ricetta, che si guarda bene da essere giapponese, nasce dall'unione di gusti provati in un piatto tipicamente giapponese e riproposti con il riso. Ci sono più di una variazione e sostituzione, ecco perché di giapponese resta la ricetta di partenza e il sapore agrodolce, ma nulla di più.

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Buongiorno e buon lunedì. Già vi vedo li davanti al computer mentre controllate la posta dell’ufficio. Vicino a voi il bicchierino di caffè delle macchinetta, la borsa e i fazzolettini. Non avete proprio voglia.

Vedo anche te mentre apri il cassetto dietro al bancone, alzi leggermente la testa e saluti la tua commessa. Grazie al cielo ti ha portato il solito caffè con la brioches.

E parliamo di te che sei sfrecciata ad accompagnare tuo figlio a scuola, oggi è stato proprio difficile farlo vestire. Ti guardi intorno e vedi la casa che è un campo di battaglia. Se pensi che devi ancora stirare, poi uscire. Ti viene male, sorseggi un caffè e ti stai dicendo “è solo lunedì”.

E voi altri che siete sui treni, metropolitane ed auto. Voi che avete messo il nuovo libro da leggere nella borsa, un quaderno e l’ipod nelle orecchie. A voi vi invidio, anche se zampettate con fatica da una città e l’altra state sempre con il sorriso.

Bene a tutti voi, dico cin cin al caffè e cannella. So che è dura, ma insieme affronteremo anche questa settimana. Poi dai settembre, il ventidue settembre. È il mio compleanno. Possiamo rendere tutto meno grigio e unirci in cerchio mentre balliamo il ballo del quack quack? Sì, quack!

La ricetta di oggi non è da lunedì, per niente. È laborioso, lunga e ricca . Ve la regalo di lunedì per farvi venire la voglia di cucinarla nel week end. Così almeno vi distraete un attimo, eh!

Ieri mattina ero partita, come potete vedere dalla fotografia, bella scema come sempre in tenuta da Giamburrasca per andare dritta a Vicolungo Outlet e comprarmi dei pantaloni.

Arrivo lì e mi faccio il mio giro dalla Tommy comprando i calzini che amo. Poi vado in un negozio provo i jeans… e già lì scopro che la 40 mi sta larga di vita ma la coscia chiede pietà. Mi dico “sono elasticizzati” . Vado,così, dritta ad un altro negozio. Cerruti che amo particolarmente. Ci sono dei jeans bellissimi grigi con polverina magica…mi stanno eh! Mi sta la 40 evviva! Peccato che il mio culo si sia espanso e la coscia continui a gridare “ehi! Fammi uscire”. Il jeans mi stava, ma… ma porca puzzola sono gonfia come una mongolfiera.